| Gazzetta n. 213 del 14 settembre 2026 (vai al sommario) |
| PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA |
| DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 agosto 2026 |
| Scioglimento del consiglio comunale di Mazzarra' Sant'Andrea e nomina della commissione straordinaria. |
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Considerato che nel Comune di Mazzarra' Sant'Andrea (Messina) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 maggio 2023; Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale; Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale; Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un commissariamento di adeguata durata per rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale; Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 4 agosto 2026 alla quale e' stato debitamente invitato il Presidente della Regione Siciliana;
Decreta:
Art. 1
Il consiglio comunale di Mazzarra' Sant'Andrea (Messina) e' sciolto. |
| | Allegato
Al Presidente della Repubblica
Nel Comune di Mazzarra' Sant'Andrea (Messina), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 maggio 2023, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione nonche' il buon andamento ed il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell'ordine e della sicurezza pubblica. All'esito di un'indagine di polizia giudiziaria coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Messina e' stata data esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare, emessa il 30 giugno 2025 dal giudice per le indagini preliminari presso il locale tribunale, con l'arresto di tre persone. Nell'ambito del medesimo procedimento penale, conseguente l'operazione giudiziaria denominata «Stessa maniera», risultano coinvolti anche il sindaco di Mazzarra' Sant'Andrea e un ex dipendente comunale, indagati per i reati di cui agli articoli 56 e 81, comma 2, 110, 319-quater, comma 1, e 416-bis 1 del codice penale. In relazione a tali vicende e al fine di verificare la sussistenza di forme di condizionamento e di infiltrazione delle locali consorterie nell'amministrazione comunale, il prefetto di Messina, con decreto del 18 ottobre 2025, successivamente prorogato, ha disposto l'accesso presso il suddetto comune, ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per gli accertamenti di rito. Al termine dell'indagine ispettiva, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto di Messina, sentito nella seduta del 5 maggio 2026 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del procuratore della Repubblica e di un sostituto procuratore della Repubblica presso il locale tribunale, ha trasmesso l'allegata relazione che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000. I lavori svolti dalla commissione d'accesso hanno preso preliminarmente in esame, oltre all'intero andamento gestionale dell'amministrazione comunale, la cornice criminale ed il locale contesto ambientale, con particolare riguardo ai rapporti tra gli amministratori e le locali consorterie, evidenziando come l'uso distorto della cosa pubblica si sia concretizzato, nel tempo, in favore di soggetti o imprese collegati direttamente o indirettamente ad ambienti malavitosi. Il Comune di Mazzarra' Sant'Andrea, il cui consiglio comunale e' gia' stato sciolto per condizionamenti di tipo mafioso con decreto del Presidente della Repubblica del 13 ottobre 2015, insiste in un contesto territoriale caratterizzato dall'esistenza e operativita' di una consorteria criminale di stampo mafioso, la cui struttura associativa e' gia' stata ricostruita in numerosi provvedimenti dell'autorita' giudiziaria. La relazione prefettizia ha posto in rilievo una sostanziale continuita' amministrativa tra la compagine eletta nel 2023 e quella delle precedenti consiliature. In particolare, emerge la presenza pluridecennale nell'amministrazione cittadina del sindaco il quale, eletto nel 2017 e riconfermato nel 2023, ha rivestito anche altre cariche comunali in precedenti consiliature. La continuita' soggettiva con le passate amministrazioni e', altresi', attestata dalla presenza del vicesindaco e del presidente del consiglio comunale, che hanno ricoperto il medesimo incarico anche nel quinquennio 2017/2023. Dopo aver effettuato un'analitica disamina dei profili dei singoli amministratori, la relazione prefettizia pone in particolare rilievo l'intricata rete di rapporti parentali