Gazzetta n. 155 del 7 luglio 2026 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 giugno 2026
Scioglimento del consiglio comunale di Torre Annunziata e nomina della commissione straordinaria.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel Comune di Torre Annunziata (Napoli) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative dell'8 e 9 giugno 2024;
Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale;
Considerato che in data 5 maggio 2026 il sindaco di Torre Annunziata ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica divenute efficaci e irrevocabili ai sensi dell'art. 53, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Visto il decreto del 26 maggio 2026, con il quale il prefetto di Napoli ha disposto la sospensione del consiglio comunale di Torre Annunziata e nominato un commissario prefettizio per la provvisoria gestione dell'ente locale ai sensi dell'art. 141, comma 1, lettera b, n. 2 e comma 7 del citato decreto legislativo n. 267/2000;
Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un commissariamento di adeguata durata per rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 4 giugno 2026;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Torre Annunziata (Napoli) e' sciolto.
 
Allegato

Al Presidente della Repubblica

Nel Comune di Torre Annunziata (Napoli), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative dell'8 e 9 giugno 2024, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione nonche' il buon andamento ed il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell'ordine e della sicurezza pubblica.
All'esito dell'attivita' di monitoraggio della gestione amministrativa degli enti locali della Provincia di Napoli, disposta dalla locale prefettura ai fini della prevenzione di fenomeni di condizionamento criminale degli organi elettivi e della struttura burocratica comunale, sono stati acquisiti elementi informativi di interesse nei riguardi dell'amministrazione comunale di Torre Annunziata, sulla base dei quali il prefetto di Napoli, previa delega ministeriale all'esercizio dei poteri di accesso ex art. 1, comma 4, decreto-legge n. 629/1982, ha disposto, per gli accertamenti di rito, con decreto del 30 dicembre 2025, l'accesso presso il suddetto comune, ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Al termine dell'indagine ispettiva, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto di Napoli, sentito nella seduta del 13 aprile 2026 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Napoli, dei procuratori aggiunti della Repubblica presso il Tribunale di Napoli - direzione distrettuale antimafia e del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, ha trasmesso l'allegata relazione che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000.
Occorre, altresi', precisare che a seguito delle dimissioni presentate in data 5 maggio 2026 dal sindaco di Torre Annunziata, il prefetto di Napoli, per assicurare la necessaria continuita' amministrativa dell'ente locale, con decreto del 26 maggio 2026 ha disposto, la sospensione del consiglio comunale e nominato un commissario prefettizio, ai sensi dell'art. 141, comma 7 del decreto legislativo n. 267/2000.
I lavori svolti dalla commissione d'accesso hanno preso in esame, oltre all'intero andamento gestionale dell'ente locale, la cornice criminale ed il locale contesto ambientale, rilevando come il territorio del Comune di Torre Annunziata, caratterizzato da una progressiva deindustrializzazione e dall'impoverimento economico della zona, sia divenuto «l'epicentro di alcuni cartelli criminali» i quali esercitano un forte controllo «di tipo militare» sul territorio per gestire traffici illeciti e piazze di spaccio di sostanze stupefacenti, infiltrandosi nell'economia legale e nella pubblica amministrazione, trovando spazio anche a causa della debolezza della politica locale che, nel corso degli ultimi anni, «non sembra sia riuscita a proporre delle contromisure finalizzate al contrasto del malaffare», dimostrandosi incapace di contrastare gli interessi ed evitare i condizionamenti della criminalita' organizzata.
La conferma di tale assunto si evince dal fatto che il Comune di Torre Annunziata e' gia' stato oggetto di due provvedimenti dissolutori: il primo, adottato nel 1993 ai sensi del decreto-legge 31 maggio 1991, n. 164, normativa allora vigente in materia, per i rilevati collegamenti diretti con la criminalita' organizzata; il secondo, disposto con decreto del Presidente della Repubblica del 6 maggio 2022, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. I citati provvedimenti sono stati, inoltre, intervallati da un'altra procedura di accesso effettuata nel 2013 e conclusasi non con lo scioglimento dell'ente locale ma con l'adozione di prescrizioni per rimuovere le illegittimita' rilevate in sede ispettiva.
