Gazzetta n. 203 del 2 settembre 2026 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 luglio 2026
Scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia e nomina della commissione straordinaria.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel Comune di Castellammare di Stabia (Napoli) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative dell'8 e 9 giugno 2024;
Considerato, altresi', che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale;
Rilevato che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale;
Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un commissariamento di adeguata durata per rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 14 luglio 2026;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Castellammare di Stabia (Napoli) e' sciolto.
 
Allegato

Al Presidente della Repubblica

Nel Comune di Castellammare di Stabia (Napoli), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative dell'8 e 9 giugno 2024, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione nonche' il buon andamento ed il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell'ordine e della sicurezza pubblica.
All'esito dell'attivita' di monitoraggio della gestione amministrativa degli enti locali della Provincia di Napoli, disposta dalla locale prefettura ai fini della prevenzione di fenomeni di condizionamento criminale sugli organi elettivi, sono stati acquisiti elementi informativi di interesse nei riguardi dell'amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, sulla base dei quali il Prefetto di Napoli, previa delega ministeriale all'esercizio dei poteri di accesso ex art. 1, comma 4, d.l. n. 629/82, ha disposto, per gli accertamenti di rito, con decreto del 29 gennaio 2026, l'accesso presso il suddetto comune, ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Al termine dell'indagine ispettiva, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il Prefetto di Napoli, sentito nella seduta del 5 maggio 2026 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Napoli, dei procuratori aggiunti della Repubblica presso il Tribunale di Napoli - Direzione distrettuale antimafia e del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, ha trasmesso l'allegata relazione che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000.
Gli esiti ispettivi, che sono stati estesi all'intero andamento gestionale dell'amministrazione comunale in carica dal 2024, hanno fatto emergere che «l'attuale insediamento politico amministrativo ha manifestato criticita' sotto il profilo (...) della compatta tenuta del tessuto relazionale personale di diversi componenti della compagine eletta», circostanza questa che unita alle «falle» dell'azione amministrativa e alle recenti risultanze «di indagine penale e di prevenzione», rendono concreti e attuali gli indizi di pericoli di infiltrazione della criminalita' organizzata nell'ente locale. Cio' in un contesto territoriale caratterizzato negativamente dal progressivo ridimensionamento dei principali insediamenti produttivi, dal conseguente impoverimento del tessuto economico - sociale e dalla forte presenza criminale, in particolare di un clan camorrista egemone in quell'area con «(...) radicamento nel sistema amministrativo, attraverso forme di condizionamento informale e la creazione di relazioni interne alla rappresentanza civica».
La pervasivita' e l'efficacia della criminalita' organizzata nel condizionare il Comune di Castellammare di Stabia trova diretta dimostrazione anche nel fatto che quell'ente e' gia' stato sciolto, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000, con decreto del Presidente della Repubblica del 28 febbraio 2022, a cui ha fatto seguito un periodo commissariale che si e' protratto fino al giugno 2024 con l'entrata in carica degli attuali organi elettivi.
In tale contesto, l'attuale assetto politico-amministrativo scaturito dalle elezioni del giugno 2024 avrebbe dovuto costituire il primo presidio istituzionale di legalita', discontinuita' e impermeabilita' rispetto a ogni forma di condizionamento mafioso; invece, la relazione prefettizia ha ben circostanziato che la rigenerazione formale dell'organo elettivo non ha determinato un'effettiva bonifica degli ambigui circuiti politico-amministrativi esistenti negli anni precedenti il commissariamento del febbraio 2022.
La continuita' soggettiva e relazionale rispetto alla precedente consiliatura disciolta e' attestata dalla presenza di numerosi consiglieri confermati nella carica gia' rivestita, di soggetti gia' candidati nelle precedenti consultazioni, di figure segnalate nella precedente attivita' di accesso quali elementi indicativi di un'infiltrazione camorristica nell'apparato comunale, di candidati subentrati a prossimi congiunti o espressione dei medesimi bacini elettorali.