e di frequentazioni che lega alcuni di essi ad esponenti della locale consorteria, e sottolinea come tali rapporti abbiano di fatto condizionato l'attivita' amministrativa dell'ente locale in favore di ambienti controindicati. Vengono segnalati, in particolare, i consolidati rapporti tenuti dal primo cittadino con un esponente apicale del locale sodalizio criminale, oltre che con alcuni soggetti legati alla criminalita' organizzata che hanno poi beneficiato di pubblici affidamenti, nonostante fossero gia' stati gravati da interdittiva antimafia, quali titolari di altre societa'. Inoltre, la suddetta relazione si sofferma sulla presenza di alcuni consiglieri aventi rapporti di frequentazione e/o di natura parentale con soggetti riconducibili al locale contesto criminale. Forme di rapporti controindicati, seppur indiretti, sono emerse anche nei confronti del vicesindaco, date le cointeressenze in attivita' agricole con un soggetto pregiudicato per concorso esterno in associazione mafiosa. Peraltro, viene rilevato che anche nell'ambito dei sottoscrittori dell'unica lista presentata nel 2023 figurano soggetti vicini a esponenti della criminalita' organizzata. Accanto alle forme di collegamento di taluni amministratori con soggetti coinvolti in vicende giudiziarie riguardanti la criminalita' organizzata, la predetta relazione prefettizia evidenzia la sussistenza di criticita' sul piano del funzionamento del consiglio comunale, sottolineando, al riguardo, il mancato confronto politico pubblico su vicende di peculiare importanza, quali il ritorno dell'esponente apicale del locale sodalizio criminale a Mazzarra' Sant'Andrea nel 2023 o la ricezione da parte del sindaco, nell'agosto 2025, dell'informazione di garanzia per reato aggravato ex art. 416-bis 1 del codice penale; ne' d'altro canto risulta che siano mai stati oggetto di trattazione consiliare i legami intercorrenti tra taluni consiglieri comunali e soggetti pregiudicati anche per associazione mafiosa. In un contesto politico nel quale le proposte deliberative sono presentate esclusivamente dal sindaco, tale inerzia e' sintomatica di una forma di assoggettamento del pubblico consesso alle decisioni del primo cittadino, a riprova di uno sviamento dalle funzioni istituzionali tipiche dell'organo consiliare, peraltro in presenza di vicende collegate a dinamiche riguardanti soggetti collegati alla criminalita' organizzata. Dall'indagine ispettiva emerge dunque un quadro in cui risulta pregiudicato il buon andamento e l'imparzialita', in termini di indirizzo e controllo che il consiglio avrebbe dovuto espletare, soprattutto in un ente gia' destinatario di provvedimento dissolutorio ex art. 143 TUOEL, il cui contesto territoriale e' caratterizzato dalla presenza di un radicato sodalizio mafioso. Ulteriori e altrettanto significative forme di collegamento con la criminalita' organizzata sono emerse nei confronti di vari dipendenti operanti nell'ambito di settori dell'ente particolarmente esposti a forme di condizionamento, tali da compromettere il buon andamento o l'imparzialita' dell'amministrazione comunale. Rileva in particolare la posizione di due dipendenti, collegati a un esponente apicale della locale consorteria criminale da stretti legami di natura parentale o affettiva e assegnati all'area tecnica dell'ente, settore nel quale sono stati individuati elementi indicativi del condizionamento esercitato dal locale sodalizio mafioso. E' emerso infatti che uno di essi, in particolare, e' intervenuto per sollecitare la trattazione di un'istanza, finalizzata al rilascio di un'autorizzazione, presentata da una societa' collegata al predetto esponente mafioso; altrettanto dicasi per l'altro dipendente, il quale sfruttando la sua posizione di impiegato presso l'area di competenza, si sarebbe reso responsabile di un accesso abusivo in banca dati per acquisire documentazione catastale di interesse di detto pregiudicato. Tale documentazione e' stata poi allegata all'istanza presentata dallo stesso al competente ufficio di sorveglianza al fine di poter scontare la pena degli arresti domiciliari in Mazzarra' S. Andrea. Peraltro, la relazione prefettizia evidenzia che nei confronti di quest'ultimo dipendente, alla luce delle risultanze dell'accesso ispettivo che ha condotto allo scioglimento della compagine amministrativa nel 2015, era stato disposto l'avvio di un procedimento