L'amministrazione eletta nel giugno del 2024, a parere del prefetto di Napoli, non sarebbe altro che la continuita' politico-amministrativa di quella che ha amministrato il Comune di Torre Annunziata tra il 2017 e il 2022 che poi, come sopra evidenziato, e' stata sciolta per condizionamento della criminalita' organizzata, a cui sono seguite le definitive declaratorie di incandidabilita' dell'ex sindaco - all'epoca incriminato per il reato ex art. 416-bis del codice penale, procedimento giudiziario concluso con l'archiviazione «per insufficienza di elementi atti a formulare una ragionevole previsione di condanna (...) ma essendo solo palese un clima diffuso di soggezione nei confronti di (...)» un soggetto controindicato legato a un esponente apicale di uno dei locali clan camorristici e di cui piu' approfonditamente si precisera' in seguito -, dell'ex vicesindaco e di altri cinque ex amministratori comunali.
A tal proposito viene rilevato che cinque consiglieri comunali attualmente in carica facevano parte della precedente consiliatura e la relazione prefettizia sottolinea che uno di essi era stato citato nella relazione di accesso redatta nel 2013 come un candidato «che sarebbe direttamente supportato» dal locale clan camorristico egemone, circostanza confermata anche dalle risultanze della commissione di accesso operante nel 2022; cosi' pure per un altro consigliere comunale di maggioranza, nonche' presidente del consiglio comunale, anch' esso indicato nella relazione di un precedente accesso (del 2013) come politico che ha ricevuto il sostegno elettorale da parte dei soci di un circolo privato vicino alla criminalita' organizzata.
A questi si aggiungono due consiglieri comunali che hanno esercitato, nelle passate consiliature, incarichi di assessori comunali, e di alcuni altri che hanno stretti legami parentali con ex amministratori comunali in carica tra il 2017 e il 2021.
La situazione descritta nella relazione prefettizia rappresenta un quadro complessivo della politica cittadina contrassegnata «(...) sostanzialmente da una continuita' amministrativa sintomatica di una radicata permeabilita' dell'ente alla infiltrazione criminale, che si fonda su una condizione di progressiva pervasivita' (...)», come accertato anche nei passati scioglimenti subiti dal Comune di Torre Annunziata, in un sistema di gestione stratificatosi nel tempo «che puo' essere considerato un continuum sia sotto il profilo soggettivo che dal punto di vista oggettivo» e che coinvolge e unisce la maggioranza e la minoranza consiliare.
La conferma di un sistema compromesso si evince anche dai risultati delle verifiche a campione fatte sui sottoscrittori delle liste elettorali, sia di quelle in appoggio al sindaco in carica che dell'opposizione, analisi che rivela la presenza di soggetti legati direttamente o indirettamente alle locali organizzazioni camorriste, facendo con cio' prospettare infiltrazioni criminali profonde, con grave compromissione dell'ente locale che cosi' si trova esposto a «logiche ed interessi di stampo mafioso, tale da inficiare irrimediabilmente il funzionamento secondo il principio democratico». Anche se la sottoscrizione di una lista da parte di soggetti controindicati non prova di per se' il condizionamento mafioso di un ente locale, tuttavia, come sancito dalla giurisprudenza amministrativa, tale dato non e' da considerare irrilevante ai fini della valutazione di una completa separazione tra vita politica e civile e influenze della criminalita' organizzata.
La commissione d'indagine ha proceduto a verificare le singole posizioni del personale comunale, riscontrando che su centosettantuno dipendenti - tra quelli ancora in servizio e quelli recentemente collocati a riposo - ben quarantaquattro risultano gravati da precedenti di polizia e penali e alcuni di essi sono contigui o hanno frequentazioni o rapporti parentali con esponenti del locale contesto malavitoso.
Criticita' ancora maggiori si rilevano tra il personale assunto nella societa' in house del Comune di Torre Annunziata, che si occupa del servizio della gestione integrata dei rifiuti urbani, e in una impresa affidataria del servizio di refezione scolastica; infatti, alcuni loro dipendenti risultano avere legami con clan camorristici o gravati da pregiudizi penali; tra questi, viene rilevata la presenza, particolarmente significativa, di un dipendente della detta societa' partecipata con forti legami nell'ambiente criminale di Torre Annunziata, la cui posizione e' gia' venuta all'evidenza durante il precedente accesso ispettivo per aver certamente contribuito, in quanto elemento di congiunzione e raccordo tra l'allora amministrazione comunale e consorterie camorristiche locali, allo scioglimento dell'ente locale nel maggio 2022 ai sensi del citato art. 143 decreto legislativo n. 267/2000.