L'analisi particolareggiata delle candidature da parte della commissione d'indagine evidenzia anche la presenza di soggetti che erano gia' stati segnalati quali elementi indicativi di un'infiltrazione camorristica nella relazione della commissione d'accesso che aveva portato allo scioglimento della precedente amministrazione comunale. Viene, altresi', evidenziato che in molti casi i presentatori di lista sono risultati gravati da controindicazioni di tali gravita' da non poter avanzare la propria candidatura, soffermandosi in particolare sulla figura di un candidato eletto nelle file della minoranza, la cui lista presenta tra i sottoscrittori un suo stretto parente avente legami familiari con un esponente di vertice dell'egemone consorteria camorrista, e un altro soggetto la cui contiguita' con la criminalita' era gia' stata messa in rilievo dalla commissione d'indagine del 2021.
Come ulteriore elemento di valutazione sulle infiltrazioni criminali nell'attivita' politica, viene precisato che due candidati - dei quali uno eletto al consiglio comunale e in seguito dimissionario - sono risultati coinvolti nel procedimento penale che ha portato all'applicazione dell'ordinanza di custodia cautelare, emessa nell'ottobre 2025 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti dell'altro candidato, non eletto, che e' stato posto agli arresti domiciliari.
Come sopra evidenziato, risulta «ben evidente come elementi univoci di infiltrazione della criminalita' organizzata nel contesto politico si riscontrano in modo del tutto trasversale, interessando tutta la compagnia politica stabiese», e cio' trova conferma anche nel monitoraggio effettuato delle Forze di polizia sui candidati eletti nel 2024 che ha mostrato «una significativa presenza» di consiglieri comunali riconducibili direttamente o indirettamente al locale contesto mafioso.
Di fatto, a carico di numerosi consiglieri comunali sono emersi, oltre a plurimi elementi di controindicazione antimafia che riguardano rapporti di parentela, prossimita', frequentazione, contiguita' ambientale, anche cointeressate con soggetti appartenenti o prossimi ad apparati criminali, nonche' collegamenti professionali e societari con realta' economiche gravate da significativi profili di attenzione.
Con riferimento poi alla figura del sindaco di Castellammare di Stabia, la relazione del Prefetto di Napoli riferisce di un episodio di particolare gravita che risale alla giornata di festeggiamenti per la conclusione della stagione calcistica. In tale circostanza, soggetti controindicati - individuabili quali vertici di gruppi ultras della tifoseria calcistica stabiese e riconducibili, per legami familiari e contiguita' accertate, all'area di influenza del suddetto sodalizio camorristico - sono stati accolti sul palco delle istituzioni per consegnare una targa ricordo a uno dei calciatori. In un territorio in cui la tifoseria organizzata puo' costituire veicolo di influenza, pressione e costruzione del consenso, la mancata adozione di adeguati schermi istituzionali dimostra l'incapacita' dell'ente di impedire che soggetti controindicati possano beneficiare di una forma di legittimazione sociale davanti alla comunita'. La successiva presa di distanza del sindaco, intervenuta solo a seguito del clamore mediatico suscitato dalla diffusione delle immagini dell'accaduto, non attenua la gravita' del fatto, ma e' piuttosto un elemento atto a confermare la superficialita' della condotta tenuta nella circostanza dal primo cittadino di Castellammare di Stabia.
Alla permeabilita' della rappresentanza politica si accompagna un apparato amministrativo debole, disorganizzato e privo di adeguati presidi di vigilanza. Vengono al riguardo segnalati, per alcuni componenti dell'apparato burocratico, pregiudizi di natura penale e frequentazioni con ambienti controindicati.