disciplinare e il trasferimento ad altro ufficio. Tuttavia, a poche settimane dall'elezione del nuovo consiglio comunale nel 2017, con determina sindacale, il medesimo dipendente e' stato riassegnato all'area tecnica, presso la quale presta servizio anche l'altro impiegato, ed e' proprio in tale ufficio che si sono verificate le vicende sopra descritte. Inoltre, nonostante alcune risultanze di natura investigativa e giudiziaria abbiano evidenziato il loro ruolo di persone interne a dinamiche inerenti a iter amministrativi d'interesse del suddetto criminale, i due dipendenti continuano a operare nell'ambito di detto settore comunale. In ragione delle gravi condotte poste in essere dai due impiegati comunali a vantaggio di interessi del citato pregiudicato per associazione mafiosa, il prefetto di Messina ha richiesto l'adozione dei provvedimenti ex art. 143, comma 5, TUEL. Gli accertamenti svolti dalla commissione di indagine in sede amministrativa hanno posto in evidenza una serie di elementi univocamente riconducibili al condizionamento esercitato dal locale sodalizio mafioso, nonche' un'attivita' svolta in una situazione generale caratterizzata da diffusa illegalita'. Particolari criticita' sono state riscontrate negli appalti pubblici, settore nel quale l'attivita' svolta dalla commissione d'indagine ha messo in rilievo come la gestione amministrativa sia caratterizzata da diffuse irregolarita' e gravi inadempienze. Infatti, il ricorso alle procedure di affidamento diretto e di somma urgenza risulta, il piu' delle volte, carente nella motivazione e nei presupposti richiesti dalla normativa di settore. Dal monitoraggio dei contratti pubblici effettuato in sede di accesso ispettivo, e' emerso che il Comune di Mazzarra' Sant'Andrea, a partire dal 2019, ha bandito duecentottantotto procedure di affidamento per un importo complessivo di oltre 16.000.000 di euro; le aggiudicazioni - per un totale di circa 8.000.000 di euro - sono state duecentonove, delle quali centonovanta con affidamento diretto. Tale dato, di per se' anomalo, assume ulteriore valenza alla luce delle ricorrenti carenze sul piano motivazionale dei provvedimenti adottati e del mancato rispetto delle procedure che consentono la tracciabilita' dei flussi finanziari contemplati dalla legge n. 236/2010 in tema di contrasto alla criminalita' mafiosa, non essendo di regola richiesto il codice identificativo di gara. La disamina degli affidamenti del servizio manutenzione della pubblica illuminazione ha evidenziato che l'amministrazione comunale, contravvenendo alle vigenti disposizioni inerenti al principio di rotazione, ha affidato ripetutamente il servizio ad una sola impresa il cui titolare e' legato da rapporti di parentela a un soggetto controindicato nonche' a un consigliere comunale. All'alterato procedimento di formazione della volonta' degli organi comunali, si accompagna l'ingerenza del sindaco nell'attivita' gestionale - che ha mantenuto per se' la delega ai lavori pubblici - soprattutto con riferimento a taluni aspetti, quali l'individuazione dei contraenti degli affidamenti diretti, ambito nel quale sono emerse irregolarita' fortemente lesive del principio della libera concorrenza e trasparenza. Un gran numero di servizi e lavori sono stati affidati a imprese che risultano essere in contatto, diretto o indiretto, con la criminalita' organizzata, non iscritte nelle white list o con iscrizione in istruttoria. Proprio a questo riguardo, la giurisprudenza ha precisato che in contesti gia' ampiamenti pregiudicati dalla pacifica presenza di organizzazioni criminali, motivi di opportunita', prudenza e diligenza, consiglierebbero di individuare solamente ditte iscritte nelle white list, evitando quella zona grigia all'interno della quale notoriamente operano le imprese contigue alle cosche (Tribunale amministrativo regionale di Roma, Lazio, sezione I, 26 giugno 2025, n. 12736). Emblematica e' la vicenda dell'affidamento diretto dei lavori di concorso nelle operazioni di spegnimento di un incendio, divampato nel giugno 2024 presso la discarica di Mazzarra' Sant'Andrea, in favore di una ditta edile poi raggiunta da un'interdittiva antimafia a seguito dei rapporti intrattenuti con un esponente apicale della criminalita' mafiosa locale, nella consapevolezza, da parte del sindaco, che la titolarita' di fatto di tale ditta era riconducibile a un soggetto gia' gravato