Gazzetta n. 172 del 27 luglio 2026 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 giugno 2026
Nomina della commissione straordinaria per la provvisoria gestione del Comune di Francofonte.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto il decreto del 23 dicembre 2025, con il quale il presidente della Regione Siciliana ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Francofonte a seguito della mancata approvazione della variazione del bilancio previsionale 2025/2027 a norma dell'art. 175, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ed ha provveduto alla nomina di un commissario straordinario per l'esercizio delle funzioni del consiglio comunale fino alla scadenza naturale prevista per il suddetto organo;
Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale;
Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un commissariamento di adeguata durata per rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 10 giugno 2026 alla quale e' stato debitamente invitato il Presidente della Regione Siciliana;

Decreta:

Art. 1

La gestione del Comune di Francofonte (Siracusa) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da:
dr. Antonio Gulli' - viceprefetto;
dr.ssa Federica Nicolosi - viceprefetto;
dr.ssa Maria Cacciola - funzionario economico finanziario.
 
Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di Siracusa

Al Presidente della Repubblica

Nel Comune di Francofonte (Siracusa), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 maggio 2023, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione locale, nonche' il buon andamento ed il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell'ordine e della sicurezza pubblica.
Gli esiti di un monitoraggio condotto sull'ente locale hanno evidenziato possibili forme di condizionamento e di ingerenza da parte di soggetti contigui alle locali consorterie mafiose nei processi di formazione della volonta' degli organi elettivi e amministrativi del Comune di Francofonte. Pertanto, il prefetto di Siracusa, con decreto dell'11 agosto 2025, ha disposto l'accesso ispettivo presso il suddetto ente locale per gli accertamenti di rito, attivita' che e' stata poi prorogata per ulteriori tre mesi ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Al termine dei lavori, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto di Siracusa, sentito in data 27 marzo 2026 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa e del procuratore capo della Repubblica della direzione distrettuale antimafia presso il tribunale di Catania - consesso che ha condiviso all'unanimita' le valutazioni e le conclusioni dell'organo ispettivo - ha trasmesso l'allegata relazione, che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi circa collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000.
Occorre precisare che con decreto del 23 dicembre 2025 il presidente della Regione Siciliana ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Francofonte a seguito della mancata approvazione della variazione del bilancio previsionale 2025/2027 a norma dell'art. 175, comma 3, del decreto legislativo n. 267/2000, e ha provveduto alla nomina di un commissario straordinario per l'esercizio delle funzioni consiliari fino alla scadenza naturale prevista per il suddetto organo.
Preliminarmente la relazione prefettizia pone in rilievo il contesto territoriale nel quale e' inserito il Comune di Francofonte che si caratterizza per la conclamata e radicata presenza di associazioni per delinquere di tipo mafioso, in particolare di una cosca criminale che, sebbene abbia recentemente subito gli effetti di una operazione di polizia giudiziaria denominata Agora' che ha portato all'arresto di gran parte degli associati, ancora controlla il traffico del malaffare in quella parte della Provincia di Siracusa.
Gli elementi emersi dagli esiti ispettivi conseguenti all'accesso hanno evidenziato l'alta permeabilita' dell'istituzione locale da parte del crimine organizzato, facilitata da una debole legalita' che ha determinato, in un contesto fortemente segnato dalla presenza della malavita organizzata, un vero e proprio condizionamento ambientale che si e' tradotto in forme di deviazione dell'attivita' amministrativa tali da compromettere il buon andamento e l'imparzialita' dell'ente locale.
Innanzitutto viene all'evidenza che l'attuale amministrazione comunale, eletta nel maggio 2023, e' sostanzialmente la continuazione della gestione politico amministrativa della consiliatura 2018/2023; di fatto, il sindaco attualmente in carica e' stato riconfermato al suo secondo mandato, pertanto l'azione ispettiva si e' estesa agli atti e alla documentazione formatasi dal maggio 2018 fino al febbraio 2026 quando e' cessato l'accesso presso il Comune di Francofonte.