La relazione prefettizia evidenzia un'opacita' relazionale, soprattutto negli uffici tecnici e urbanistici, che determina condizioni per pressioni non verificabili e per interferenze indirette sull'attivita' amministrativa. L'incapacita' di frapporre tempestivi ed efficaci sbarramenti amministrativi nei confronti di tecnici, soliti frequentare uffici e accedere a informazioni improprie o non strettamente necessarie mediante le interlocuzioni informali con il personale comunale, unitamente alla mancanza di un'ordinata circolazione degli atti e alla prassi della condivisione delle credenziali dirigenziali con collaboratori dell'ufficio, incide gravemente sulla riferibilita' delle operazioni amministrative e determina un corto circuito nella ricostruzione delle responsabilita'.
In un ente gia' esposto a rischio di condizionamento e in un territorio nel quale la pressione criminale si esercita anche attraverso mediazioni tecniche, professionali e imprenditoriali, tali condizioni non costituiscono soltanto un serio deficit amministrativo, ma assumono immediata valenza antimafia.
Il quadro di permeabilita' dell'amministrazione comunale da parte della criminalita' organizzata e' corroborato da gravi episodi di sviamento dell'attivita' di gestione, agevolati non solo dalla mancata tracciabilita' degli accessi agli uffici, ma anche dal disordine amministrativo riconducibile alle criticita' e anomalie riscontrate dalla commissione di accesso nella gestione del sistema di protocollazione degli atti che non ne consente la tempestiva e automatica circolazione negli uffici competenti.
Sotto tale profilo, assume significativa valenza quanto emerso nel corso delle indagini svolte dai competenti organi circa la figura un tecnico esterno, assiduamente presente negli uffici comunali - successivamente arrestato in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare e poi sospeso dall'ordine professionale di appartenenza - che viene descritto come soggetto a disposizione di una delle locali consorterie criminali.
La commissione di indagine, attraverso il monitoraggio delle pratiche edilizie e produttive riconducibili al predetto professionista, ha altresi' accertato la perdurante spendita del suo nominativo nel circuito procedimentale comunale anche in epoca successiva al suo arresto, evidenziando in particolare la riconducibilita' al suo nominativo di una pratica riferibile alla coniuge di un soggetto gravato da pendenze penali per reati di stampo mafioso ed estorsivo.
Le menzionate vicende costituiscono un indice sintomatico di particolare gravita' della permeabilita' del Comune di Castellamare di Stabia rispetto alla capacita' di interlocuzione, influenza e penetrazione del locale sodalizio criminale di stampo camorristico nei circuiti tecnico-professionali e, per loro tramite, nei procedimenti amministrativi dell'ente. In tale prospettiva le vulnerabilita' emerse non assumono rilievo solo sul piano dell'inefficienza amministrativa, ma si traducono in un concreto fattore di compromissione della legalita', dell'imparzialita', del buon andamento e della stessa autonomia dell'azione amministrativa.
La relazione prefettizia individua nei settori tecnici comunali il principale snodo amministrativo della permeabilita' da parte della criminalita' organizzata, concentrandosi in esso le competenze sui lavori pubblici, sull'urbanistica e sull'edilizia, oltre che sulla gestione dei servizi e delle forniture pubbliche.
Per quanto attiene ai lavori e ai servizi pubblici, la commissione d'indagine ha registrato il permanere del ricorso, reiterato e artificioso, all'affidamento diretto che, in continuita' con la precedente consigliatura sciolta per infiltrazione mafiosa, rappresenta un elemento di forte criticita' nella valutazione della permeabilita' dell'amministrazione comunale.
La commissione d'indagine ha rilevato che la scelta dell'operatore economico e' spesso fondata sulla fiducia o sulla conoscenza personale, piuttosto che sui criteri di rotazione degli incarichi, di comparazione delle offerte, di apertura alla libera concorrenza, che invece dovrebbero trovare concreta applicazione soprattutto in un ente locale sciolto solo pochi anni prima per infiltrazione della criminalita' organizzata. Il ricorso sistematico agli affidamenti diretti e' da considerare, in questa prospettiva, «un ulteriore indice di compromissione del buon andamento e dell'imparzialita'» dell'amministrazione pubblica.
