Gazzetta n. 152 del 3 luglio 2026 (vai al sommario)
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 7 maggio 2026, n. 66
Testo del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 104 del 7 maggio 2026), coordinato con la legge di conversione 2 luglio 2026, n. 116 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per il Piano Casa.».

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui riportati.
Per gli atti dell'Unione europea vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea (GUUE).
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi.
Tali modifiche sono riportate in video tra i segni((...)).
A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

Art. 1

Finalita' e oggetto

1. Il Piano casa di cui al presente decreto contiene misure straordinarie, necessarie e urgenti per favorire la realizzazione e la valorizzazione di ((immobili di edilizia)) residenziale pubblica, sociale e integrata, destinati alla vendita o alla locazione a prezzo calmierato, anche tramite interventi di sostituzione edilizia, di recupero e riconversione di immobili del patrimonio immobiliare pubblico non redditizi e non in uso e progetti di ((contrasto del degrado)) urbanistico, edilizio, ambientale e sociale o di rigenerazione urbana, con l'obiettivo di incrementare l'offerta sostenibile di alloggi a prezzi accessibili.
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono finalizzati, in particolare, a fornire una risposta ai fabbisogni abitativi dei giovani e degli studenti universitari, dei lavoratori fuori sede, ((sia privati sia pubblici, con particolare riferimento al personale scolastico, sanitario, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate,)) delle giovani coppie e dei genitori separati, ovvero a realizzare modelli di coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane (senior cohousing) e di coabitazione intergenerazionale (cohousing intergenerazionale), nel rispetto dei requisiti reddituali e patrimoniali previsti dalla legislazione vigente.
 
Art. 2
Programma straordinario nazionale di recupero e di manutenzione del
patrimonio di edilizia pubblica e di edilizia sociale

1. Al fine di provvedere con urgenza all'ampliamento dell'offerta abitativa a canone sostenibile attraverso il ripristino del residuo storico degli alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente non assegnabili per carenze manutentive e il recupero di immobili destinati all'edilizia sociale, il presente articolo detta disposizioni finalizzate alla realizzazione di un programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e' autorizzato alla erogazione di contributi a favore degli enti territoriali titolari di funzioni ((in materia di edilizia pubblica o a favore degli enti dai medesimi costituiti o partecipati)) aventi come scopo l'acquisizione, la costruzione, la gestione e la cessione di beni destinati all'edilizia residenziale pubblica e sociale, comunque denominati, compresi gli ex Istituti autonomi case popolari, di seguito ((denominati)) « soggetti attuatori », attraverso la ((stipulazione)), sentito il Ministero dell'economia e delle finanze per gli aspetti economico-finanziari, di apposita convenzione con l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. (INVITALIA S.p.A.), di seguito ((denominata)) « soggetto gestore ».
3. La convenzione di cui al comma 2 disciplina le modalita' di gestione delle risorse di cui ai commi 4, 5 e 6, che sono accreditate, in coerenza con il cronoprogramma procedurale e finanziario, su un apposito conto corrente infruttifero intestato ((al soggetto gestore)), aperto presso la Tesoreria dello Stato, nonche' le modalita' di remunerazione degli oneri connessi all'attuazione della convenzione da parte del ((medesimo)) soggetto gestore, che sono posti a carico delle risorse accreditate sul citato conto corrente, nel limite massimo del 2 per cento dell'ammontare complessivamente affluito sul medesimo conto corrente in ciascun esercizio finanziario. La medesima convenzione definisce i criteri e le modalita' di selezione, da parte ((del soggetto gestore)), mediante uno o piu' avvisi pubblici, adottati ((d'intesa)) con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, delle offerte presentate dai soggetti attuatori, al fine di promuovere la presentazione di proposte di manutenzione straordinaria delle unita' immobiliari destinate all'edilizia residenziale pubblica e di recupero degli immobili destinati all'edilizia sociale che presentano piu' idonee condizioni di sostenibilita' economica anche attraverso il ricorso a operazioni economiche di partenariato pubblico-privato coerenti con quanto indicato all'articolo 175, comma 9, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. Al fine di consentire l'immediato avvio degli interventi di manutenzione straordinaria delle unita' immobiliari destinate all'edilizia residenziale, gli avvisi di cui al secondo periodo ((del presente comma)) possono prevedere la realizzazione delle proposte presentate dai soggetti attuatori anche per fasi successive, in lotti funzionali, nei limiti delle risorse disponibili. I predetti avvisi considerano ammissibili le offerte che, relativamente alla componente di edilizia sociale:
a) prevedono la realizzazione di interventi volti a soddisfare i fabbisogni abitativi di cui all'articolo 1, comma 2, attraverso una riduzione del canone calmierato applicabile a livello territoriale, quantificata nell'offerta presentata dal soggetto attuatore;
b) promuovono la realizzazione degli interventi di cui alla lettera a) mediante il recupero e la riconversione degli immobili individuati ((dai soggetti attuatori anche nell'ambito dell'elenco di cui all'articolo 3, comma 3));
c) promuovono l'inserimento degli interventi di cui alla lettera a) nell'ambito di programmi di ((contrasto del degrado)) urbanistico, edilizio, ambientale e sociale o di rigenerazione urbana, comunque denominati((, definiti nel rispetto della normativa e della pianificazione territoriale di settore)).
4. Per l'attuazione del programma straordinario di cui al presente ((articolo e')) autorizzata la spesa complessiva di 970 milioni di euro, da destinare all'alimentazione del conto corrente di cui al comma 3, primo pe riodo, in ragione di 116 milioni di euro per l'anno 2026, 216 milioni di euro per l'anno 2027, 228 milioni di euro per l'anno 2028, 180 milioni di euro per l'anno 2029 e 230 milioni di euro per l'anno 2030((. Ai relativi oneri si provvede)):
a) quanto a 116 milioni di euro per l'anno 2026, 166 milioni di euro per l'anno 2027, 178 milioni di euro per l'anno 2028, 180 milioni di euro per l'anno 2029 e 230 milioni di euro per l'anno 2030, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 403, primo periodo, della legge 30 dicembre 2024, n. 207;
b) quanto a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 284, della legge 30 dicembre 2023, n. 213.
5. Fermo ((restando)) quanto previsto dal comma 4, e' altresi' destinata al conto corrente di cui al comma 3, primo periodo, nel rispetto delle procedure previste dal regolamento (UE) 2023/955 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, una quota, pari al 50 per cento, delle risorse destinate al sostegno di famiglie vulnerabili per la ((componente dell'edilizia)) residenziale pubblica del Fondo sociale per il clima di cui al citato regolamento (UE) 2023/955.
6. Con il decreto di cui all'articolo 1, comma 43, terzo periodo, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, puo' essere disposto il conferimento al conto corrente di cui al comma 3, primo periodo, ((del presente articolo)) di una quota delle risorse di cui all'articolo 1, comma 42, della medesima legge n. 160 del 2019, nel limite di spesa di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2030 e di 700 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2031 al 2034. Le risorse di cui al primo periodo sono oggetto di gestione separata rispetto a quelle di cui ai commi 4 e 5 e sono assegnate in deroga a quanto previsto dall'articolo 1, comma 43, secondo periodo, della legge n. 160 del 2019, mediante uno o piu' avvisi, adottati ai sensi del comma 3, secondo periodo, ((del presente articolo,)) riservati ai comuni per la realizzazione dei progetti individuati nel rispetto dei criteri definiti dal predetto decreto di cui all'articolo 1, comma 43, terzo periodo, della legge n. 160 del 2019.
7. Agli interventi realizzati dai soggetti attuatori ai sensi del presente articolo si applica il codice dei contratti pubblici, di cui al ((decreto legislativo 31 marzo)) 2023, n. 36, fermo restando quanto previsto dall'articolo 3. Alle relative procedure possono partecipare anche i soggetti proponenti programmi di edilizia integrata di cui al capo III, per la parte di edilizia convenzionata di cui all'articolo 9, comma 3, lettera b)((, del presente decreto)).