da interdittiva antimafia nella qualita' di amministratore unico di altra societa'. Nel contempo, l'altra impresa prescelta per i lavori di spegnimento dell'incendio non risultava iscritta in white list - infatti, la relativa istanza era ancora in fase istruttoria presso la prefettura di Messina - e, all'atto dell'affidamento, aveva ricevuto dalla prefettura di Messina la comunicazione di avvio di procedimento finalizzato al diniego di iscrizione, essendo emerse situazioni di criticita' a carico di un congiunto del titolare, per concorso esterno in associazione mafiosa. Peraltro, successivamente all'avvio delle operazioni di spegnimento, quest' ultima impresa ha provveduto ad assumere un soggetto gia' condannato per associazione mafiosa e autore di un precedente incendio a danno di alcuni automezzi nell'ambito della medesima discarica. Come evidenziato nel dettaglio nella relazione prefettizia, tali imprese non risultavano comunque adeguatamente strutturate per affrontare una situazione di gravita tale da rendere necessaria la successiva dichiarazione dello stato emergenziale da parte della Regione Siciliana. Dagli atti dell'accesso ispettivo risulta altresi' che per mettere in sicurezza la discarica e' in fase di approvazione un progetto, per un importo di circa 32.000.000 di euro, rispetto al quale la citata ordinanza di custodia cautelare evidenzia il perdurante interesse - «ci deve rimanere qualcosa per noi»- dell'esponente apicale del sodalizio mafioso ad accaparrarsi affidamenti per lavori, utilizzando societa' fittiziamente intestate a prestanome, che risultano essere in contatto diretto con il primo cittadino. Ulteriori, significativi elementi che attestano lo sviamento dell'attivita' amministrativa in favore di ambienti controindicati, sono riscontrabili nella vicenda concernente l'affidamento di lavori manutentivi, da effettuarsi presso il territorio del comune, a favore di un soggetto legato da rapporti di parentela ad esponenti della criminalita'. Altrettanto significative sono le anomalie rilevate dalla commissione d'indagine nella gestione urbanistica del comune. Si e' riscontrato un quadro generale di disordine organizzativo, difetto di trasparenza, assenza di adeguati sistemi di controllo sull'attivita' e sugli atti, nonche' mancanza di coordinamento tra gli uffici coinvolti nella gestione dei procedimenti. Per quanto attiene all'abusivismo edilizio, e' stata segnalata l'inerzia dell'amministrazione comunale, connotata da una pressoche' inesistente azione di controllo del territorio, anche a fronte di segnalazioni da parte di privati cittadini. A tal proposito, il prefetto di Messina pone in rilievo come l'amministrazione comunale sia venuta meno al prescritto obbligo di attivare la vigilanza sull'attivita' urbanistica. Alla mancata repressione dell'abusivismo si aggiunge l'utilizzo del condono edilizio come mezzo per abilitare anche trasformazioni non sanabili, in alcuni casi realizzate dopo la presentazione dell'istanza in sanatoria. La relazione prefettizia sottolinea che, anche laddove sono state intraprese, le azioni di contrasto all'abusivismo si sono limitate esclusivamente al piano formale con l'adozione di provvedimenti di demolizione dei manufatti abusivi rimasti, nei fatti, ineseguiti. E' proprio in presenza di condizioni di sviamento dell'attivita' di gestione e di mancanza di rispetto delle procedure amministrative che risulta piu' agevole la penetrazione mafiosa: l'illegalita' fa da schermo all'infiltrazione dei locali sodalizi criminali. Emerge un quadro in cui, nell'ambito dell'ufficio tecnico comunale, accanto alle forme di collegamento tra taluni componenti con l'esponente apicale del locale sodalizio mafioso, si sono rilevati iter amministrativi connotati da anomalie e risultati di interesse per soggetti legati alla criminalita' organizzata. Emblematicamente, le verifiche ispettive hanno posto in rilievo come i mancati controlli di abusi edilizi riguardino anche manufatti realizzati da soggetti contigui alle locali consorterie e parenti di un consigliere comunale. Evidenti anomalie sono emerse, altresi', in relazione alla pratica di sanatoria di un immobile di proprieta' di un altro soggetto, legato da vincoli parentali controindicati. Gli accertamenti ispettivi hanno riguardato anche il settore tributi dove e' emerso che l'amministrazione, negli anni, non ha posto in essere un'efficace