A cio' si aggiunge l'incapacita' dell'ente di porre in essere un efficace sistema di verifiche e di controlli soprattutto preventivi, che non sia meramente formale ma capace di far emergere i «reticoli societari, familiari ed economici» tra operatori economici e gli interessi coinvolti sottostanti che talvolta rimandano alla criminalita' organizzata. A questo proposito le verifiche ispettive hanno spesso evidenziato, al contrario, controlli «postumi o meramente cartolari» - come nel caso di verifiche dei requisiti di natura fiscale effettuati quando la prestazione e' gia' stata eseguita oppure in controlli successivi a campione sulle determine comunali - che si sono rivelati assolutamente inefficaci per prevenire il rischio di assumere rapporti con gestori controindicati.
A tal riguardo la commissione di accesso ha segnalato criticita', con rilevanti pregiudizi antimafia, che hanno inficiato numerosi affidamenti, appalti e procedure contrattuali disposti da parte di settori particolarmente sensibili. Tra i casi evidenziati vi sono gli affidamenti relativi alla fornitura di materiale per la raccolta differenziata che attraverso anomalie procedimentali e' finito nell'ambito di «un circuito (...) contiguo a contesti criminali di elevato spessore»; si e' constatato infatti che al primo affidamento, temporaneo e sperimentale, riferito all'anno 2023, sono seguite assegnazioni dirette anche negli anni 2024 e 2025, servizio formalmente concesso a due ditte diverse, che tuttavia fanno capo entrambe alla stessa famiglia di imprenditori gravata da frequentazioni con esponenti legati al clan del casalesi.
Il protrarsi del servizio agli anni successivi al 2023 avrebbe dovuto comportare una attenta programmazione comunale per evitare di ricorrere artificiosamente a frammentati affidamenti diretti, procedendo con gare a evidenza pubblica per l'assegnazione pluriennale del servizio stesso. Peraltro, i detti affidamenti sono stati oggetto di una interrogazione consiliare, per cui sia il sindaco che i consiglieri comunali erano venuti a conoscenza delle anomalie segnalate poi anche dall'organo ispettivo.
Criticita' sono emerse anche negli affidamenti del servizio di sgombero e svuotamento dei locali di edifici e immobili comunali, assegnati direttamente con determina dirigenziale del giugno 2025 a una societa' gravata di pendenze fiscali verso l'erario e mancante, dunque, dei requisiti previsti per concorrere alle pubbliche commesse; viene, altresi', evidenziato che il ribasso offerta per il servizio era originariamente stabilito nel 4%, percentuale che nel proseguo degli atti esecutivi si e' ridotta al 3% in violazione del principio di immutabilita' dell'offerta pubblica, configurandosi cosi' anche un danno economico per l'ente locale.
La relazione prefettizia fa riferimento anche all'affidamento diretto per l'allestimento della spiaggia libera relativo all'anno 2025, servizio concesso a una ditta il cui titolare ha legami di contiguita' con esponenti apicali della locale criminalita' organizzata.
Cosi' come merita attenzione l'assegnazione del servizio di soccorso con ambulanza e assistenza steward, affidato direttamente a una impresa il cui titolare risulta avere precedenti giudiziari anche per reati di cui all'art. 416 bis. 1 c.p.; tale ditta, la cui effettiva gestione risulta essere riconducibile ad una delle locali consorterie, e' stata successivamente colpita da interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Napoli il 22 ottobre 2025. A tal proposito, la relazione prefettizia rimarca il fatto che tale servizio opera in un settore notoriamente sensibile alle infiltrazioni criminali, per cui sarebbe stato necessario da parte del Comune di Castellammare di Stabia un livello di approfondimento istruttorio ulteriore rispetto a quello solitamente prestato dall'ente, richiedendosi in tali circostanze presidi di verifica particolarmente accurati.
