Gazzetta n. 155 del 7 luglio 2026 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 giugno 2026
Scioglimento del consiglio comunale di Sarno e nomina della commissione straordinaria.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel Comune di Sarno (Salerno) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 8 e 9 giugno 2024;
Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale;
Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un commissariamento di adeguata durata per rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 4 giugno 2026;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Sarno (Salerno) e' sciolto.
 
Allegato

Al Presidente della Repubblica

Nel Comune di Sarno (30.652 abitanti in Provincia di Salerno), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative dell'8 e 9 giugno 2024, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione locale, nonche' il buon andamento e il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell'ordine e della sicurezza pubblica.
Recenti indagini dell'autorita' giudiziaria, nonche' accertamenti condotti dalle forze di polizia hanno posto in rilievo forme di condizionamento dell'attivita' dell'amministrazione comunale da parte della criminalita' organizzata; conseguentemente il prefetto di Salerno, previa delega ministeriale all'esercizio dei poteri di accesso ex art. 1, comma 4, decreto-legge n. 629/1982, ha disposto, per gli accertamenti di rito, con decreto dell'11 settembre 2025, successivamente prorogato, l'accesso ispettivo presso il suddetto comune, ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Al termine dell'indagine ispettiva, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto di Salerno, sentito nella seduta dell'8 aprile 2026 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del procuratore della Repubblica vicario ff. presso il Tribunale di Salerno - direzione distrettuale antimafia e del procuratore della Repubblica f.f. presso il Tribunale di Nocera Inferiore, ha trasmesso l'allegata relazione che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000.
I lavori svolti dalla commissione d'accesso hanno preso in esame, oltre all'intero andamento gestionale dell'ente locale, la cornice criminale ed il locale contesto ambientale, rilevando come il territorio del Comune di Sarno, il cui consiglio comunale in passato e' gia' stato sciolto per infiltrazione della criminalita' organizzata con decreto del Presidente della Repubblica del 23 giugno 1993, e' collocato in un contesto territoriale dell'agro nocerino-sarnese che costituisce un'area della provincia salernitana caratterizzata dalla presenza della criminalita' organizzata di tipo camorristico e di quella comune.
Piu' in particolare le citate indagini hanno confermato l'operativita' delle locali organizzazioni camorristiche - che sembrano convivere in una logica di pacifica spartizione delle attivita' illecite sul territorio - dedite al controllo delle attivita' economiche e commerciali, avvalendosi di strategie sempre piu' evolute per l'infiltrazione nell'economia legale ai fini del riciclaggio, all'attivita' di usura, al traffico di stupefacenti ed ai reinvestimenti in attivita' commerciali, mostrando, inoltre, la propensione ad infiltrarsi nell'amministrazione locale interferendo nelle competizioni elettorali.
La relazione del prefetto si sofferma, in particolare, sulla figura di un locale capo cosca, di notevole caratura criminale, gia' destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di residenza e destinatario, nel febbraio 2025, all'esito di una complessa indagine giudiziaria coordinata dalla guardia di finanza, di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione per delinquere semplice. Il Tribunale di Salerno, in sede di riesame riconosceva, invece, nei confronti del citato capo cosca, l'aggravante del metodo mafioso.
La relazione del prefetto ha poi effettuato un'analisi dei componenti della compagine amministrativa eletta nel 2024 rilevando, per molti di questi, collegamenti e/o frequentazioni con soggetti riconducibili direttamente o indirettamente alla criminalita' organizzata.
Alcuni dei citati amministratori, peraltro, tra cui il primo cittadino, sono interessati da precedenti penali o di polizia.
Inoltre, l'analisi della composizione delle liste collegate al sindaco ha evidenziato che uno dei candidati alla carica di consigliere comunale, in seguito non eletto, e' riconducibile per stretti rapporti parentali ad un soggetto controindicato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e successivamente rinviato a giudizio per reati commessi in concorso con il sopra citato capo cosca.
La commissione d'indagine ha proceduto a verificare anche le singole posizioni dei dipendenti comunali, riscontrando, anche in questo caso, che alcuni dipendenti risultano gravati da precedenti di polizia e penali, anche per reati associativi e alcuni di essi sono contigui o hanno frequentazioni o rapporti parentali con esponenti del locale contesto malavitoso.