Al riguardo viene, altresi', precisato che il predetto soggetto controindicato - gravato di condanna per associazione per delinquere e tuttora indagato, tra l'altro, del reato di associazione di tipo mafioso ex art. 416-bis del codice penale in un altro procedimento penale - licenziato durante la gestione commissariale conseguente alla dissoluzione dell'ente, e' stato poi reintegrato nel posto di lavoro a seguito dell'esito sfavorevole della sentenza del giudice del lavoro (sentenza definitiva della Corte d'Appello di Napoli in data 12 dicembre 2024), tanto che risulta tuttora dipendente della menzionata societa' partecipata comunale.
Nel frattempo, pero', vi sono stati sviluppi processuali sulle pendenze del predetto dipendente, il quale e' stato rinviato a giudizio per i reati di cui agli articoli 81 cpv, 110, 512-bis, 648-bis e 416-bis 1 del codice penale, sulla cui base si sarebbe dovuto riavviare un nuovo procedimento disciplinare finalizzato al definitivo licenziamento del predetto, senza preavviso, con l'eventuale applicazione della sospensione cautelativa non disciplinare ai sensi dell'art. 68, comma 5, punto 2 del CCNL del 18 maggio 2022.
Nonostante l'obbligatorieta' di una nuova procedura disciplinare, si rileva, al contrario, che la societa' partecipata, suo datore di lavoro, continua a essere inerte, tenendo sul caso una condotta gravemente omissiva rispetto alla pericolosita' acclarata del soggetto in questione.
Elementi evidenti dell'illegalita' imperante nell'ente locale e comunque di un'amministrazione avulsa dal rispetto delle norme si traggono anche dalla c.d. vicenda denominata «gettonopoli», che coinvolge tutti i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di minoranza, vicenda che ha evidenziato la spropositata liquidazione di gettoni di presenza corrisposti agli amministratori per la partecipazione alle commissioni comunali, la cui fitta calendarizzazione, unitamente alla durata ridotta di ciascuna seduta, anche di soli trenta minuti, non sembra trovare alcuna valida giustificazione se non quella di massimizzare il maggior numero di presenze dei consiglieri, ai quali era addirittura consentito di partecipare a piu' riunioni nel corso della stessa giornata.
Cio' ha determinato un notevole aumento dei costi di funzionamento dell'organo consiliare, in modo particolare nel 2025, dovuto al rimborso dei datori di lavoro degli amministratori comunali impegnati nelle funzioni consiliari, alle spese di viaggio sostenute per la partecipazione alle adunanze consiliari e al numero di gettoni per la partecipazione alle sedute del consiglio comunale.
Situazione anomala che e' stata piu' volte rappresentata dal segretario generale dell'ente al presidente del consiglio comunale, ai presidenti delle commissioni nonche' al sindaco di Torre Annunziata, senza che, tuttavia, sia stato disposto alcun intervento correttivo.
A questo proposito, viene rilevata l'assenza di un efficace sistema di controllo sull'operato degli amministratoti comunali da parte e soprattutto dello stesso organo consiliare, al quale compete esercitare, ai sensi dell'art. 42 del TUOEL, un controllo politico-amministrativo anche su tale aspetto funzionale e organizzativo dell'istituzione comunale.
Rilevano, allo stesso fine, le vicende che in taluni casi possono assumere rilievo penale, relative alle false dichiarazioni rese da alcuni consiglieri comunali e da un ex assessore concernenti la sussistenza di cause di incompatibilita' in materia di affidamento di incarichi pubblici. Nella stessa questione risultano coinvolti anche due dipendenti comunali per i quali sono gia' stati adottati provvedimenti che hanno disposto la revoca o la sospensione degli incarichi ricoperti.