Proprio riguardo alla figura del sindaco di Francofonte, anche in considerazione delle diverse e significative vicende giudiziarie in cui e' risultato coinvolto, il prefetto di Siracusa ha riferito della «sua conclamata vicinanza a soggetti controindicati e ad appartenenti alla criminalita' organizzata», in particolare ai membri di locali famiglie mafiose, tanto che nei confronti di cinque ditte riconducibili, direttamente o indirettamente, allo stesso amministratore comunale sono state emesse interdittive antimafia essendo stato riscontrato il pericolo di un loro condizionamento mafioso. Peraltro, proprio il quadro delineato dalle indagini di polizia e dalle valutazioni delle autorita' giudiziarie indaganti riferite al contesto di cui sopra, che hanno riguardato in prima persona lo stesso primo cittadino di Francofonte, ha reso plausibile l'ipotesi della condizionabilita' dell'ente locale agli interessi della criminalita' organizzata, inducendo il prefetto di Siracusa a procedere ai sensi dell'art. 143 decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Le strette e personali relazioni intrattenute dal sindaco nonche' le cointeressenze politiche ed economiche coltivate dallo stesso con ambienti criminali sono emerse anche dall'analisi dei lavori ispettivi dai quali, altresi', si evince anche l'appoggio elettorale ricevuto da parte del suddetto contesto criminale, sin dalla campagna elettorale del 2018, dall'allora candidato sindaco, elemento di valutazione che trova riscontro nelle frequentazioni controindicate tenute e coltivate dal primo cittadino di Francofonte che hanno trovato conferma anche in sede di audizione della commissione di indagine e che e' possibile evincere anche solo dalla lettura dell'elenco dei sottoscrittori della relativa lista elettorale nel quale trovano posto molti firmatari che evidenziano elementi di interesse per precedenti penali o di polizia, parentele o affinita' con pregiudicati nonche' frequentazioni e/o collegamenti diretti o indiretti con la criminalita' organizzata.
Tali intensi rapporti hanno poi originato numerosi episodi di mala gestio che hanno certamente contribuito al verificarsi di accadimenti agevolativi e/o collusivi e di interferenze nella vita e nelle attivita' comunali, influenzando direttamente le scelte relative ad affidamenti di lavori e di servizi comunali oltre che nel contrasto all'abusivismo edilizio.
A completare il quadro relativo alle frequentazioni, alle cointeressenze o alle relazioni parentali controindicate, la relazione prefettizia ha riferito che esse riguardano numerosi amministratori comunali che hanno partecipato alla vita politica dell'ente locale nel periodo di interesse, tra i quali anche il vicesindaco e parte degli assessori o degli ex assessori comunali, nonche' alcuni consiglieri comunali.
Le medesime criticita' vengono segnalate anche nei riguardi di parte dell'apparato burocratico il quale, nel corso dell'accesso ispettivo, ha dimostrato scarsa collaborazione con la commissione d'indagine, appesantendo l'attivita' della commissione di accesso alla quale sono stati consegnati documenti a volte illeggibili o parziali e in altre circostanze «omettendo proprio di consegnarne».
I lavori della commissione d'indagine hanno fatto emergere un modus operandi della gestione politico-amministrativa del Comune di Francofonte caratterizzato dalla «(...) pianificata assenza di adeguati sistemi di controllo sostanziale e di barriere concrete contro i pericoli di corruzione e infiltrazione (...)», e cio' ha indubbiamente favorito la permeabilita' dell'ente locale agli interessi del locale contesto criminale.
Gli effetti di tale sistematica omissione di controlli preventivi, soprattutto di quelli antimafia, si evince chiaramente dalle procedure seguite negli affidamenti comunali riferiti alle ultime due consiliature esaminati dall'organo ispettivo, procedure dalle quali sono conseguite commesse comunali con l'elargizione di ingentissime risorse pubbliche che spesso sono andate a beneficio delle locali consorterie mafiose.
Gli accertamenti della commissione d'indagine hanno riguardato affidamenti di lavori, servizi e forniture concesse a imprese caratterizzate tutte (almeno quelle censite) da criticita' tali da far presumere l'esistenza di una forte relazione dell'amministrazione comunale «(...) con l'alveo della criminalita' organizzata locale (...)».