L'organo ispettivo si e', quindi, soffermato sulla intricata vicenda della concessione in locazione di un terreno di proprieta' comunale in favore di uno stretto congiunto del suddetto capo del clan locale. Trattasi di un fondo che, attraverso una serie di anomalie, e' stato concesso in godimento al predetto conduttore dal 2022 fino alla risoluzione del contratto intervenuta soltanto lo scorso 27 gennaio 2026.
Occorre premettere che il suddetto congiunto, e dunque colui il quale assumera' la veste di conduttore, con nota del 26 marzo 2018 aveva gia' formulato la richiesta di affidamento in comodato d'uso di detto fondo per un termine minimo di sei anni. Veniva quindi pubblicato un avviso esplorativo, volto a raccogliere istanze per la concessione in uso del predetto fondo rustico a titolo oneroso e l'unica offerta veniva presentata dal menzionato interlocutore. Pur essendo stata l'offerta dichiarata in regola, la procedura si arenava a seguito della successiva acquisizione del certificato dei carichi pendenti dal quale emergeva una citazione diretta a giudizio a carico dell'offerente per i reati di cui all'art. 483 del codice penale ed all'art. 640 del codice penale.
La stessa procedura riprendeva dopo circa due anni, allorquando il medesimo individuo tornava a chiedere al Comune di Sarno l'affidamento del fondo rustico a tiolo di comodato, impegnandosi alla sorveglianza, alla valorizzazione e alla restituzione del medesimo fondo per un tempo minimo di sei anni.
La commissione di gara si riuniva il 20 settembre 2021 e dichiarava aggiudicatario il medesimo stretto congiunto del capo indiscusso del clan locale (il relativo contratto verra' poi sottoscritto il 21 aprile 2022 per la durata di sei anni).
Da notare che, pur essendosi acquisiti i certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti rilasciati dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, analoga richiesta non veniva inviata alla Procura della Repubblica di Avellino, con conseguente mancata emersione della citazione diretta a giudizio del 2018 che, verosimilmente, aveva ostacolato la definizione della precedente procedura amministrativa.
Occorre rilevare che, dalla data di affidamento del predetto fondo, gli unici controlli effettuati dall'amministrazione comunale in ordine alla tenuta del bene da parte del conduttore si sono svolti successivamente all'insediamento della commissione d'indagine.
Il citato capo cosca viene nuovamente, ed indirettamente, menzionato nella vicenda che ruota attorno alla nomina del componente del nucleo indipendente di valutazione del Comune di Sarno. Tale vicenda risale al gennaio 2023 e alla pubblicazione dell'avviso pubblico finalizzato alla presentazione delle candidature per la nomina dei componenti di detto nucleo indipendente di valutazione.
L'organo ispettivo ha rilevato che il 7 ottobre 2024, il primo cittadino, con proprio decreto, dovendosi provvedere alla sostituzione di uno dei componenti dimissionari di detto organismo, nominava uno stretto congiunto del citato capo cosca quale componente del nucleo di valutazione.
Rileva che tale componente, oltre ad essere stretto congiunto del capo cosca, e' stato raggiunto da misura cautelativa interdittiva del divieto temporaneo di esercitare determinate attivita' professionali o imprenditoriali per la durata di mesi nove in quanto nei suoi confronti sussistono gravi indizi di colpevolezza per il delitto di cui all'art. 8 del decreto legislativo n. 74/2000. Inoltre nei suoi confronti e' stato richiesto il rinvio a giudizio per i reati di cui agli articoli 81 cpv., 648-bis del codice penale (riciclaggio) e 8 del decreto legislativo n. 74/2000 (reato tributario). Sulla base di tali pendenze il primo cittadino ne disponeva la revoca in autotutela.
Peraltro la relazione della commissione d'indagine rileva, non solo che il citato componente non era in possesso, gia' al momento della nomina, dei requisiti professionali richiesti per l'incarico, ma addirittura che dopo appena pochi mesi dalla nomina del medesimo l'amministrazione comunale provvedeva ad incrementare il compenso per i componenti del suddetto organismo.
La relazione prefettizia si sofferma, quindi, sull'anomala gestione dei procedimenti per l'assunzione di personale e per il conferimento di incarichi ai sensi dell'art. 110 del decreto legislativo n. 267/2000. Dall'analisi delle assunzioni effettuate tra il 2024 e il 2025 e' infatti emerso un quadro omogeno di reclutamento del personale non pienamente coerente con i principi di imparzialita', trasparenza e parita' di accesso sanciti dall'art. 97 Cost. e dall'art. 35 del decreto legislativo n. 267/2000, di cui avrebbero tratto beneficio soggetti a vario titolo legati all'area politica di governo. Inoltre, argomentando dall'assenza di un fabbisogno documentato e dalla presenza di funzionari di ruolo gia' operativi, la commissione d'indagine ritiene che non sia da escludere che le stesse assunzioni siano state utilizzate come posizioni fiduciarie piuttosto che come reali strumenti tecnico-organizzativi.