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 175, comma 9, del
decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei
contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della
legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in
materia di contratti pubblici), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 31 marzo 2023, n. 77:
«Art. 175 (Programmazione, valutazione preliminare,
controllo e monitoraggio). - (Omissis.)
9. Ai soli fini di contabilita' pubblica, si
applicano i contenuti delle decisioni Eurostat a cui sono
tenute le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,
commi 2 e 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo del comma 403 dell'articolo 1,
della legge 30 dicembre 2024, n. 207 («Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e
bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027.»), come
modificato dalla presente legge:
«Omissis.
403.Per il finanziamento delle iniziative del Piano
casa Italia, di cui al comma 402, e' autorizzata la spesa
di 560 milioni di euro, di cui 150 milioni di euro per
l'anno 2028, 180 milioni di euro per l'anno 2029 e 230
milioni di euro per l'anno 2030.
Omissis.».
- Si riporta il testo del comma 284 dell'articolo 1,
della legge 30 dicembre 2023, n. 213 («Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e
bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026.»):
«Art. 1 (Risultati differenziali. Norme in materia di
entrata e di spesa e altre disposizioni. Fondi speciali). -
(Omissis.)
284. Per le finalita' di cui ai commi 282 e 283, e'
autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2027
e di 50 milioni di euro per l'anno 2028. Tali risorse
contribuiscono alle medesime finalita' di cui all'articolo
1, comma 403, della legge 30 dicembre 2024, n. 207.
(Omissis.).».
- Il regolamento (UE) 2023/955 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 10 maggio 2023 che istituisce un Fondo
sociale per il clima e che modifica il regolamento (UE)
2021/1060 Parlamento Europeo, Reg. (CE) 24/06/2021, n.
2021/1060/UE e' pubblicato nella G.U.U.E. 16 maggio 2023,
n. L 130.
- Si riporta il testo dei commi 42 e 43 dell'articolo
1, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 («Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e
bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022.»):
«Omissis.
42.Per ciascuno degli anni dal 2021 al 2034, sono
assegnati ai comuni contributi per investimenti in progetti
di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni
di marginalizzazione e degrado sociale, nonche' al
miglioramento della qualita' del decoro urbano e del
tessuto sociale ed ambientale, nel limite complessivo di
150 milioni di euro per l'anno 2021, di 250 milioni di euro
per l'anno 2022, di 550 milioni di euro per ciascuno degli
anni 2023 e 2024 e di 700 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2025 al 2034.
43.Ai fini dell'attuazione del comma 42, con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro
dell'interno e con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta'
ed autonomie locali, entro il 31 marzo dell'anno precedente
il triennio di riferimento ovvero dell'anno precedente il
biennio di riferimento per gli anni 2033-2034, sono
individuati i criteri e le modalita' di ammissibilita'
delle istanze e di assegnazione dei contributi, ivi incluse
le modalita' di utilizzo dei ribassi d'asta, di
monitoraggio, anche in termini di effettivo utilizzo delle
risorse assegnate e comunque tramite il sistema di cui al
decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, di
rendicontazione e di verifica, nonche' le modalita' di
revoca, di recupero ed eventuale riassegnazione delle somme
non utilizzate. Le istanze per la concessione dei
contributi sono presentate entro il 30 giugno dell'anno
precedente il triennio di riferimento, secondo modalita' di
trasmissione individuate con decreto del Ministero
dell'interno, e i contributi sono concessi con decreto del
Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze e con il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, entro il successivo 30
settembre. Successivamente al triennio 2021-2023 il decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo
periodo e' adottato su proposta del Ministro dell'economia
e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno e
con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali. Per il triennio 2021-2023 il decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo
periodo e' adottato entro il 30 settembre 2020, le istanze
per la concessione dei contributi sono presentate entro
novanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale del medesimo decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri e i contributi sono concessi con decreto del
Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze e con il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro
centocinquanta giorni dalla data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale del citato decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri.
Omissis.».
 
Art. 3

Commissario straordinario per la ricognizione
dei fabbisogni e il programma di interventi