Le risultanze ispettive, inoltre, hanno fatto emergere numerose anomalie gestionali che si sono concretizzate in atti e provvedimenti amministrativi non in linea con i principi dell'ordinamento giuridico.
Le procedure seguite sono state connotate da irregolarita' diffuse provocate da un generalizzato stato di precarieta' funzionale dell'ente che denota «una legalita' debole» in un contesto caratterizzato da un elevato indice di pervasivita' della malavita organizzata.
Di fatto, approfondimenti su societa' che hanno rapporti con il Comune di Torre Annunziata hanno fatto emergere una sostanziale continuita' tra la vecchia e la nuova amministrazione comunale e, dunque, la permanenza del «legame tra politica e affari sotto l'ombra della criminalita' organizzata».
A conferma della sussistenza di tale continuita' viene segnalata un'impresa il cui amministratore e' riconducibile per rapporti parentali ad un amministratore comunale in carica; tale impresa ha avuto dalla suddetta societa' in house del Comune di Torre Annunziata l'affidamento, per un triennio, di servizi per un valore di 282.000 euro. La relazione prefettizia evidenzia che tale rapporto di affari non e' altro che la prosecuzione di rapporti economici gia' intercorrenti tra l'impresa suddetta e il Comune di Torre Annunziata.
Cosi' anche per un'altra ditta affidataria per un periodo trentennale del servizio di illuminazione cittadina, il cui rappresentate legale e' gravato da pregiudizi penali di rilievo e i cui rapporti economici con il comune sono, come emerso dall'accesso ispettivo, la prosecuzione di relazioni esistenti in passato con altra ditta, rappresentata da un soggetto strettamente riconducibile per rapporti parentali con gli amministratori della ditta sopra indicata.
Di particolare interesse, ai fini antimafia, e' il settore delle onoranze funebri, attivita' da sempre considerata sensibile alle influenze esercitate dalla criminalita' organizzata e, per tale ragione, attenzionata dalle forze di polizia e dall'attivita' di prevenzione antimafia della prefettura di Napoli.
A questo riguardo, la relazione prefettizia ha sottolineato il dato significativo del numero rilevante di provvedimenti interdittivi antimafia emessi nella Provincia di Napoli, che hanno colpito 21 ditte operanti nel settore di cui ben 7 con sede nel Comune di Torre Annunziata. A tal riguardo, la relazione prefettizia sottolinea la grave e accertata «inottemperanza» e «mancati controlli» comunali sulle imprese individuate da cui deriva il concreto pericolo di rendere vani e ineseguiti i provvedimenti interdittivi.
Condotte omissive della struttura politica e burocratica dell'ente locale vengono segnalate anche nel settore urbanistico ed edilizio.
Gli abusi rilevati riguardano, in particolare, opere edilizie realizzate in assenza di titolo valido perche' «in contrasto con la normativa urbanistica, edilizia, sismica e paesaggistica (...)», evidenziando l'inerzia tenuta dall'ente locale nella conclusione dei relativi procedimenti di accertamento, inerzia che, unita all'assenza di azioni di contrasto al fenomeno dell'abusivismo, tendono a far dilagare l'illegalita' sul territorio comunale. Rileva al riguardo che alcuni casi di abuso edilizio sono stati accertati a carico di soggetti legati alle locali consorterie criminali.
Di particolare significato sono le criticita' segnalate nella gestione del servizio rifiuti, per il quale il Comune di Torre Annunziata si avvale della sopramenzionata societa' in house mentre per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti speciali il servizio e' affidato all'esterno previo affidamento diretto o espletamento di gara.
La relazione prefettizia pone in rilievo, per quanto riguarda i rifiuti speciali, il frequente ricorso alle proroghe contrattuali e a quelle tecniche ex art. 120 del decreto legislativo n. 36/2023, rilevandosi, altresi', che molte delle proroghe tecniche di cui al succitato art. 120 sono state concesse dopo lo scadere di quelle contrattuali.