attivita' di recupero dell'evasione; solo nel gennaio 2026, dopo l'insediamento della commissione d'indagine, e' stato adottato un atto di indirizzo finalizzato al recupero di imposte e tributi comunali risalenti negli anni, nel quale, tra l'altro, e' stata prevista l'assegnazione di compensi in favore dei dipendenti comunali impegnati nelle attivita' di notifica degli avvisi di accertamento, nell'asserito intento di dare impulso all'attivita' di riscossione. A tale riguardo, la relazione prefettizia evidenzia che l'assenza della qualificazione prescritta dalla normativa per il personale impiegato nelle attivita' di notifica espone l'ente a ricorsi tributari. Nel vagliare l'efficienza dell'attivita' di riscossione dei tributi, si e' rilevata la mancanza di iniziative riguardanti aspetti di primaria importanza, quali la mappatura delle attivita' vivaistiche che, tra le attivita' produttive, e' «quella che riveste la maggiore importanza per l'economia locale». Si tratta di un settore produttivo nel cui ambito, storicamente, ruotano gli interessi di esponenti di spicco della criminalita' organizzata, anche mafiosa, e nel quale, peraltro, e' emerso il mancato pagamento dei tributi dovuti da parte di svariati vivai. Emblematica e' anche la gestione della rete idrica, atteso che il comune non procede ad alcuna bollettazione del servizio benche' faccia fronte alle spese di manutenzione e agli oneri di depurazione di smaltimento dei fanghi. La relazione del prefetto di Messina evidenzia che il disordine amministrativo, le opacita' e le inefficienze hanno favorito la permeabilita' dell'ente all'interferenza. Significative sono altresi' le assenze di verifiche e di controlli sulle attivita' commerciali sia per l'accertamento della sussistenza dei requisiti soggettivi dei titolari delle stesse che sulla regolarita' delle strutture realizzate. In particolare, con riguardo al settore vivaistico, non sono state registrate comunicazioni di inizio attivita', ne' risulta che l'ente sia a conoscenza del numero di imprese del settore operanti sul territorio. Anche in materia ambientale e urbanistica, le gravi carenze istruttorie hanno favorito gli interessi di un soggetto indirettamente collegato con un pregiudicato per concorso esterno in associazione mafiosa. La commissione ispettiva ha accertato che l'attivita' commerciale autorizzata e' svolta in un immobile abusivo, sanato solo successivamente, con il rilascio del permesso a costruire in sanatoria e, inoltre, che il titolare non e' in regola con il pagamento dei tributi locali. Come evidenziato, le risultanze ispettive sono state esaminate in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, all'esito del quale e' stato concordato all'unanimita' sulla presenza degli elementi sintomatici del condizionamento della compagine amministrativa dell'ente locale. In tale sede i rappresentanti dell'organo giudiziario si sono soffermati sui rapporti tra alcuni amministratori locali e soggetti controindicati che evidenziano un clima di mafiosita' silente e omertosa oltreche' un sistema di tangenti e corresponsione di denaro con affidamenti diretti irregolari. Le circostanze analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione del prefetto di Messina hanno rivelato una serie di condizionamenti nell'amministrazione comunale di Mazzarra' Sant'Andrea, volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali, che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo necessario l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita'. Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Mazzarra' Sant'Andrea, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. In relazione alla presenza e all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 29 luglio 2026
Il Ministro dell'interno: Piantedosi |
| | Art. 2
La gestione del Comune di Mazzarra' Sant'Andrea (Messina) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da: dott.ssa Alfonsa Calio' - viceprefetto a riposo; dottor Cosimo Gambadauro - viceprefetto aggiunto; dottor Salvatore Mallemi - dirigente di seconda fascia Area funzioni centrali. |
| | Art. 3
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 6 agosto 2026
MATTARELLA
Meloni, Presidente del Consiglio dei ministri
Piantedosi, Ministro dell'interno
Registrato alla Corte dei conti il 13 agosto 2026 reg n. 3650 |
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