1. Al fine di assicurare l'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 2, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, e' nominato un Commissario straordinario. Il Commissario resta in carica fino al 31 dicembre 2027 e puo' nominare un sub-commissario. L'incarico del sub-commissario ha durata massima non superiore a quella del Commissario straordinario. Con il decreto di cui al primo periodo e' stabilito il compenso del Commissario straordinario e del sub-commissario, anche in deroga all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e comunque nel limite massimo di cui all'articolo 23-ter, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214((,)) per il Commissario e in misura non superiore al sessanta per cento del compenso del Commissario ((per il sub-commissario)). Con il decreto di cui al primo periodo sono altresi' individuate le funzioni di indirizzo e coordinamento attribuite al Commissario straordinario rispetto agli interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale di cui all'articolo 2, al fine di favorirne la tempestiva realizzazione e fornire adeguato supporto alle amministrazioni competenti. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 386.000 euro per l'anno 2026 e a 661.714 euro per l'anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze ((per l'anno 2026)), allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
2. ((Per l'esercizio dei compiti di cui al comma 4)), il Commissario straordinario puo' operare a mezzo di ordinanza, in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, delle disposizioni del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonche' dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Le ordinanze adottate dal Commissario straordinario sono immediatamente efficaci e sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.
3. Entro trenta giorni dall'adozione del decreto di nomina di cui al comma 1, il Commissario straordinario avvia, mediante i poteri al medesimo attribuiti ai sensi del comma 2, in collaborazione con gli enti e le amministrazioni interessate, una procedura straordinaria di ricognizione degli immobili di proprieta' dello Stato, delle regioni, degli enti locali, degli enti pubblici e delle societa' a partecipazione pubblica non quotate da destinare a progetti di edilizia sociale. La procedura si svolge mediante pubblicazione di apposito avviso per la segnalazione, da parte degli enti e delle amministrazioni competenti, dell'elenco degli immobili di cui al primo periodo non redditizi e non in uso, ((corredata della)) manifestazione di interesse a destinarli a progetti di recupero e riconversione nel settore dell'edilizia sociale. Nell'ambito della procedura di ricognizione, e', altresi', acquisito l'elenco degli immobili inseriti nel programma nazionale pluriennale di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, di cui all'articolo 28-quinquies, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2023, n. 112. Sulla base delle informazioni trasmesse ai sensi del secondo periodo ((del presente comma)) o acquisite ai sensi del terzo periodo, ferme restando eventuali verifiche istruttorie, il Commissario straordinario definisce, previa comunicazione alla Cabina di monitoraggio di cui al comma 10 ((del presente articolo)):
a) l'elenco degli immobili su cui possono essere presentate iniziative di edilizia sociale ai sensi dell'articolo 2, comma 3, quarto periodo;
b) uno o piu' schemi-tipo di convenzione volti a disciplinare i rapporti tra gli enti proprietari e i soggetti attuatori. Tali schemi prevedono la costituzione di diritti di superficie o di altri diritti reali di godimento di durata proporzionata al piano di ammortamento degli investimenti e, comunque, non inferiore a venticinque anni((, fatta salva la possibilita' di definire una durata diversa ove l'investimento preveda un ammortamento per un periodo inferiore)).
4. Il Commissario straordinario, con propria ordinanza, dispone che la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 2, individuati, in ragione della relativa complessita', dalla Cabina di monitoraggio su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, avvenga secondo le seguenti procedure:
a) fermo restando quanto previsto dall'articolo 14-quinquies della ((legge 7 agosto 1990, n. 241,)) per il caso di determinazione positiva della conferenza, in caso di dissenso, diniego, opposizione o altro atto equivalente proveniente da un'amministrazione pubblica che, secondo la legislazione vigente, sia idoneo a precludere, in tutto o in parte, la realizzazione di un intervento, il Commissario straordinario, ove un meccanismo di superamento del dissenso non sia gia' previsto dalle vigenti disposizioni, propone al Presidente del Consiglio dei ministri di sottoporre, entro i successivi cinque giorni, la questione all'esame del Consiglio dei ministri per le conseguenti determinazioni, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400;
b) ai fini della procedura di gara:
1) e' autorizzato, alla scadenza del termine di presentazione delle offerte, l'avvio delle verifiche antimafia di cui all'articolo 85 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nei confronti degli operatori economici che hanno manifestato interesse a partecipare alla procedura;
2) e' autorizzata ((l'esecuzione delle prestazioni)) in via di urgenza prima della ((stipulazione del contratto)), nelle more del completamento delle verifiche del possesso dei requisiti di ordine generale e speciale propedeutiche alla ((stipulazione del contratto)), con applicazione degli articoli 50, comma 6, e 99, comma 3-bis, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, nei casi di ((mancata stipulazione)) ovvero di verifica dell'assenza dei requisiti;
3) e' autorizzata la modifica del contratto senza procedere ad un nuovo affidamento, per l'esecuzione di lavori supplementari non inclusi nell'appalto iniziale, nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 72 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.
5. Gli interventi di cui al comma 4 sono identificati da apposito codice unico di progetto e recano le indicazioni in ordine ai cronoprogrammi procedurali e finanziari.
6. Nel rispetto dei principi sanciti dagli articoli 2 e 9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita', ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, gli interventi garantiscono il rispetto dei principi e delle regole tecniche sulla progettazione universale, per assicurare, su base di uguaglianza con gli altri, l'accessibilita', l'autonomia, la sicurezza nonche' la fruibilita' da parte delle persone con disabilita'.
7. Per la gestione amministrativa dei compiti assegnati, il Commissario straordinario si avvale di una struttura di supporto posta alle sue dirette dipendenze, costituita con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1, che opera sino alla data di cessazione dell'incarico del Commissario straordinario. Alla struttura di supporto e' assegnato un contingente massimo di personale pari a tre unita', di cui una di personale dirigenziale di livello non generale e due di personale non dirigenziale, dipendenti di pubbliche amministrazioni centrali ((o di enti territoriali)), previa intesa con le amministrazioni ((o con gli enti predetti)), in possesso delle competenze e dei requisiti di professionalita' richiesti per il perseguimento delle finalita' e l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo, con esclusione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche. Il personale di cui al secondo periodo ((del presente comma)), ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e' collocato fuori ruolo o in posizione di comando, distacco o altro analogo istituto o posizione previsti dai rispettivi ordinamenti, conservando lo stato giuridico e il trattamento economico fondamentale dell'amministrazione di appartenenza. Si applica l'articolo 70, comma 12, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Al personale non dirigenziale della struttura di supporto e' riconosciuto il trattamento economico accessorio, ivi compresa l'indennita' di amministrazione, del personale non dirigenziale del comparto della Presidenza del Consiglio dei ministri e, con uno o piu' provvedimenti del Commissario straordinario, puo' essere riconosciuta la corresponsione di compensi per prestazioni di lavoro straordinario nel limite massimo di trenta ore mensili effettivamente svolte, oltre a quelle gia' previste dai rispettivi ordinamenti e comunque nel rispetto della disciplina in materia di orario di lavoro, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Al personale di livello dirigenziale ((sono riconosciute)) una retribuzione di posizione in misura equivalente ai valori economici medi attribuiti ai titolari di incarichi dirigenziali di livello non generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonche' un'indennita' sostitutiva della retribuzione di risultato, determinata con provvedimento del Commissario straordinario, di importo non superiore al 50 per cento della retribuzione di posizione. All'atto del collocamento fuori ruolo e' reso indisponibile, nella dotazione organica dell'amministrazione di provenienza, per tutta la durata del collocamento fuori ruolo, un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario. Con il provvedimento istitutivo della struttura di supporto sono determinate le specifiche dotazioni finanziarie e strumentali nonche' quelle del personale, anche dirigenziale, di cui al secondo periodo del presente comma, necessarie al funzionamento della medesima struttura. ((Agli oneri per il personale di cui al secondo periodo del presente comma)), pari a euro 217.518 per l'anno 2026 e a euro 372.886 per l'anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze ((per l'anno 2026)), allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
8. Per l'esercizio dei propri compiti, il Commissario straordinario, che opera presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si avvale, nei limiti della dotazione di cui al comma 9 ((del presente articolo)), della societa' ((Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A.,)) di cui all'articolo 3 del decreto-legge 11 marzo 2020, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 maggio 2020, n. 31. Per le finalita' di cui al primo periodo ((del presente comma)), il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 2-bis, comma 1, del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2025, n. 118, tiene conto, ai fini della proroga dell'operativita' della societa' di cui all'articolo 3 del decreto-legge n. 16 del 2020, delle funzioni alla stessa attribuite ai sensi del presente decreto. Per l'esercizio delle proprie funzioni, il Commissario straordinario puo' altresi' avvalersi delle amministrazioni pubbliche centrali o periferiche interessate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nonche' del supporto tecnico-operativo, a titolo gratuito, ai sensi dell'articolo 10, commi 1 e 2, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa - INVITALIA S.p.A.
9. Per l'esercizio ((delle funzioni del Commissario straordinario, comprese la stipulazione)) di eventuali convenzioni e la nomina di esperti per lo svolgimento dell'attivita' di indirizzo, coordinamento e monitoraggio ((ad esso affidata, al medesimo Commissario straordinario e' assegnata una dotazione)) nel limite di spesa di 500.000 euro per l'anno 2026 e di 1 milione di euro per l'anno 2027. ((Ai relativi oneri si provvede mediante)) corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze ((per l'anno 2026)), allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Agli esperti di cui al primo periodo e' attribuito un compenso fino all'importo massimo annuo di euro 80.000 al lordo dei contributi previdenziali e degli oneri fiscali a carico dell'amministrazione per singolo incarico. Al Commissario straordinario di cui al comma 1 e' intestata apposita contabilita' speciale aperta presso la Tesoreria dello Stato, gestita in conformita' alle procedure di cui all'articolo 4, comma 3-bis, del decreto legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55. Le risorse previste dal primo periodo del presente comma, nonche' dai ((commi 1, sesto periodo, e 7, nono periodo)), confluiscono nella contabilita' speciale di cui al ((quarto periodo)) del presente comma.
10. Per il monitoraggio ((del programma straordinario di cui all'articolo 2 e il coordinamento delle amministrazioni competenti)), e' istituita la Cabina di monitoraggio, presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, composta dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti o da un suo delegato, dall'Autorita' politica delegata in materia di politiche di coesione, dal Commissario straordinario((, dal Presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani)), dai sindaci dei comuni e dai presidenti delle regioni interessati dagli interventi, dai rappresentanti delle associazioni rappresentative degli enti di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata. Alle sedute della Cabina di monitoraggio possono essere invitati, ((in relazione alla)) tematica affrontata, soggetti pubblici ed esperti, nonche' rappresentanti dei soggetti attuatori. La partecipazione alla cabina di monitoraggio non da' diritto ((a compensi, gettoni)) di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati. La Cabina di monitoraggio ((definisce, per la componente di edilizia sociale del programma, gli indirizzi generali e i criteri per l'individuazione delle)) priorita' territoriali e tipologiche di intervento, anche ai fini della rigenerazione urbana e territoriale e del recupero ((e della valorizzazione)) del patrimonio pubblico, individua gli interventi di particolare complessita' ai sensi del comma 4 e ((verifica il grado di attuazione del programma)). A tale scopo, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti riferisce periodicamente alla Cabina di monitoraggio sullo stato di attuazione degli interventi di cui all'articolo 2.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 15, comma 3, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 («Disposizioni urgenti
per la stabilizzazione finanziaria»), convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111:
«Art. 15 (Liquidazione degli enti dissestati e misure
di razionalizzazione dell'attivita' dei commissari
straordinari). - (Omissis.)
3. A decorrere dal 1° gennaio 2012, il compenso dei
commissari o sub commissari di cui al comma 2 e' composto
da una parte fissa e da una parte variabile. La parte fissa
non puo' superare 50 mila euro, annui; la parte variabile,
strettamente correlata al raggiungimento degli obiettivi ed
al rispetto dei tempi di realizzazione degli interventi
ricadenti nell'oggetto dell'incarico commissariale, non
puo' superare 50 mila euro annui. Con la medesima
decorrenza si procede alla rideterminazione nei termini
stabiliti dai periodi precedenti dei compensi previsti per
gli incarichi di commissario e sub commissario conferiti
prima di tale data. La violazione delle disposizioni del
presente comma costituisce responsabilita' per danno
erariale.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 23-ter, comma 1,
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 («Disposizioni
urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei
conti pubblici»), convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214:
«Art. 23-ter (Disposizioni in materia di trattamenti
economici). - 1. Con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, previo parere delle competenti Commissioni
parlamentari, entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, e'
definito il trattamento economico annuo onnicomprensivo di
chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti
o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente
o autonomo con pubbliche amministrazioni statali, di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni, ivi incluso il
personale in regime di diritto pubblico di cui all'articolo
3 del medesimo decreto legislativo, e successive
modificazioni, stabilendo come parametro massimo di
riferimento il trattamento economico del primo presidente
della Corte di cassazione. Ai fini dell'applicazione della
disciplina di cui al presente comma devono essere computate
in modo cumulativo le somme comunque erogate
all'interessato a carico del medesimo o di piu' organismi,
anche nel caso di pluralita' di incarichi conferiti da uno
stesso organismo nel corso dell'anno.
(Omissis.).».
- Il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159,
recante «Codice delle leggi antimafia e delle misure di
prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di
documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2
della legge 13 agosto 2010, n. 136" e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 28 settembre 2011, n. 226.
- Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,
recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai
sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137»
e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 2004, n.
45.
- Si riporta il testo dell'articolo 28-quinquies, commi
1 e 2, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75
(«Disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle
pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di
lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa
cattolica per l'anno 2025.»), convertito, con
modificazioni, dalla legge 10 agosto 2023, n. 112:
«Art. 28-quinquies (Rafforzamento della capacita'
amministrativa delle pubbliche amministrazioni per il
coordinamento degli interventi in materia di valorizzazione
e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico). 1. Allo
scopo di favorire il rafforzamento della capacita'
amministrativa delle pubbliche amministrazioni in materia
di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare
pubblico, e' istituita presso il Ministero dell'economia e
delle finanze la Cabina di regia per l'individuazione delle
direttive in materia di valorizzazione e dismissione del
patrimonio immobiliare pubblico, di seguito denominata
"Cabina di regia". Dall'ambito di competenza della Cabina
di regia e' escluso il patrimonio immobiliare del Ministero
della difesa. La Cabina di regia e' presieduta dal Ministro
dell'economia e delle finanze o da un suo delegato ed e'
composta da rappresentanti del Ministero dell'interno, del
Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, del
Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di
coesione e il PNRR, del Ministero della cultura, del
Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero della
giustizia, del Ministero dell'universita' e della ricerca,