Irregolarita' e anomalie in parte analoghe sono emerse anche per quanto attiene l'aggiudicazione dei lavori di riqualificazione di una ex area industriale per la realizzazione di un polo florovivaistico; al riguardo l'organo ispettivo ha rilevato che «non si evince se i lavori sono ancora in corso oppure siano stati ultimati, tantomeno risultano richieste di proroga della concessione edilizia, atteso che la stessa risulterebbe scaduta (...) in data 27 dicembre 2025»
Rilevanti sono le anomalie sul funzionamento e l'allocazione del sistema di videosorveglianza cittadino, e cio' per l'assenza di apparecchiature proprio in alcune aree ad alta densita' criminale e per la carenza di manutenzione delle telecamere esistenti, alcune delle quali non piu' funzionanti, con cio' denotando la scarsa attenzione dell'amministrazione comunale alle azioni tese a prevenire illegalita' e a preservare la sicurezza pubblica. Ulteriori elementi che attestano la scarsa attenzione dell'amministrazione comunale per le azioni tese a prevenire illegalita' e a preservare la sicurezza pubblica sono emersi in relazione al sistema di videosorveglianza.
Viene, altresi', segnalato un rallentamento nelle procedure di affidamento del servizio di parcheggio pubblico a pagamento, circostanza che ha determinato finora la mancata scelta della stazione appaltante e conseguentemente la mancata pubblicazione del relativo bando pubblico, e cio' per i continui errori materiali, non giustificabili da parte degli organi e degli uffici comunali preposti, che si sono dimostrati incapaci di assicurare una efficiente gestione delle problematiche alle quali «l'apparato politico non ha saputo (o voluto) porre rimedio».
Di fatto, dallo stallo politico amministrativo sulla questione deriva certamente un danno per l'ente locale a causa del mancato introito di possibili risorse finanziare; inerzie per le quali la relazione prefettizia paventa origini da «indebite interferenze esterne», che hanno l'obiettivo perseguito di favorire interessi vicini alla criminalita' organizzata.
Criticita' vengono segnalate anche per l'utilizzo dello stadio comunale, la cui gestione non sembra essere improntata al rispetto della correttezza amministrativa e alla risoluzione delle diverse criticita' che tuttora riguardano l'impianto sportivo, anche relative alle autorizzazioni di competenza dello sportello unico (SUAP) e ai ritardi nelle procedure di verifica della agibilita' e della idoneita' di alcuni locali.
Particolare rilevanza, inoltre, assume il fatto che, al momento, manca ancora un valido atto di convenzione regolante i termini e le condizioni per l'uso dell'impianto sportivo che dal luglio 2025 viene utilizzato sine titulo da parte di una societa' calcistica e da altri privati.
Opacita' e ritardi vengono riferiti anche sulle opere di urbanizzazione riguardanti un centro commerciale, le cui vicende amministrative relative alla realizzazione della struttura furono oggetto di approfondimento della commissione di indagine che ha operato nel 2022. Anche in questo caso l'organo ispettivo ha segnalato una situazione di stallo amministrativo, con conseguente rallentamento della realizzazione delle opere in cantiere.
A tutto cio' si aggiungono le irregolarita' rilevate nella gestione dei beni confiscati alla criminalita' organizzata.
In particolare, viene segnalato l'utilizzo di un immobile che, destinato ad essere utilizzato quale alloggio temporaneo dei senza tetto e' stato concesso, in comodato d'uso gratuito, a una societa' cooperativa per la realizzazione della struttura di accoglienza, bene al cui interno risultano eseguiti tuttavia abusi edilizi per l'uso quasi esclusivo dell'immobile a fini recettivi e commerciali.
Cosi' anche per un altro bene confiscato alla criminalita' organizzata, che pur destinato per finalita' sociali, in particolare all'accoglienza degli extracomunitari, e' stato temporaneamente assegnato a un nucleo familiare in attesa di concessione di alloggio di edilizia residenziale pubblica; per tale immobile, che fino all'ultimo accertamento risulta ancora occupato dallo stesso nucleo familiare, non risulta corrisposto, almeno in parte, ne' l'indennizzo dovuto come indennita' di occupazione ne' il pagamento degli oneri dei servizi erogati nei locali occupati.
Ancor piu' grave e' l'occupazione di un immobile, anch'esso confiscato alla criminalita' organizzata e assegnato per finalita' sociali al Comune di Torre Annunziata, da parte di un soggetto legato agli ambienti della criminalita' organizzata, il quale ha adibito il bene a luogo di spaccio e confezionamento di sostanze stupefacenti.