La relazione prefettizia, inoltre, rinviando agli accertamenti compiuti dalla commissione d'indagine, menziona la consuetudine di ricorrere all'affidamento diretto nel settore del noleggio service audio e luci per l'organizzazione di eventi. Nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2025 e' infatti emerso il consolidamento di una posizione di favore nei confronti di una determinata ditta. In particolare, viene richiamata la determinazione del responsabile del settore affari generali del 20 ottobre 2024 con la quale e' stato disposto l'affidamento in favore di tale ditta, in assenza della prescritta ricerca preliminare di mercato. La motivazione addotta dall'amministrazione comunale in merito alla scelta di detto contraente (l'unico soggetto giuridico interpellato) e' che lo stesso si sarebbe distinto per la diligenza nell'eseguire le sue prestazioni lavorative e per la vasta esperienza maturata nel settore degli eventi, soddisfacendo i criteri qualitativi e quantitativi richiesti dall'ente. Motivazione ritenuta in alcun modo congrua dalla commissione d'indagine per l'assenza di raffronti tra preventivi e per il mancato rispetto del principio di rotazione di cui all'art. 49 del decreto legislativo n. 36/2023.
Si evidenzia che l'avviso esplorativo finalizzato all'acquisizione di manifestazioni di interesse per l'individuazione di operatori economici interessati al predetto affidamento mediante procedura negoziata, e' stato pubblicato soltanto in data 3 dicembre 2024; tuttavia, anche in tale occasione, in via del tutto anomala, per la presentazione delle manifestazioni di interesse veniva fissata la data dell'8 dicembre 2024, con termine ultimo per la richiesta di chiarimenti, immotivatamente, fissato il 9 dicembre 2024, e quindi in una data immediatamente successiva alla presentazione delle offerte. All'esito della predetta procedura, peraltro, soltanto la ditta sopra citata presentava la propria manifestazione di interesse.
Del pari, la relazione si sofferma sulla concessione ad una societa' di capitali di parte di un area mercatale per l'utilizzo, come parcheggio, di veicoli pesanti a supporto della campagna del pomodoro 2025. Al riguardo, la commissione d'indagine ha evidenziato che la delibera che ha disposto tale concessione e' stata pubblicata all'albo pretorio solamente l'11 agosto 2025. Vengono altresi' evidenziate perplessita' in merito al mancato ricorso alla procedura comparativa di evidenza pubblica, trattandosi di un bene demaniale, ipotizzando un uso dell'atto amministrativo come strumento retroattivo per coprire decisioni gia' assunte e una gestione del bene pubblico priva di trasparenza e di controlli effettivi.
La relazione prefettizia evidenzia che il socio di maggioranza, e amministratore unico, della predetta societa' risulta essere parente di un pregiudicato che annovera numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, nonche' collegamenti con ambienti camorristici locali.
L'organo ispettivo ha approfondito l'affidamento diretto concesso a una ditta del servizio di manutenzione del verde sul territorio comunale, rilevando, al riguardo, che l'impresa affidataria e' mancante del requisito di cui all'art. 50, lettera a), del decreto legislativo n. 36/2023, in quanto non ha pregresse e documentate esperienze nella predetta prestazione contrattuale. Inoltre, la quantificazione del valore del servizio, cosi' come determinata dagli uffici comunali, e' da ritenersi abbondantemente sovrastimata rispetto al reale. Peraltro, si riscontrano difficolta' operative in quel settore di attivita' comunale che viene gestito da piu' soggetti e nel quale si rileva «un complessivo quadro di mala gestio della res publica».
La relazione prefettizia ha inoltre riferito che, dopo un lungo e complesso iter amministrativo, il consiglio comunale di Sarno ha approvato, in data 20 marzo 2025, la variante al vigente piano urbanistico comunale (PUC), modificando il principale strumento di pianificazione territoriale a livello locale e incidendo fortemente sulle opere e sugli indici di urbanizzazione delle zone interessate.
A questo proposito, viene riferito che nelle aree comprese nel predetto piano comunale si sono registrati acquisti di immobili da parte di alcuni amministratori comunali, che avrebbero partecipato alle sedute deliberative, o anche di loro congiunti, prospettandosi in tal modo l'eventuale violazione dei doveri e condizioni giuridiche di cui all'art. 78 del decreto legislativo n. 267/2000, e cio' in considerazione del fatto che le modifiche apportate dalla variante avrebbero determinato condizioni piu' favorevoli agli acquirenti.
Inoltre, la variante al piano urbanistico comunale (PUC) ha modificato anche alcune aree comprese negli ambiti di trasformazione per attivita' produttive (ATP) destinate ad accogliere imprese del terziario innovativo e della produzione avanzata. Anche in queste zone la commissione d'accesso ha rilevato acquisti di terreni da parte di un consigliere comunale, atti perfezionatisi nel 2024 dopo l'avvio della variante al PUC che, come detto, e' stato approvato nel 2025.