del Ministero dell'istruzione e del merito, del Ministero
del turismo, del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, del Ministro per lo sport e i giovani, della
Presidenza del Consiglio dei ministri, della Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, dell'Agenzia del demanio e
dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la
destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla
criminalita' organizzata. Possono essere invitati a
partecipare ai lavori della Cabina di regia rappresentanti
di enti, organismi o associazioni portatori di specifici
interessi.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, la Cabina di
regia esercita funzioni di impulso, coordinamento e
controllo in materia di programmazione e realizzazione
degli interventi necessari alla valorizzazione e alla
dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. In
particolare, la Cabina di regia:
a) adotta il programma nazionale pluriennale di
valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare
pubblico, che definisce i principi, gli strumenti e i
criteri per l'attuazione degli interventi; ne cura
l'aggiornamento annuale e ne monitora lo stato di
avanzamento, promuovendo il coordinamento tra i diversi
livelli di governo, gli enti pubblici nazionali e
territoriali e ogni altro soggetto pubblico e privato
competente;
b) elabora linee guida in attuazione del programma
di cui alla lettera a);
c) acquisisce dagli enti e dai soggetti attuatori
del programma di cui alla lettera a) i piani di
investimento e gli atti di programmazione degli interventi
di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare
pubblico, allo scopo di condurre monitoraggi periodici
sullo stato di avanzamento dei predetti interventi.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 14-quinquies della
legge 7 agosto 1990, n. 241, recante «Nuove norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi»:
«Art. 14-quinquies (Rimedi per le amministrazioni
dissenzienti). - 1. Avverso la determinazione motivata di
conclusione della conferenza, entro 10 giorni dalla sua
comunicazione, le amministrazioni preposte alla tutela
ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali
o alla tutela della salute e della pubblica incolumita' dei
cittadini possono proporre opposizione al Presidente del
Consiglio dei ministri a condizione che abbiano espresso in
modo inequivoco il proprio motivato dissenso prima della
conclusione dei lavori della conferenza. Per le
amministrazioni statali l'opposizione e' proposta dal
Ministro competente.
2. Possono altresi' proporre opposizione le
amministrazioni delle regioni o delle province autonome di
Trento e di Bolzano, il cui rappresentante, intervenendo in
una materia spettante alla rispettiva competenza, abbia
manifestato un dissenso motivato in seno alla conferenza.
3. La proposizione dell'opposizione sospende
l'efficacia della determinazione motivata di conclusione
della conferenza.
4. La Presidenza del Consiglio dei ministri indice,
per una data non posteriore al quindicesimo giorno
successivo alla ricezione dell'opposizione, una riunione
con la partecipazione delle amministrazioni che hanno
espresso il dissenso e delle altre amministrazioni che
hanno partecipato alla conferenza. In tale riunione i
partecipanti formulano proposte, in attuazione del
principio di leale collaborazione, per l'individuazione di
una soluzione condivisa, che sostituisca la determinazione
motivata di conclusione della conferenza con i medesimi
effetti.
5.Qualora alla conferenza di servizi abbiano
partecipato amministrazioni delle regioni o delle province
autonome di Trento e di Bolzano, e l'intesa non venga
raggiunta nella riunione di cui al comma 4, puo' essere
indetta, entro i successivi quindici giorni, una seconda
riunione, che si svolge con le medesime modalita' e allo
stesso fine.
6. Qualora all'esito delle riunioni di cui ai commi 4
e 5 sia raggiunta un'intesa tra le amministrazioni
partecipanti, l'amministrazione procedente adotta una nuova
determinazione motivata di conclusione della conferenza.
Qualora all'esito delle suddette riunioni, e comunque non
oltre quindici giorni dallo svolgimento della riunione,
l'intesa non sia raggiunta, la questione e' rimessa al
Consiglio dei ministri. La questione e' posta, di norma,
all'ordine del giorno della prima riunione del Consiglio
dei ministri successiva alla scadenza del termine per
raggiungere l'intesa. Alla riunione del Consiglio dei
ministri possono partecipare i Presidenti delle regioni o
delle province autonome interessate. Qualora il Consiglio
dei ministri non accolga l'opposizione, la determinazione
motivata di conclusione della conferenza acquisisce
definitivamente efficacia. Il Consiglio dei ministri puo'
accogliere parzialmente l'opposizione, modificando di
conseguenza il contenuto della determinazione di
conclusione della conferenza, anche in considerazione degli
esiti delle riunioni di cui ai commi 4 e 5.
7. Restano ferme le attribuzioni e le prerogative
riconosciute alle regioni a statuto speciale e alle
province autonome di Trento e Bolzano dagli statuti
speciali di autonomia e dalle relative norme di
attuazione.».
- Si riporta il testo dell'articolo 5, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, recante «Disciplina
dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei ministri»:
«Art. 5 (Attribuzioni del Presidente del Consiglio
dei ministri). - (Omissis.)
2. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi
dell'articolo 95, primo comma, della Costituzione:
a) indirizza ai ministri le direttive politiche ed
amministrative in attuazione delle deliberazioni del
Consiglio dei ministri nonche' quelle connesse alla propria
responsabilita' di direzione della politica generale del
Governo;
b) coordina e promuove l'attivita' dei ministri in
ordine agli atti che riguardano la politica generale del
Governo;
c) puo' sospendere l'adozione di atti da parte dei
ministri competenti in ordine a questioni politiche e
amministrative, sottoponendoli al Consiglio dei ministri
nella riunione immediatamente successiva;
c-bis) puo' deferire al Consiglio dei Ministri, ai
fini di una complessiva valutazione ed armonizzazione degli
interessi pubblici coinvolti, la decisione di questioni
sulle quali siano emerse valutazioni contrastanti tra
amministrazioni a diverso titolo competenti in ordine alla
definizione di atti e provvedimenti;
d) concorda con i ministri interessati le pubbliche
dichiarazioni che essi intendano rendere ogni qualvolta,
eccedendo la normale responsabilita' ministeriale, possano
impegnare la politica generale del Governo;
e) adotta le direttive per assicurare
l'imparzialita', il buon andamento e l'efficacia degli
uffici pubblici e promuove le verifiche necessarie; in casi
di particolare rilevanza puo' richiedere al Ministro
competente relazioni e verifiche amministrative;
f) promuove l'azione dei ministri per assicurare
che le aziende e gli enti pubblici svolgano la loro
attivita' secondo gli obiettivi indicati dalle leggi che ne
definiscono l'autonomia e in coerenza con i conseguenti
indirizzi politici e amministrativi del Governo;
g) esercita le attribuzioni conferitegli dalla
legge in materia di servizi di sicurezza e di segreto di
Stato;
h) puo' disporre, con proprio decreto,
l'istituzione di particolari Comitati di ministri, con il
compito di esaminare in via preliminare questioni di comune
competenza, di esprimere parere su direttive dell'attivita'
del Governo e su problemi di rilevante importanza da
sottoporre al Consiglio dei ministri, eventualmente
avvalendosi anche di esperti non appartenenti alla pubblica
amministrazione;
i) puo' disporre la costituzione di gruppi di
studio e di lavoro composti in modo da assicurare la
presenza di tutte le competenze dicasteriali interessate ed
eventualmente di esperti anche non appartenenti alla
pubblica amministrazione.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo degli articoli 50, comma 6, e 99,
comma 3-bis, del citato decreto legislativo 31 marzo 2023,
n. 36:
«Art. 50 (Procedure per l'affidamento). - (Omissis.)
6. Dopo la verifica dei requisiti dell'aggiudicatario
la stazione appaltante puo' procedere all'esecuzione
anticipata del contratto; nel caso di mancata stipulazione
l'aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese
sostenute per l'esecuzione dei lavori ordinati dal
direttore dei lavori e, nel caso di servizi e forniture,
per le prestazioni eseguite su ordine del direttore
dell'esecuzione.
(Omissis.).»
«Art. 99 (Verifica del possesso dei
requisiti).(Omissis.)
3-bis. In caso di malfunzionamento, anche parziale,
del fascicolo virtuale dell'operatore economico o delle
piattaforme, banche dati o sistemi di interoperabilita' ad
esso connessi ai sensi dell'articolo 24, decorsi trenta
giorni dalla proposta di aggiudicazione, l'organo
competente e' autorizzato a disporre comunque
l'aggiudicazione, che e' immediatamente efficace, previa
acquisizione di un'autocertificazione dell'offerente, resa
ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di documentazione amministrativa,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445, che attesti il possesso dei
requisiti e l'assenza delle cause di esclusione che, a
causa del predetto malfunzionamento, non e' stato possibile
verificare entro il suddetto termine con le modalita' di
cui ai commi 1 e 2. Resta fermo l'obbligo di concludere in
un congruo termine le verifiche sul possesso dei requisiti.
Qualora, a seguito del controllo, sia accertato
l'affidamento a un operatore privo dei requisiti, la
stazione appaltante, ferma l'applicabilita' delle
disposizioni vigenti in tema di esclusione, revoca o
annullamento dell'aggiudicazione, di inefficacia o
risoluzione del contratto e di responsabilita' per false
dichiarazioni rese dall'offerente, recede dal contratto,
fatto salvo il pagamento del valore delle prestazioni
eseguite e il rimborso delle spese eventualmente sostenute
per l'esecuzione della parte rimanente, nei limiti delle
utilita' conseguite, e procede alle segnalazioni alle
competenti autorita'.».
- La direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e
che abroga la direttiva 2004/18/CE, e' pubblicata nella
GUUE 28 marzo 2014, n. L 94.
- Si riporta il testo degli articoli 2 e 9 della
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone
con disabilita', ratificata ai sensi della legge 3 marzo
2009, n. 18, recante «Ratifica ed esecuzione della
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone
con disabilita', con Protocollo opzionale, fatta a New York
il 13 dicembre 2006 e istituzione dell'Osservatorio
nazionale sulla condizione delle persone con disabilita'»:
«Article 2 (Definitions). - For the purposes of the
present Convention:
"Communication" includes languages, display of
text, Braille, tactile communication, large print,
accessible multimedia as well as written, audio,
plain-language, human-reader and augmentative and
alternative modes, means and formats of communication,
including accessible information and communication
technology;
"Language" includes spoken and signed languages and
other forms of non spoken languages;
"Discrimination on the basis of disability" means
any distinction, exclusion or restriction on the basis of
disability which has the purpose or effect of impairing or
nullifying the recognition, enjoyment or exercise, on an
equal basis with others, of all human rights and
fundamental freedoms in the political, economic, social,
cultural, civil or any other field. It includes all forms
of discrimination, including denial of reasonable
accommodation;
"Reasonable accommodation" means necessary and
appropriate modification and adjustments not imposing a
disproportionate or undue burden where needed in a
particular case, to ensure to persons with disabilities the
enjoyment or exercise on an equal basis with others of all
human rights and fundamental freedoms;
"Universal design" means the design of products,
environments, programmes and services to be usable by all
people, to the greatest extent possible, without the need
for adaptation or specialized design. "Universal design"
shall not exclude assistive devices for particular groups
of persons with disabilities where this is needed.»
Omissis.
«Article 9 (Accessibility). - 1. To enable persons
with disabilities to live independently and participate
fully in all aspects of life, States Parties shall take
appropriate measures to ensure to persons with disabilities
access, on an equal basis with others, to the physical
environment, to transportation, to information and
communications, including information and communications
technologies and systems, and to other facilities and
services open or provided to the public, both in urban and
in rural areas. These measures, which shall include the
identification and elimination of obstacles and barriers to
accessibility, shall apply to, inter alia:
(a) Buildings, roads, transportation and other
indoor and outdoor facilities, including schools, housing,
medical facilities and workplaces;
(b) Information, communications and other services,
including electronic service and emergency services.
2. States Parties shall also take appropriate
measures:
(a) To develop, promulgate and monitor the
implementation of minimum standards and guidelines for the
accessibility of facilities and services open or provided
to the public;
(b) To ensure that private entities that offer
facilities and services which are open or provided to the
public take into account all aspects of accessibility for
persons with disabilities;
(c) To provide training for stakeholders on
accessibility issues facing persons with disabilities;
(d) To provide in buildings and other facilities
open to the public signage in Braille and in easy to read
and understand forms;
(e) To provide forms of live assistance and
intermediaries, including guides, readers and professional
sign language interpreters, to facilitate accessibility to
buildings and other facilities open to the public;
(f) To promote other appropriate forms of
assistance and support to persons with disabilities to
ensure their access to information;
(g) To promote access for persons with disabilities
to new information and communications technologies and
systems, including the Internet;
(h) To promote the design, development, production
and distribution of accessible information and
communications technologies and systems at an early stage,
so that these technologies and systems become accessible at
minimum cost."
Omissis.».
- Si riporta il testo dell'articolo 17, comma 14, della
legge 15 maggio 1997, n. 127, recante «Misure urgenti per
lo snellimento dell'attivita' amministrativa e dei
procedimenti di decisione e di controllo»:
«Art. 17 (Ulteriori disposizioni in materia di
semplificazione dell'attivita' amministrativa e di
snellimento dei procedimenti di decisione e di controllo).
- (Omissis.)
14. Nel caso in cui disposizioni di legge o
regolamentari dispongano l'utilizzazione presso le
amministrazioni pubbliche di un contingente di personale in
posizione di fuori ruolo o di comando, le amministrazioni
di appartenenza sono tenute ad adottare il provvedimento di
fuori ruolo o di comando entro quindici giorni dalla
richiesta.
(Omissis.).»
- Si riporta il testo dell'articolo 70, comma 12, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante «Norme
generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche»:
«Art. 70 (Norme finali). - (Omissis.)
12. In tutti i casi, anche se previsti da normative
speciali, nei quali enti pubblici territoriali, enti
pubblici non economici o altre amministrazioni pubbliche,
dotate di autonomia finanziaria sono tenute ad autorizzare
la utilizzazione da parte di altre pubbliche
amministrazioni di proprio personale, in posizione di
comando, di fuori ruolo, o in altra analoga posizione,
l'amministrazione che utilizza il personale rimborsa
all'amministrazione di appartenenza l'onere relativo al
trattamento fondamentale. La disposizione di cui al
presente comma si applica al personale comandato, fuori
ruolo o in analoga posizione presso l'ARAN a decorrere
dalla completa attuazione del sistema di finanziamento
previsto dall'art. 46, commi 8 e 9, del presente decreto,
accertata dall'organismo di coordinamento di cui all'art.
41, comma 6 del medesimo decreto. Il trattamento economico
complessivo del personale inserito nel ruolo provvisorio ad
esaurimento del Ministero delle finanze istituito
dall'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio
1998, n. 283, in posizione di comando, di fuori ruolo o in
altra analoga posizione, presso enti pubblici territoriali,
enti pubblici non economici o altre amministrazioni
pubbliche dotate di autonomia finanziaria, rimane a carico
dell'amministrazione di appartenenza.
(Omissis.).».
- Il decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante
«Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE
concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario
di lavoro» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 aprile
2003, n. 66.
- Si riporta il testo dell'articolo 3 del decreto-legge
11 marzo 2020, n. 16 (Disposizioni urgenti per
l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e
paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e delle finali
ATP Torino 2021 - 2025, nonche' in materia di divieto di
attivita' parassitarie), convertito, con modificazioni,
dalla legge 8 maggio 2020, n. 31:
«Art. 3. ("Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026
S.p.A."). - 1. E' autorizzata la costituzione della
Societa' "Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A.",
con sede in Roma, il cui oggetto sociale e' lo svolgimento
delle attivita' indicate al comma 2. La Societa' e'
partecipata dai Ministeri dell'economia e delle finanze e
delle infrastrutture e dei trasporti nella misura del 35
per cento ciascuno, dalla Regione Lombardia e dalla Regione
Veneto nella misura del 10 per cento ciascuna, dalle
Province autonome di Trento e di Bolzano nella misura del 5
per cento ciascuna. La Societa' e' sottoposta alla
vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti che, d'intesa con le Regioni Lombardia e Veneto e
le Province autonome di Trento e di Bolzano, esercita il
controllo analogo congiunto, ai sensi dell'articolo 5,
comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. La
Societa' e' iscritta di diritto nell'elenco di cui
all'articolo 192, comma 1, del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50. L'atto costitutivo e lo statuto sono
predisposti nel rispetto della normativa in materia di
societa' per azioni e del decreto legislativo 19 agosto
2016, n. 175, recante testo unico in materia di societa' a