Piu' in dettaglio, la relazione prefettizia ha riferito che a favore di una ditta individuale riconducibile a uno dei citati gruppi criminali e' stata liquidata dal Comune di Francofonte la somma complessiva di euro 78.564,00 per lavori relativi agli anni 2018/2023 riguardanti il servizio funebre, la collocazione di arredi vari per le festivita' natalizie, per noleggi sollevatori, ecc. A questo riguardo, viene precisato che la prescritta richiesta in banca dati nazionale antimafia (BDNA) e' stata inserita solo nell'aprile 2023, quando la quasi totalita' degli affidamenti (operanti soprattutto tra il 2018 e il 2022) erano gia' conclusi; peraltro, gli accertamenti antimafia disposti dalla prefettura di Catania hanno determinato l'emissione, in data 2 novembre 2023, di una misura interdittiva nei confronti della cennata ditta.
Le medesime criticita' vengono segnalate anche per un'altra ditta individuale riconducibile anch'essa allo stesso nucleo familiare controindicato, impresa che ha riconvertito la propria attivita' (originariamente orientata prevalentemente nell'ambito agricolo) allo stesso esercizio imprenditoriale (onoranze funebri) cui era indirizzata l'anzidetta ditta interdetta, con l'intento di poter cosi' proseguire i rapporti economici con il Comune di Francofonte. Anche nel caso in esame l'impresa ha percepito dal comune la somma di oltre 29.000 euro per il servizio di taglio di alberi pericolanti e altri lavori di manutenzione e di arredo urbano riferiti agli anni 2020 e 2021. A tal riguardo, viene, altresi', precisato che anche nei confronti di tale ditta la prefettura di Catania, nel luglio 2025, ha emesso un provvedimento prefettizio antimafia motivato sul fatto che il contesto familiare e parentale, nonche' le cointeressenze e le anomalie gestionali dell'impresa sono le stesse che hanno indotto l'autorita' prefettizia ad emettere nei confronti della anzidetta ditta individuale la stessa misura interdittiva; peraltro, risulta un coinvolgimento della ditta in questione nell'operazione giudiziaria Agora'.
I favoritismi di cui ha beneficiato il menzionato clan familiare non sono limitati agli affidamenti pubblici ma sono visibili nella condotta agevolativa e «rispettosa» tenuta dal Comune di Francofonte rispetto al complesso di interessi economici della consorteria. La relazione prefettizia ha riferito, infatti, di condotte omissive dell'amministrazione comunale verso conclamate situazioni di abusivismo edilizio di cui si sono resi protagonisti soggetti appartenenti al predetto nucleo familiare; condotte che in un contesto fortemente caratterizzato dalla presenza della criminalita' organizzata si sostanziano in un chiaro messaggio alla cittadinanza e rivolto a «(...) ossequiare pubblicamente la famiglia di notevole caratura criminale (...)».
La relazione del prefetto di Siracusa fa riferimento, in particolare, a due opere abusive di «plateale visibilita'» pubblica, di cui una realizzata proprio nella piazza principale della cittadina e consistente nell'occupazione arbitraria di suolo comunale sul quale si e' esteso un manufatto di «apprezzabili dimensioni» utilizzato a fini commerciali; tale struttura, originariamente precaria, che in passato ha ottenuto l'autorizzazione comunale solo per l'anno 2011, e' di fatto rimasta inalterata negli anni divenendo «stabile e inamovibile». Peraltro, per tale occupazione di suolo pubblico non risulta sia stata piu' corrisposta al comune la relativa imposta comunale dal 2012, e cio' con l'«acquiescenza manifesta ed ossequiante (...)» dell'amministrazione comunale «(...) a sancire l'intoccabilita'» di quella famiglia.
L'altro abuso edilizio, i cui atti non sono stati forniti dagli uffici comunali ma reperiti direttamente dalla commissione d'indagine, e' stato tollerato per anni dal comune - il sopralluogo che ha accertato l'abuso risale al 2010 - e riguarda un immobile la cui proprieta' e' riferibile al gia' menzionato nucleo familiare sul quale sono stati abusivamente realizzati quattro elevazioni fuori terra e con l'appropriazione di suolo pubblico tramite la costruzione di muri di contenimento e di scale esterne.
La relazione prefettizia ha segnalato anche altri affidamenti pubblici, analogamente caratterizzati da omissioni nelle verifiche preventive antimafia, concessi a favore di ditte riconducibili, direttamente o indirettamente, a due soggetti controindicati legati da stretti rapporti familiari, tra questi viene segnalata una societa' cooperativa che ha effettuato lavori e servizi per conto del Comune di Francofonte tra gli anni 2019 e il 2021, ottenendo come corrispettivo la somma di circa 190.000 euro. Anche in questo caso il controllo in banca dati nazionale antimafia e' stato effettuato solamente il 10 marzo 2021.
Stesse criticita' vengono riferite riguardo all'assegnazione di lavori e servizi comunali a ditte, anch'esse di fatto controllate dai soggetti di cui sopra, verso le quali il Comune di Francofonte non ha mai presentato richiesta di certificazione antimafia alla detta banca dati nazionale. Cosi' anche per un'altra impresa a cui sono stati concessi vari servizi comunali - tra cui l'organizzazione e la gestione di manifestazioni pubbliche e la vigilanza sul mercato settimanale - che, pero', non risulta essere censita nella banca dati nazionale antimafia.