Le verifiche ispettive, integrate da informazioni delle forze di polizia, hanno evidenziato l'esistenza di uno stretto legame tra il sindaco di Sarno e una famiglia di imprenditori che lo hanno sostenuto nelle elezioni amministrative del 2024. Tali rapporti si ritiene siano alla base dell'accelerazione dell'iter approvativo del piano urbanistico attuativo (PUA), comparto ATP 05, gia' presentato per l'approvazione nel settembre 2021 e di interesse dei predetti imprenditori. Infatti, immediatamente dopo l'insediamento del primo cittadino, l'ufficio tecnico comunale ha reiteratamente chiesto al progettista incaricato di apportare integrazioni alla detta pianificazione, in riscontro alla quale il predetto tecnico - per conto di proprietari direttamente interessati, tra i quali anche i suddetti imprenditori - ha richiesto l'approvazione della rimodulazione del piano urbanistico attuativo.
La commissione di indagine giunge alle stesse conclusioni riferendosi a una proposta di project financing di iniziativa privata alla quale sarebbe interessata una societa' il cui amministratore e dominus appartiene alla menzionata famiglia imprenditoriale.
La commissione d'indagine ha approfondito l'esame di alcuni fascicoli concernenti abusi edilizi, rilevando difficolta' organizzative e di interlocuzione tra gli uffici comunali competenti in materia. In particolare, si fa riferimento a un accertamento richiesto nel 2021 dall'autorita' giudiziaria riguardante presunti interventi edilizi illeciti effettuati su un immobile appartenente a un soggetto strettamente riconducibile per rapporti parentali al sopra menzionato capo cosca.
Nonostante vari solleciti, e dopo vane interlocuzioni tra la polizia locale e l'ufficio tecnico comunale, quest'ultimo ufficio, solo nel marzo 2025 - e dopo l'applicazione della misura cautelativa in carcere disposta nei confronti del predetto capo cosca - ha effettuato i dovuti sopralluoghi, e nel maggio 2025 ha riferito dei provvedimenti adottati a seguito del rilievo degli abusi edilizi.
All'esito delle risultanze ispettive emerge un quadro di opacita' amministrativa che interessa tutti gli uffici comunali a fronte di un atteggiamento del sindaco in carica particolarmente accentratore e con una visione personalistica della gestione della cosa pubblica che sottende «ad una deviazione dai principi di imparzialita' e buon andamento della pubblica amministrazione e di alterazione della dialettica democratica».
Il lavoro della commissione d'accesso e' stato, come evidenziato, esaminato in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica nel quale sono state approfondite e valutate le risultanze dell'accesso ispettivo, con particolare riferimento alla caratura criminale del sopra menzionato esponente della locale criminalita' organizzata, delle irregolarita' commesse dall'amministrazione comunale nella scelta di un soggetto controindicato quale membro del nucleo di valutazione, della variante al piano urbanistico comunale a cui sono correlati gli acquisti di immobili da parte di alcuni amministratori comunali o di loro familiari, delle irregolarita' rilevate nella assunzioni di personale tramite la piattaforma Asmel ed ai sensi dell'art. 110 TUOEL.
Dall'esame complessivo delle risultanze ispettive dell'accesso effettuato presso il Comune di Sarno, il predetto comitato provinciale ha concordemente ritenuto di desumere, nel caso in questione, la sussistenza di elementi di cui all'art. 143, comma 1 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
La relazione prefettizia e quella della commissione di indagine evidenziano chiaramente l'assenza di legalita' dell'azione amministrativa e uno stato di precarieta' degli uffici comunali, da cui conseguono le irregolarita' gestionali sopra menzionate, nonche' un preoccupante livello di compromissione dell'amministrazione nel suo complesso che si sostanzia in una grave mala gestio della cosa pubblica.
In particolare, i contenuti delle menzionate relazioni hanno evidenziato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti tra componenti dell'amministrazione locale ed esponenti della criminalita' organizzata di tipo mafioso.
Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Sarno (Salerno), ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
In relazione alla presenza e all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 28 maggio 2026

Il Ministro dell'interno: Piantedosi
 
Art. 2

La gestione del Comune di Sarno (Salerno) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da:
dott. Raffaele Cannizzaro - prefetto a riposo;
dott.ssa Fulvia Zinno - viceprefetto;
dott.ssa Plautilla Calvani - dirigente II fascia Area I.
 
Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 8 giugno 2026

MATTARELLA

Meloni, Presidente del Consiglio
dei ministri

Piantedosi, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 16 giugno 2026 Reg. n. 2747