partecipazione pubblica.
2. Lo scopo statutario e' la progettazione nonche' la
realizzazione, quale centrale di committenza e stazione
appaltante, anche stipulando convenzioni con altre
amministrazioni aggiudicatrici, del piano complessivo delle
opere olimpiche, costituito dalle opere individuate con
decreto adottato ai sensi dell'articolo 1, comma 20, della
legge 27 dicembre 2019, n. 160, da quelle individuate con
decreto adottato ai sensi dell'articolo 1, comma 774, della
legge 30 dicembre 2020, n. 178, ad eccezione delle opere
affidate quale soggetto attuatore alla societa' ANAS
S.p.A., nonche' da quelle, anche connesse e di contesto,
relative agli impianti sportivi olimpici, finanziate
interamente sulla base di un piano degli interventi
predisposto dalla societa', d'intesa con il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e con le regioni
interessate. Rientrano, altresi', nello scopo statutario
della Societa' le attivita' relative alla fornitura e
gestione di beni e servizi e alla realizzazione di
interventi, incluse le infrastrutture e gli impianti, anche
provvisori, individuati mediante convenzioni con il
Commissario straordinario di cui all'articolo 5 del
decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 2025, n. 119,
finalizzati a garantire la funzionalita' e
l'accessibilita', anche dal punto di vista trasportistico e
logistico, delle opere olimpiche e delle opere connesse e
di contesto dei Giochi olimpici e paralimpici invernali
Milano Cortina 2026. Il piano complessivo delle opere e'
approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze.
2-bis. Al fine di assicurare la tempestiva
realizzazione delle opere di cui al comma 2, all'organo di
amministrazione della Societa', di cui al comma 5 del
presente articolo, sono attribuiti i poteri e le facolta'
previsti dall'articolo 61, commi 4, 5, 7 e 8, del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
2-ter. Per la realizzazione degli interventi
ricompresi nei piani approvati ai sensi del presente
articolo, che incidono sulle zone di protezione speciale e
sui siti di importanza comunitaria, si applicano i criteri
e la disciplina previsti dalla direttiva 92/43/CEE del
Consiglio, del 21 maggio 1992. L'intervento pubblico per il
completamento delle opere necessarie allo svolgimento dei
Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026
deve tener conto delle esigenze degli atleti e delle
persone con disabilita'.
2-quater. A decorrere dal 25 maggio 2022, la Societa'
diviene altresi' soggetto attuatore degli interventi, non
ancora completati alla data del 30 aprile 2022, ricompresi
nel piano di cui all'articolo 61, comma 4, del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96;
conseguentemente, la Societa' subentra nei rapporti
giuridici attivi e passivi, ivi compresa la gestione della
contabilita' speciale n. 6081 intestata al commissario,
sorti in relazione alla gestione commissariale di cui
all'articolo 61, comma 1, del medesimo decreto-legge n. 50
del 2017, che cessa pertanto di avere efficacia.
2-quinquies. La Societa' e' iscritta di diritto
nell'elenco di cui all'articolo 63, comma 1, del decreto
legislativo 31 marzo 2023, n. 36 per la progettazione,
l'affidamento e l'esecuzione delle opere di cui ai commi 2
e 2-quater.
3. La Societa' ha durata fino al 31 dicembre 2026. I
rapporti attivi e passivi in essere alla data del 31
dicembre 2026 sono disciplinati secondo le disposizioni del
codice civile.
4. Il capitale sociale e' fissato in 1 milione di
euro. Ai conferimenti dei Ministeri si provvede, nell'anno
2020, quanto alla quota del Ministero dell'economia e delle
finanze, pari ad euro 350.000,00, mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto
capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale
2020-2022, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e
speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,
allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al
medesimo ministero, e, quanto alla quota del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, pari ad euro
350.000,00, mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 145,
comma 33, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
5. L'organo di amministrazione della Societa' e'
composto da cinque membri, dei quali:
a) tre designati dal Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze e con l'Autorita' di Governo competente in
materia di sport, di cui:
1) uno con funzioni di presidente;
2) uno con funzioni di amministratore delegato,
al quale sono altresi' attribuite le funzioni di cui al
comma 5-ter, primo periodo, al comma 5-ter.1 e al comma
5-ter.2;
3) un consigliere con delega sulle attribuzioni
di cui al comma 5-ter, secondo periodo;
b) uno designato dalla regione Lombardia;
c) uno designato congiuntamente dalla regione
Veneto e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.
5-bis. Alle riunioni dell'organo di amministrazione
puo' partecipare, senza diritto di voto, l'amministratore
delegato della Fondazione di cui all'articolo 2.
5-ter. All'amministratore delegato di cui al comma 5,
lettera a), numero 2), sono attribuite le funzioni di
commissario straordinario per la realizzazione degli
interventi stradali di cui all'Allegato 1, che costituisce
parte integrante del presente decreto, nonche' degli
interventi di cui all'articolo 16, comma 3-bis, del
decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2021, n. 156.
L'organo di amministrazione delega al consigliere di cui al
comma 5, lettera a), numero 3), le proprie attribuzioni in
materia di monitoraggio e coordinamento delle attivita' di
internal auditing e rendicontazione. Sulle funzioni
delegate ai sensi del presente comma, l'organo di
amministrazione puo', in qualunque momento, impartire
direttive e avocare a se' operazioni rientranti nella
delega.
5-ter.1. All'amministratore delegato di cui al comma
5, lettera a), numero 2), sono altresi' attribuite le
funzioni di commissario straordinario per la realizzazione
degli interventi di cui all'Allegato 1-bis, che costituisce
parte integrante del presente decreto, con i poteri di cui
all'articolo 4, commi 2 e 3, del decreto-legge 18 aprile
2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
giugno 2019, n. 55. Restano validi gli atti e i
provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti
prodottisi e i rapporti giuridici sorti antecedentemente
alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
Al Commissario straordinario non spettano compensi, gettoni
di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque
denominati. Per lo svolgimento delle funzioni
commissariali, l'amministratore delegato di cui al comma 5,
lettera a), numero 2), puo' avvalersi delle strutture della
societa' di cui al comma 1 e delle amministrazioni centrali
e periferiche dello Stato e degli altri enti territoriali,
senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono agli
adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
5-ter.2. All'amministratore delegato di cui al comma
5, lettera a), numero 2), sono altresi' attribuite le
funzioni di commissario straordinario per la realizzazione
degli interventi di cui all'Allegato 1-ter, che costituisce
parte integrante del presente decreto, con i poteri di cui
all'articolo 4, commi 2 e 3, del decreto-legge 18 aprile
2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
giugno 2019, n. 55. Restano validi gli atti e i
provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti
prodottisi e i rapporti giuridici sorti antecedentemente
alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
Al Commissario straordinario non spettano compensi, gettoni
di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque
denominati. Per lo svolgimento delle funzioni
commissariali, l'amministratore delegato di cui al comma 5,
lettera a), numero 2), puo' avvalersi delle strutture della
societa' di cui al comma 1, delle amministrazioni centrali
e periferiche dello Stato e degli altri enti territoriali,
nonche' di societa' controllate direttamente o
indirettamente dallo Stato, dalle regioni o dalle province
autonome e di altri soggetti di cui all'articolo 1, comma
2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
amministrazioni competenti provvedono agli adempimenti
previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente.
5-quater. Nel caso in cui l'organo di amministrazione
decida di procedere, conformemente allo statuto, alla
nomina del direttore generale della Societa', l'incarico e'
conferito all'amministratore delegato della medesima
Societa'.
6. Il collegio sindacale della Societa' si compone di
cinque membri, dei quali tre designati dal Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze e con l'Autorita' di Governo
competente in materia di sport, di cui uno con funzioni di
Presidente, e due designati congiuntamente dalle Regioni
Lombardia e Veneto e dalle Province autonome di Trento e di
Bolzano. Non si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 2397, primo comma, secondo periodo, del codice
civile.
7.
8. La Societa' cura il monitoraggio costante dello
stato di avanzamento delle attivita' di cui al comma 2,
informandone periodicamente il Comitato Organizzatore.
9. Per le sue esigenze, la Societa' stipula contratti
di lavoro autonomo e di lavoro subordinato. Alle assunzioni
a tempo determinato negli anni 2020 e 2021 si applica
l'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 12 luglio 2018, n.
87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto
2018, n. 96. Si applicano, in ogni caso, le disposizioni di
cui all'articolo 23-bis del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165.
10. Alla Societa' si applicano le disposizioni del
decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, del decreto
legislativo 8 aprile 2013, n. 39 e del decreto legislativo
19 agosto 2016, n. 175, ad eccezione dell'articolo 9, comma
1.
11. Per lo svolgimento delle sue funzioni e'
attribuito alla Societa' un corrispettivo fino al limite
massimo del 3 per cento dell'importo complessivo lordo dei
lavori e delle forniture desunto dal quadro economico
effettivo inserito nel sistema di monitoraggio di cui al
comma 12. L'ammontare di tale corrispettivo e' incluso
nella voce 'oneri di investimento' compresa nel quadro
economico di ciascun progetto delle opere di cui al comma
2. Per lo svolgimento diretto da parte della Societa' delle
attivita' previste nelle voci di spesa afferenti ai servizi
di ingegneria e architettura del quadro economico degli
interventi e' attribuito alla medesima Societa' un
ulteriore corrispettivo, nel limite delle somme previste
nei quadri economici destinate ai predetti servizi. Qualora
tali servizi siano affidati a soggetti terzi, si applicano
le procedure previste dal codice dei contratti pubblici, di
cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36.
11-bis. Con uno o piu' decreti del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e della mobilita' sostenibili, di concerto
con l'autorita' di Governo competente in materia di sport,
possono essere individuati gli interventi, tra quelli di
cui al comma 2, caratterizzati da elevata complessita'
progettuale o procedurale, sottoposti alla procedura di cui
all'articolo 44 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021,
n. 108.
12. Il monitoraggio degli interventi di cui al
presente articolo e' realizzato ai sensi del decreto
legislativo 29 dicembre 2011, n. 229 e le opere sono
classificate come "Olimpiadi Milano Cortina 2026".
12-bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019,
n. 160, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 18, primo periodo, la parola:
"riservato" e' sostituita dalla seguente: "autorizzato" e
le parole: "a valere sulle" sono sostituite dalle seguenti:
"con corrispondente riduzione delle";
b) al comma 20:
1) al primo periodo, dopo le parole: "di Trento e
di Bolzano" sono inserite le seguenti: ", che e' resa
sentiti gli enti locali territorialmente interessati";
2) dopo il secondo periodo e' aggiunto il
seguente: "I decreti di cui al primo periodo sono trasmessi
alle Camere per essere deferiti alle Commissioni
parlamentari competenti per materia.
12-ter. Alle controversie relative all'approvazione dei
piani approvati ai sensi del presente articolo, alle
procedure di espropriazione, con esclusione di quelle
relative alla determinazione delle indennita'
espropriative, e alle procedure di progettazione,
approvazione e realizzazione degli interventi individuati
negli stessi piani, si applica l'articolo 125 del codice
del processo amministrativo, di cui all'allegato 1 al
decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, in ogni caso
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».
- Si riporta il testo dell'articolo 2-bis del
decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95 («Disposizioni urgenti
per il finanziamento di attivita' economiche e imprese,
nonche' interventi di carattere sociale e in materia di
infrastrutture, trasporti ed enti territoriali»),
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2025,
n. 118:
«Art. 2-bis (Proroga dell'operativita' della societa'
"Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A."). - 1.
L'operativita' della societa' "Infrastrutture Milano
Cortina 2020-2026 S.p.A." costituita ai sensi dell'articolo
3, comma 1, del decreto-legge 11 marzo 2020, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 maggio 2020,
n. 31, puo' essere prorogata, con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sentiti il Ministro per lo
sport e i giovani e i Presidenti delle regioni Lombardia e
Veneto e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in
deroga a quanto previsto dall'articolo 3, comma 3, del
citato decreto-legge n. 16 del 2020, sino al 31 dicembre
2033 per la realizzazione di infrastrutture inserite nel
Piano complessivo delle opere olimpiche, adottato ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, del citato decreto-legge n. 16
del 2020, previo rilascio di un'asseverazione della
societa' da parte di uno o piu' soggetti forniti di
adeguata esperienza e qualificazione professionale
individuati dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti. L'asseverazione di cui al primo periodo e'
finalizzata a validare la capacita' del piano
economico-finanziario della societa' di generare, per
l'intera durata prevista, flussi di cassa idonei a coprire
integralmente i costi operativi e gli investimenti
programmati, nonche' a garantire l'equilibrio economico e
gestionale, assicurando, per ciascuno degli esercizi del
Piano, l'autosufficienza finanziaria.
2. Il decreto di cui al comma 1 definisce in
particolare le modifiche dello statuto sociale necessarie
in coerenza con quanto disposto dal medesimo comma 1.»
- Si riporta il testo dell'articolo 10, commi 1 e 2,
del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (Governance del
Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di
rafforzamento delle strutture amministrative e di
accelerazione e snellimento delle procedure), convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108:
«Art. 10 (Misure per accelerare la realizzazione
degli investimenti pubblici). - 1. Per sostenere la
definizione e l'avvio delle procedure di affidamento ed
accelerare l'attuazione degli investimenti pubblici, in
particolare di quelli previsti dal PNRR e dai cicli di
programmazione nazionale e dell'Unione europea 2014-2020 e
2021-2027, le amministrazioni interessate, mediante
apposite convenzioni, possono avvalersi del supporto
tecnico-operativo di societa' in house qualificate ai sensi
dell'articolo 38 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n.
50.
2. L'attivita' di supporto di cui al comma 1 copre
anche le fasi di definizione, attuazione, monitoraggio e
valutazione degli interventi e comprende azioni di
rafforzamento della capacita' amministrativa, anche
attraverso la messa a disposizione di esperti
particolarmente qualificati.
(Omissis.).».
- Si riporta l'articolo 4, comma 3-bis, del
decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 «Disposizioni urgenti
per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per
l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di
rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi
sismici», convertito, con modificazioni, dalla legge 14
giugno 2019, n. 55:
«Art. 4 (Commissari straordinari, interventi
sostitutivi e responsabilita' erariali). - (Omissis.)
3-bis. E' autorizzata l'apertura di apposite
contabilita' speciali intestate ai Commissari straordinari,
nominati ai sensi del presente articolo, per le spese di
funzionamento e di realizzazione degli interventi nel caso
svolgano le funzioni di stazione appaltante. Il Commissario
predispone e aggiorna, mediante apposito sistema reso
disponibile dal Dipartimento della Ragioneria Generale
dello Stato, il cronoprogramma dei pagamenti degli
interventi in base al quale le amministrazioni competenti,
ciascuna per la parte di propria competenza, assumono gli
impegni pluriennali di spesa a valere sugli stanziamenti
iscritti in bilancio riguardanti il trasferimento di
risorse alle contabilita' speciali. Conseguentemente, il
Commissario, nei limiti delle risorse impegnate in
bilancio, puo' avviare le procedure di affidamento dei
contratti anche nelle more del trasferimento delle risorse
sulla contabilita' speciale. Gli impegni pluriennali
possono essere annualmente rimodulati con la legge di
bilancio in relazione agli aggiornamenti del cronoprogramma
dei pagamenti nel rispetto dei saldi di finanza pubblica.
Le risorse destinate alla realizzazione degli interventi
sono trasferite, previa tempestiva richiesta del
Commissario alle amministrazioni competenti, sulla
contabilita' speciale sulla base degli stati di avanzamento
dell'intervento comunicati al Commissario. I provvedimenti
di natura regolatoria, ad esclusione di quelli di natura
gestionale, adottati dai Commissari straordinari sono
sottoposti al controllo preventivo della Corte dei conti e
pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
italiana. Si applica l'articolo 3, comma 1-bis, della legge
14 gennaio 1994, n. 20. I termini di cui all'articolo 27,
comma 1, della legge 24 novembre 2000, n. 340, sono
dimezzati. In ogni caso, durante lo svolgimento della fase
del controllo, l'organo emanante puo', con motivazione
espressa, dichiarare i predetti provvedimenti
provvisoriamente efficaci, esecutori ed esecutivi, a norma
degli articoli 21-bis, 21-ter e 21-quater, della legge 7
agosto 1990, n. 241. Il monitoraggio degli interventi
effettuati dai Commissari straordinari avviene sulla base
di quanto disposto dal decreto legislativo 29 dicembre
2011, n. 229.
(Omissis.).».
 