Occupazioni abusive sono state segnalate anche sugli immobili di proprieta' o nella disponibilita' comunale. A questo proposito, e' stato riferito dalle forze di polizia che alcuni amministratori comunali, fra cui anche il sindaco, «avrebbero cercato di ottenere informazioni sulle procedure di sgombero (...)», riguardanti alcuni di tali locali, «con la specifica richiesta di rallentarne l'iter al fine di valutarne la fattibilita'».
In conclusione, le illegittimita' sopra riassunte evidenziano l'incapacita' degli organi elettivi - in un contesto ambientale caratterizzato dalla diffusa presenza di soggetti organici ai sodalizi criminali - di assumere incisiva determinazione a garanzia dei principi di buon andamento e di imparzialita' amministrativa.
Infatti, gli accertamenti effettuati sull'apparato politico-amministrativo hanno evidenziato un diffuso degrado degli uffici comunali e un quadro di insieme caratterizzato dall'intreccio tra il contesto criminale radicato sul territorio e la vita pubblica locale, tale da far temere che l'azione amministrativa nel suo complesso possa essere significativamente permeata «dalla volonta' di soggetti collegati direttamente e/o indirettamente alle organizzazioni criminali, attive in quel comprensorio».
Come evidenziato, le risultanze ispettive sono state esaminate in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, concordando all'unanimita' «sulla presenza di un indubitabile condizionamento criminale dell'amministrazione, che si fonda su legami ampiamente dimostrati (...) di amministratori e dipendenti con elementi anche di spicco della criminalita' organizzata, nonche' su una condizione patologica dell'attivita' amministrativa». In particolare, un rappresentante delle autorita' giudiziarie presenti ha richiamato alcuni elementi sintomatici del condizionamento della compagine amministrativa dell'ente locale di cui si detto innanzi, tra i quali la gestione dello stadio comunale priva di copertura contrattuale, l'assenza di sistemi di videosorveglianza proprio nei quartieri «cruciali» della citta' nonche' le interferenze di taluni amministratori comunali nelle procedure di rilascio di alcuni immobili abusivamente occupati anche da soggetti controindicati.
Tutto quanto premesso, emerge con chiarezza come la situazione di «inquinamento» rilevata presso gli uffici comunali e la presenza di esponenti della politica, sia di maggioranza che di minoranza, legati a soggetti controindicati, conferma un evidente stato di «criticita'» e generali condizioni di illegalita' dell'amministrazione comunale, rendendo, quindi, necessario intervenire non solo al fine di «rimuovere» i citati condizionamenti ma anche allo scopo di prevenire, attraverso lo strumento dello scioglimento, ulteriori interventi intrusivi da parte della criminalita', cosi' da determinare una situazione che conduca all'effettivo risanamento dell'amministrazione in questione.
Le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite dal prefetto di Napoli, hanno evidenziato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti tra componenti dell'amministrazione locale ed esponenti della criminalita' organizzata di tipo mafioso. Piu' in particolare, i contenuti delle dette relazioni hanno posto in rilievo una serie di condizionamenti dell'amministrazione comunale di Torre Annunziata volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo necessario l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita'.
Come evidenziato il prefetto di Napoli, a seguito del perfezionamento delle dimissioni del primo cittadino, con decreto del 26 maggio 2026 ha disposto la sospensione del consiglio comunale di Torre Annunziata e nominato un commissario prefettizio per la provvisoria gestione dell'ente ai sensi dell'art. 141 del decreto legislativo n. 267/2000, procedimento che tuttavia non incide sulla antecedente proposta dissolutoria ex art. 143 TUOEL.
Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Torre Annunziata (Napoli), ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 28 maggio 2026

Il Ministro dell'interno: Piantedosi
 
Art. 2

La gestione del Comune di Torre Annunziata (Napoli) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da:
dott. Gianfranco Tomao - prefetto a riposo;
dott. Roberto Esposito - viceprefetto;
dott. Gianluca Orlando - dirigente di seconda fascia Area I.
 
Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinaria a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 8 giugno 2026

MATTARELLA

Meloni, Presidente del Consiglio
dei ministri

Piantedosi, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 16 giugno 2026 Reg. n. 2748