A cio' si aggiungono gli affidamenti della proloco assegnati nella maggior parte dei casi alle predette consorterie familiari alle quali sono state elargite rilevanti risorse pubbliche atteso che l'ente tra gli anni 2021 e 2025 ha ottenuto dal Comune di Francofonte fondi ammontanti complessivamente a oltre 1.300.000 euro.
La commissione di accesso ha dunque riscontrato la sistematica inosservanza dei presidi antimafia da parte del Comune di Francofonte e per conseguenza, la quasi totale assenza di barriere idonee a contrastare le infiltrazioni mafiose nella gestione persino ordinaria delle attivita' comunali.
Anomalie che risultano evidenti non solo dall'analisi documentale riferita alle singole procedure di cui si e' fatto cenno innanzi, ma anche dall'uso improprio della certificazione antimafia da richiedere nel caso particolare, laddove si e' accertato infatti che e' stata privilegiata la richiesta della comunicazione anziche' dell'informazione antimafia (risultano richieste 55 comunicazioni e solo 6 informazioni antimafia) anche in caso di affidamenti concernenti settori a rischio di infiltrazione mafiosa per i quali invece sono necessari controlli piu' approfonditi.
L'oggettiva carenza di verifiche preventive e' conseguenza anche del fatto che dei 105 dipendenti comunali solo uno e' fornito delle credenziali per accedere alla banca dati nazionale antimafia e quell'unico operatore, come risulta dalle dichiarazioni rese in sede di audizione innanzi alla commissione di accesso, ha effettuato solo quattro o cinque richieste annue a fronte di un numero assai maggiore di procedure per le quali le verifiche antimafia sono dovute e necessarie. In sostanza le omissioni delle procedure di cui al decreto legislativo n. 159/2011 sono state una costante nella gestione ordinaria del Comune di Francofonte, trovando applicazione solo dopo l'insediamento della commissione ispettiva.
Della quasi assenza di controlli preventivi antimafia «non potevano non avvedersi i vertici dell'amministrazione comunale, che e' certo che abbiano operato con assoluta arbitrarieta', ben lontani dai confini di legalita' e verosimilmente proiettati a soprassedere alle inadempienze per produrre opportuni favoritismi».
Nel contesto organizzativo e operativo sopra rappresentato si aggiungono anche altre procedure di appalti di lavori e servizi, taluni dei quali assegnati facendo ricorso alla somma urgenza - atti dai quali non risulta sia stata depositata la perizia giustificativa, prevista dall'art. 163, comma 4, decreto legislativo n. 50/2016, da redigersi entro dieci giorni dall'ordine di esecuzione dei lavori, a cura del RUP o da un tecnico dell'amministrazione - in favore di imprese verso le quali si rilevano profili di interesse. Tra queste e' stata evidenziata una ditta ove risulta abbiano lavorato soggetti controindicati, destinataria da parte del Comune di Francofonte di mandati di pagamento per complessivi 338.700,65 euro; anche per tale impresa la relativa richiesta nella banca dati nazionale antimafia e' avvenuta successivamente al primo affidamento.
Viene segnalato, altresi', il caso di una societa' che ha curato negli anni 2019, 2021 e 2022 l'esecuzione di diversi lavori assegnati in somma urgenza, oltre che l'intervento di messa in sicurezza di un plesso scolastico e altri lavori di manutenzione, ricevendo corrispettivi per oltre 320.000 euro senza che per la stessa sia stata preventivamente richiesta la necessaria documentazione antimafia. Analogamente e' avvenuto a favore di una associazione il cui rappresentante ha forti elementi di contiguita' con i locali ambienti criminali, che ha percepito nel tempo dal Comune di Francofonte la considerevole somma di 483.073,48 euro quale corrispettivo per la fornitura straordinaria, urgente e indifferibile di acqua potabile all'acquedotto comunale; anche in questo caso non risulta effettuato alcun controllo preventivo antimafia.
Stesse anomalie sono state rilevate in altre procedure di appalto, come e' il caso di una ditta la quale risulta affidataria di lavori pertinenti la viabilita' delle aree prospicienti il cimitero - anche se non e' stato effettuato dal Comune di Francofonte alcun inserimento in banca dati - e che e' stata oggetto di interdittiva antimafia da parte della prefettura di Enna, risultando l'amministratore unico fortemente controindicato ai sensi della normativa antimafia, in quanto e' emerso da risultanze giudiziarie la sua affiliazione a consorterie mafiose. Inoltre viene riferito di una impresa attiva nel settore edile, la quale ha avuto nel suo direttivo anche rappresentanti di rilievo dell'amministrazione comunale di Francofonte, tra cui l'attuale sindaco di Francofonte (che ne e' stato in passato amministratore unico), ditta mai censita nella banca dati nazionale antimafia che, pero', ha in esecuzione con il Comune di Francofonte un project financing per la costruzione e la gestione dei loculi e delle cappelle cimiteriali.