Art. 4
Fondo di garanzia per morosita' incolpevole per contratti di
locazione di edilizia residenziale pubblica

1. Al fine di sostenere i conduttori di alloggi di edilizia residenziale pubblica di cui al presente capo in condizione di morosita' incolpevole, e' istituito, ((nello)) stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, un Fondo di garanzia con una dotazione iniziale pari a 22 milioni di euro per l'anno 2026 e 2 milioni di euro per l'anno 2027, destinato alla copertura del rischio di morosita' incolpevole e del deposito cauzionale connessi ai contratti di locazione di edilizia residenziale pubblica nel caso di sopravvenuta impossibilita' del conduttore di adempiere alle obbligazioni contrattuali di pagamento per cause non imputabili alla sua volonta', e alimentato con quota parte dei canoni di locazione versati dai conduttori degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il ((Fondo di cui)) al primo periodo, nei limiti delle somme erogate, si surroga nei diritti del locatore. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 22 milioni di euro per l'anno 2026 e a 2 milioni di euro per l'anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli di cui all'articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124.
2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti l'entita' della quota del canone di locazione destinato al Fondo di cui al comma 1, i criteri e le condizioni di accesso al medesimo Fondo, le modalita' di erogazione e di surrogazione, le procedure di verifica del rispetto del limite di spesa di cui al medesimo comma 1 e ogni altra disposizione attuativa.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 6, comma 5, del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102 («Disposizioni urgenti
in materia di IMU, di altra fiscalita' immobiliare, di
sostegno alle politiche abitative e di finanza locale,
nonche' di cassa integrazione guadagni e di trattamenti
pensionistici.»), convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 ottobre 2013, n. 124:
«Art. 6 (Misure di sostegno all'accesso
all'abitazione e al settore immobiliare). -(Omissis.)
5. E' istituito presso il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti un Fondo destinato agli
inquilini morosi incolpevoli, con una dotazione pari a 20
milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015. Le
risorse del Fondo possono essere utilizzate nei Comuni ad
alta tensione abitativa che abbiano avviato, entro la data
di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, bandi o altre procedure amministrative
per l'erogazione di contributi in favore di inquilini
morosi incolpevoli. Con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, le risorse assegnate
al Fondo di cui al primo periodo sono ripartite tra le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Con
il medesimo decreto sono stabiliti i criteri e le priorita'
da rispettare nei provvedimenti comunali che definiscono le
condizioni di morosita' incolpevole che consentono
l'accesso ai contributi. Le risorse di cui al presente
comma sono assegnate prioritariamente alle regioni che
abbiano emanato norme per la riduzione del disagio
abitativo, che prevedano percorsi di accompagnamento
sociale per i soggetti sottoposti a sfratto, anche
attraverso organismi comunali. A tal fine, le
prefetture-uffici territoriali del Governo adottano misure
di graduazione programmata dell'intervento della forza
pubblica nell'esecuzione dei provvedimenti di sfratto.
(Omissis.).»
 