Anomalie sono state rilevate anche nella gestione del servizio funebre per indigenti. In particolare, si fa riferimento alla ditta assegnataria del servizio che e' stata colpita da interdittiva prefettizia antimafia in data 4 marzo 2026. A tal riguardo, si ritiene utile precisare che il settore dei servizi funebri nel Comune di Castellammare di Stabia e aree limitrofe e' di fatto monopolizzato dalla criminalita' organizzata. Pertanto, «laddove si fosse voluto operare una censura netta con il passato (...) si sarebbe dovuto evitare di affidare a un'azienda notoriamente vicina ad ambienti malavitosi». Tali affidamenti diretti sono proseguiti anche nel dicembre 2025 a favore di un'altra societa' anch'essa riconducibile allo stesso centro di interesse controindicato.
Per quanto attiene all'appalto, di rilevante valore economico, riferito al servizio di refezione scolastica, la commissione d'indagine ha posto in evidenza il fatto che tra il personale della ditta affidataria vi sono numerosi dipendenti gravati da precedenti di polizia o legati da rapporti parentali con soggetti contigui al locale contesto criminale, tra cui anche l'ex titolare della stessa ditta indagato per il reato di estorsione continuata e nei cui confronti e' stata data esecuzione nel 2012 di ordinanza cautelativa emessa dal Tribunale di Avellino.
Viene riferito anche riguardo all'affidamento diretto dei servizi di allestimento dei seggi elettorali e delle luminarie natalizie, concesso a una impresa riconducibile a un soggetto controindicato e gia' menzionata nella relazione prefettizia relativa al pregresso scioglimento dell'ente locale.
Molteplici anomalie sono state altresi' riscontrate nei settori dell'urbanistica e dell'edilizia, tradizionalmente sensibili agli interessi mafiosi. Particolarmente indicativa di uno sviamento dell'azione amministrativa in favore di soggetti controindicati e' la procedura per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria in favore della coniuge di un soggetto sottoposto a procedimento penale per i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. L'iter procedimentale, caratterizzato da illegittimita' e lacune istruttorie, come ampiamente rappresentato nella relazione della commissione d'indagine, si arresta tra il 2022 e il 2024, periodo in cui l'ente era gestito dalla commissione straordinaria, per ripartire subito dopo l'insediamento dell'attuale amministrazione comunale.
Nell'iter procedimentale seguito ai fini del rilascio del titolo autorizzatorio si rileva l'anomalia tempistica se raffrontata con altri analoghi procedimenti edilizi, tanto da rendere possibile sostenere che richiedente che gli uffici comunali preposti abbiano scientemente «atteso» la fine del periodo commissariale per «rimettere» in circolo la pratica edilizia, che ha poi avuto esito positivo solo pochi mesi dopo l'insediamento della amministrazione comunale in carica.
La carente azione di Governo del territorio, riscontrata in sede di accesso, si estende anche alla gestione del patrimonio edilizio comunale che, soprattutto in aree segnate da marginalita' sociale e radicamento criminale, diviene terreno di consenso, controllo sociale, intermediazione politica e influenza mafiosa.
A tale riguardo la relazione del Prefetto evidenzia che l'attivita' di censimento, diffida e sgombero degli immobili abusivamente occupati, avviata nella fase di gestione straordinaria, ha fatto registrare, nella gestione ordinaria, rallentamenti e arresti: non si e' proceduto all'emissione generalizzata di ordinanze di sgombero, pur in presenta di una notevolissima percentuale di morosita' e di un ampio numero di occupanti abusivi, ne' sono state eseguite operazioni di sgombero oltre a quelle svolte su impulso della procura della Repubblica di Torre Annunziata.
La mancata esecuzione dei provvedimenti di sgombero dei numerosi immobili abusivamente occupati denota un'amministrazione debole in un contesto in cui la tutela del patrimonio avrebbe dovuto costituire una priorita', proprio alla luce del pregresso scioglimento per infiltrazione mafiosa e della necessita' di sottrarre tale patrimonio a logiche di occupazione abusiva, potenzialmente riconducibili al tessuto criminale che condiziona lo sviluppo sociale ed economico del territorio.