Reiterate irregolarita' sono state rilevate nelle procedure per l'appalto del servizio dei rifiuti urbani, che risulta essere stato affidato nel periodo 2018/2025 - avvalendosi di numerose proroghe tecniche - a svariate ditte, tra cui anche una societa' che nell'agosto 2020 e' stata destinataria di interdittiva antimafia da parte della prefettura di Palermo; la stessa societa' ha pero' continuato a lavorare per conto del comune fino a quando il servizio rifiuti e' stato assegnato ad altra impresa che, a sua volta, ha potuto beneficiare nel corso degli anni di ben tredici proroghe di servizi e lavori. A questo riguardo, viene sottolineato lo stravolgimento operato dal Comune di Francofonte dell'istituto della proroga tecnica di un pubblico appalto, essendo esso uno strumento di carattere eccezionale e temporaneo, ammesso solo se previsto nel bando e nei documenti di gara, per garantire la continuita' del servizio nelle more della conclusione di una nuova gara d'appalto; inoltre, viene precisato che tra il personale impiegato dalla ditta affidataria del servizio rifiuti vi sono soggetti con pesanti controindicazioni.
Tutti gli elementi sopra illustrati, in particolare le irregolarita' procedurali, l'assenza o la grave carenza dei controlli preventivi antimafia, la stretta frequentazione che lega il sindaco di Francofonte agli ambienti malavitosi locali, nonche' il generalizzato disordine amministrativo e una significativa ingerenza degli organi politici, primo fra tutti del primo cittadino, nelle attivita' di natura gestionale di competenza dell'apparato burocratico, hanno dimostrato l'esistenza di un diffuso quadro di illegalita' in diversi settori comunali che appare «funzionale» al mantenimento di assetti predeterminati con soggetti organici o contigui al locale ambiente malavitoso.
L'esame della relazione prefettizia e di quella della commissione di indagine ha fatto emergere chiaramente la totale assenza di legalita' dell'azione amministrativa e uno stato di precarieta' degli uffici comunali, da cui conseguono le irregolarita' gestionali menzionate e un preoccupante livello di compromissione dell'amministrazione comunale nel suo complesso.
In particolare, i contenuti delle dette relazioni hanno evidenziato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti tra componenti dell'amministrazione locale ed esponenti della criminalita' organizzata di tipo mafioso.
Le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite dal prefetto di Siracusa, hanno posto in rilievo una serie di condizionamenti dell'amministrazione comunale di Francofonte volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo necessario l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita', come e' stato evidenziato anche in sede di comitato provinciale dell'ordine e sicurezza pubblica che, all'unanimita', ha condiviso le valutazioni e le conclusioni dell'organo ispettivo.
Sebbene il consiglio comunale, per le ragioni sopra evidenziate, e' gia' stato sciolto in data 23 dicembre 2025 dal presidente della Regione Siciliana, in considerazione dei fatti suesposti si ritiene necessaria la nomina della commissione straordinaria di cui all'art. 144 del decreto legislativo n. 267/2000, al fine di garantire il completo affrancamento dell'ente locale dalle influenze della criminalita'.
Rilevato che il provvedimento dissolutorio previsto dall'art. 143 del citato decreto legislativo, per le caratteristiche che lo configurano, puo' intervenire finanche quando sia stato gia' disposto provvedimento per altra causa, differenziandosene per funzioni ed effetti, si propone l'adozione della misura di rigore nei confronti del Comune di Francofonte (Siracusa) con conseguente affidamento della gestione dell'ente locale ad una commissione straordinaria cui, in virtu' dei successivi articoli 144 e 145, sono attribuite specifiche competenze e metodologie di intervento finalizzate a garantire, nel tempo, la rispondenza dell'azione amministrativa alle esigenze della collettivita'.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 9 giugno 2026

Il Ministro: Piantedosi
 
Art. 2

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 12 giugno 2026

MATTARELLA

Meloni, Presidente del Consiglio
dei ministri

Piantedosi, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 26 giugno 2026 Reg. n. 2911