((Art. 4 bis
Disposizioni in materia di priorita' delle famiglie cui appartengono
soggetti con disabilita' grave nell'accesso alle prestazioni del
Fondo di garanzia per la prima casa

1. A decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono comprese tra le categorie prioritarie esclusivamente ammesse all'accesso al Fondo di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, le seguenti categorie:
a) le persone con disabilita' permanente accertata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
b) i componenti di un nucleo familiare al quale appartenga da almeno due anni un familiare convivente, che sia figlio o figlia ovvero fratello o sorella del richiedente, con disabilita' permanente accertata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
2. Per le domande di accesso al credito presentate dai soggetti di cui al comma 1, la garanzia del Fondo di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e' rilasciata nella misura del 50 per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere sui finanziamenti concessi, ovvero nella misura dell'80 per cento della quota capitale nel caso in cui i soggetti richiedenti di cui al comma 1 abbiano un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente, determinato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 40.000 euro annui.
3. Per le garanzie rilasciate alle condizioni di cui ai commi 1 e 2 e' accantonato, a titolo di coefficiente di rischio, un importo non inferiore al 10 per cento dell'importo garantito del finanziamento.
4. Alle operazioni di finanziamento ammesse alla garanzia del Fondo di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, alle condizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, si applicano le disposizioni introdotte dall'articolo 35- bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 novembre 2022, n. 175.
5. Per le finalita' di cui al comma 1, il Fondo di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e' incrementato di 6 milioni di euro per l'anno 2026 e di 8 milioni di euro per l'anno 2027. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.))