In conclusione, le risultanze ispettive hanno confermato «l'attualita' della pressione criminale» e la sua capacita' di incidere direttamente o indirettamente sulla gestione politico amministrativa dell'ente locale, il quale, invece, non e' stato capace di andare oltre le mere dichiarazioni programmatiche e di porre in essere un sistema di prevenzione ordinaria idoneo a sostituire i presidi straordinari applicati durante la fase commissariale.
Al contrario, con l'amministrazione in carica sono riemersi gli stessi «canali informali», affidamenti fiduciari, controlli postumi e prassi amministrative che si sono dimostrati non adeguati alla specificita' del contesto stabiese, e cio' in sostanziale continuita' con la precedente gestione sciolta nel 2022.
Dunque, i lavori della commissione di accesso, valutati nel loro complesso, restituiscono l'immagine di un ente locale caratterizzato non da mere o isolate disfunzioni di natura gestionale o di singole condotte censurabili, «bensi' di un'amministrazione nuovamente esposta, dopo la cessazione della gestione straordinaria, a dinamiche di permeabilita', condizionamento ambientale, debolezza organizzativa e interferenza relazionale in settori essenziali della vita pubblica locale».
Come evidenziato, le risultanze ispettive sono state esaminate in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, consesso che all'unanimita' ha concordato sulla presenza «di un indubitabile condizionamento criminale dell'Amministrazione, che si fonda su legami ampiamente dimostrati, sia di carattere parentale che relazionale, di amministratore e dipendenti con elementi anche di spicco della criminalita' organizzata, nonche' su una condizione patologica dell'attivita' amministrativa».
In particolare, un rappresentante delle autorita' giudiziarie presenti ha richiamato alcuni elementi sintomatici, significativi del condizionamento della compagine amministrativa dell'ente locale di cui si detto innanzi, tra i quali l'affidamento concesso a una societa' colpita da interdittiva prefettizia in quanto riconducibile al locale clan mafioso, la mancata esecuzione dei provvedimenti di sgombero di immobili occupati abusivamente e il grave episodio della partecipazione del sindaco di Castellammare di Stabia e di consiglieri comunali alla festa celebrativa della conclusione della stagione calcistica locale durante la quale si e' dato visibilita' a capi ultras pregiudicati o destinatari di divieto di accesso alle aree urbane.
Tutto quanto premesso, emerge con chiarezza come la situazione di «inquinamento» rilevata presso gli uffici comunali e la presenza di esponenti della politica, sia di maggioranza che di minoranza, legati a soggetti controindicati, conferma un evidente stato di «criticita'» e generali condizioni di illegalita' dell'amministrazione comunale, rendendo, quindi, necessario intervenire non solo al fine di «rimuovere» i citati condizionamenti ma anche allo scopo di prevenire, attraverso lo strumento dello scioglimento, ulteriori interventi intrusivi da parte della criminalita', cosi' da determinare una situazione che conduca all'effettivo risanamento dell'amministrazione in questione.
Le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite dal Prefetto di Napoli, hanno evidenziato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti tra componenti dell'amministrazione locale ed esponenti della criminalita' organizzata di tipo mafioso.
Piu' in particolare, i contenuti delle dette relazioni hanno posto in rilievo una serie di condizionamenti dell'amministrazione comunale di Castellammare di Stabia volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo necessario l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita'.
Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia (Napoli), ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 9 luglio 2026

Il Ministro dell'interno: Piantedosi
 
Art. 2

La gestione del Comune di Castellammare di Stabia (Napoli) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da:
dott. Dario Caputo - prefetto a riposo;
dott.ssa Mara Moscato - viceprefetto;
dott. Maurizio Vallone - dirigente di I fascia Area Funzioni centrali a riposo.
 
Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 16 luglio 2026

MATTARELLA

Meloni, Presidente del Consiglio
dei ministri

Piantedosi, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 29 luglio 2026, reg. n. 3427