Riferimenti normativi

- Si riporta il testo del comma 48 dell'articolo 1,
della legge 27 dicembre 2013, n. 147, recante «Disposizioni
per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato (legge di stabilita' 2014)»:
«(Omissis.)
48. Ai fini del riordino del sistema delle garanzie
per l'accesso al credito delle famiglie e delle imprese,
del piu' efficiente utilizzo delle risorse pubbliche e
della garanzia dello Stato anche in sinergia con i sistemi
locali di garanzia, del contenimento dei potenziali impatti
sulla finanza pubblica, e' istituito il Sistema nazionale
di garanzia, che ricomprende i seguenti fondi e strumenti
di garanzia:
a) il Fondo di garanzia per le piccole e medie
imprese di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della
legge 23 dicembre 1996, n. 662. L'amministrazione del
Fondo, ai sensi dell'articolo 47 del testo unico di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive
modificazioni, e' affidata a un consiglio di gestione,
composto da due rappresentanti del Ministero dello sviluppo
economico di cui uno con funzione di presidente, da un
rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze
con funzione di vice presidente, da un rappresentante del
Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, da un
rappresentante indicato dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano. Ai componenti del consiglio di
gestione e' riconosciuto un compenso annuo pari a quello
stabilito per i componenti del comitato di amministrazione
istituito ai sensi dell'articolo 15, comma 3, della legge 7
agosto 1997, n. 266, e successive modificazioni. Il
Ministero dello sviluppo economico comunica al gestore del
Fondo i nominativi dei componenti del consiglio di
gestione, che e' istituito ai sensi del citato articolo 47
del decreto legislativo n. 385 del 1993, affinche' provveda
alla sua formale costituzione. Con l'adozione del
provvedimento di costituzione del consiglio di gestione da
parte del gestore decade l'attuale comitato di
amministrazione del Fondo;
b) la Sezione speciale di garanzia «Progetti di
ricerca e innovazione», istituita nell'ambito del Fondo di
garanzia di cui alla lettera a), con una dotazione
finanziaria di euro 100.000.000 a valere sulle
disponibilita' del medesimo Fondo. La Sezione e' destinata
alla concessione, a titolo oneroso, di garanzie a copertura
delle prime perdite su portafogli di un insieme di
progetti, di ammontare minimo pari a euro 500.000.000,
costituiti da finanziamenti concessi dalla Banca europea
per gli investimenti (BEI), direttamente o attraverso
banche e intermediari finanziari, per la realizzazione di
grandi progetti per la ricerca e l'innovazione industriale
posti in essere da imprese di qualsiasi dimensione, con
particolare riguardo alle piccole e medie imprese, alle
reti di imprese e ai raggruppamenti di imprese individuati
sulla base di uno specifico accordo-quadro di
collaborazione tra il Ministero dello sviluppo economico,
il Ministero dell'economia e delle finanze e la BEI. Con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
definiti i criteri, le modalita' di selezione e le
caratteristiche dei progetti da includere nel portafoglio,
le tipologie di operazioni ammissibili e la misura massima
della garanzia in relazione al portafoglio garantito,
nonche' le modalita' di concessione, di gestione e di
escussione della medesima garanzia. Le risorse della
Sezione speciale possono essere incrementate anche da quota
parte delle risorse della programmazione 2014-2020 dei
fondi strutturali comunitari;
c) il Fondo di garanzia per la prima casa, per la
concessione di garanzie, a prima richiesta, su mutui
ipotecari o su portafogli di mutui ipotecari, istituito
presso il Ministero dell'economia e delle finanze, cui sono
attribuite risorse pari a euro 200 milioni per ciascuno
degli anni 2014, 2015 e 2016, nonche' le attivita' e le
passivita' del Fondo di cui all'articolo 13, comma 3-bis,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, fermo
restando quanto previsto dall'ultimo periodo della presente
lettera. Il Fondo di garanzia per la prima casa opera con
il medesimo conto corrente di tesoreria del Fondo di cui al
predetto articolo 13, comma 3-bis, del decreto-legge n. 112
del 2008. La garanzia del Fondo e' concessa nella misura
massima del 50 per cento della quota capitale, tempo per
tempo in essere sui finanziamenti connessi all'acquisto e
ad interventi di ristrutturazione e accrescimento
dell'efficienza energetica di unita' immobiliari, site sul
territorio nazionale, da adibire ad abitazione principale
del mutuatario, esclusivamente per l'accesso al credito da
parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari
monogenitoriali con figli minori, da parte dei conduttori
di alloggi di proprieta' degli Istituti autonomi per le
case popolari, comunque denominati, nonche' dei giovani che
non hanno compiuto trentasei anni di eta'. Gli interventi
del Fondo di garanzia per la prima casa sono assistiti
dalla garanzia dello Stato, quale garanzia di ultima
istanza. La dotazione del Fondo puo' essere incrementata
mediante versamento di contributi da parte delle regioni e
di altri enti e organismi pubblici ovvero con l'intervento
della Cassa depositi e prestiti Spa, anche a valere su
risorse di soggetti terzi e anche al fine di incrementare
la misura massima della garanzia del Fondo. Il Fondo opera
entro il limite massimo degli impegni assumibili su base
cumulata, fissato annualmente dalla legge di bilancio,
tenendo conto dell'esposizione in essere al 31 dicembre
dell'anno precedente a quello di riferimento alle nuove
garanzie che si prevede di concedere nel corso dell'anno di
riferimento. Per l'anno 2026, il limite massimo degli
impegni assumibili e' fissato in 43.000 milioni di euro.
Con uno o piu' decreti di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro con delega alle politiche giovanili e con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite le norme di attuazione del
Fondo, comprese le condizioni alle quali e' subordinato il
mantenimento dell'efficacia della garanzia del Fondo in
caso di cessione del mutuo, nonche' i criteri, le
condizioni e le modalita' per l'operativita' della garanzia
dello Stato e per l'incremento della dotazione del Fondo.
Il Fondo di garanzia di cui all'articolo 13, comma 3-bis,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, continua
ad operare fino all'emanazione dei decreti attuativi che
rendano operativo il Fondo di garanzia per la prima casa.
La Concessionaria servizi assicurativi pubblici (Consap)
Spa presenta una relazione scritta al Ministro
dell'economia e delle finanze, al Ministro per le pari
opportunita' e la famiglia, al Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti e alle competenti
Commissioni parlamentari entro il 30 giugno di ogni anno,
nella quale si indicano, tra l'altro, le percentuali delle
garanzie concesse alle categorie alle quali e' riconosciuta
priorita', sul totale delle risorse del Fondo di cui alla
presente lettera, e che illustra l'avvenuta attivita' di
verifica approfondita sull'applicazione dei tassi, da parte
degli istituti di credito, nei confronti dei beneficiari
prioritari e non prioritari del finanziamento;
c-bis) la sezione speciale, che e' istituita
nell'ambito del Fondo di garanzia di cui alla lettera c),
per la concessione, a titolo oneroso, di garanzie, a prima
richiesta, nella misura massima del 50 per cento della
quota capitale, tempo per tempo in essere sui
finanziamenti, anche chirografari, ai condomini, connessi
ad interventi di ristrutturazione per accrescimento
dell'efficienza energetica. Gli interventi della sezione
speciale sono assistiti dalla garanzia dello Stato, quale
garanzia di ultima istanza. Alla sezione speciale sono
attribuite risorse pari a 10 milioni di euro per l'anno
2020 e 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021,
2022 e 2023. La dotazione della sezione speciale puo'
essere incrementata mediante versamento di contributi da
parte delle regioni e di altri enti e organismi pubblici
ovvero con l'intervento della Cassa depositi e prestiti
Spa, anche a valere su risorse di soggetti terzi e anche al
fine di incrementare la misura massima della garanzia. Per
ogni finanziamento ammesso alla sezione speciale e'
accantonato a copertura del rischio un importo non
inferiore all'8 per cento dell'importo garantito. Con uno o
piu' decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, sono stabiliti le norme di attuazione della
sezione speciale, ivi comprese le condizioni alle quali e'
subordinato il mantenimento dell'efficacia della garanzia
in caso di cessione del finanziamento, nonche' i criteri,
le condizioni e le modalita' per l'operativita' della
garanzia dello Stato e per l'incremento della dotazione
della sezione speciale.
(Omissis.).»
- Si riporta il testo dell'articolo 3, comma 3, della
legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante «Legge-quadro per
l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle
persone handicappate»:
«Art. 3 (Soggetti aventi diritto). - (Omissis.)
3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia
ridotto l'autonomia personale, correlata all'eta', in modo
da rendere necessario un intervento assistenziale
permanente, continuativo e globale nella sfera individuale
o in quella di relazione, la situazione assume connotazione
di gravita'. Le situazioni riconosciute di gravita'
determinano priorita' nei programmi e negli interventi dei
servizi pubblici.
(Omissis).»
- Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
5 dicembre 2013, n. 159, recante «Regolamento concernente
la revisione delle modalita' di determinazione e i campi di
applicazione dell'Indicatore della situazione economica
equivalente (ISEE)», e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
24 gennaio 2014, n. 19.
- Si riporta il testo dell'articolo 35-bis del
decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144 «Ulteriori misure
urgenti in materia di politica energetica nazionale,
produttivita' delle imprese, politiche sociali e per la
realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza
(PNRR)», convertito, con modificazioni, dalla legge 17
novembre 2022, n. 175:
«Art. 35-bis (Modifiche all'articolo 64 del
decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, in
materia di garanzie su mutui per l'acquisto della casa di
abitazione). - 1. All'articolo 64, comma 3, del
decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, sono
aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Per le domande
presentate dal 1° dicembre 2022 al 31 dicembre 2022, che
rispettino i requisiti di priorita' e le condizioni di cui
al primo periodo, l'elevazione della garanzia fino all'80
per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere
sui finanziamenti concessi, puo' essere riconosciuta anche
nei casi in cui il tasso effettivo globale (TEG) sia
superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM)
pubblicato trimestralmente dal Ministero dell'economia e
delle finanze ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 marzo
1996, n. 108, nella misura massima del differenziale, se
positivo, tra la media del tasso interest rate swap a dieci
anni pubblicato ufficialmente, calcolata nel mese
precedente al mese di erogazione, e la media del tasso
interest rate swap a dieci anni pubblicato ufficialmente
del trimestre sulla base del quale e' stato calcolato il
TEGM in vigore. Nel caso in cui il differenziale risulti
negativo, i soggetti finanziatori sono tenuti ad applicare
le condizioni economiche di maggior favore rispetto al TEGM
in vigore e a darne indicazione secondo le modalita'
stabilite nel comma 3-bis».
2. All'articolo 64, comma 3-bis, del decreto-legge 25
maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla
legge 23 luglio 2021, n. 106, dopo le parole: «in sede di
richiesta della garanzia» sono inserite le seguenti:
«nonche' nel contratto di finanziamento stipulato»."
- Si riporta il testo del comma 199 dell'articolo 1,
della legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante «Disposizioni
per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato (legge di stabilita' 2015)»:
«(Omissis.)
199. Nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze e' istituito un fondo per il
finanziamento di esigenze indifferibili con una dotazione
di 110 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e
2017, di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e
2019 e di 100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno
2020 da ripartire tra le finalita' di cui all'elenco n. 1
allegato alla presente legge, con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
(Omissis.).».
 
((Art. 4 ter
Incremento del fondo finalizzato a corrispondere un contributo per le
spese di locazione abitativa sostenute dagli studenti fuori sede

1. Il fondo di cui al comma 526 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e' incrementato di 8,5 milioni di euro per l'anno 2026. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma, pari a 8,5 milioni di euro per l'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2026, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'universita' e della ricerca.))


Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 1, comma 526, della
legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante «Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e
bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023»:
«Art. 1 (Risultati differenziali. Norme in materia di
entrata e di spesa e altre disposizioni. Fondi speciali).
- (Omissis.)
526. Al fine di sostenere gli studenti fuori sede
appartenenti a un nucleo familiare con un indice della
situazione economica equivalente non superiore a 20.000
euro che, iscritti alle universita' statali non aventi
carattere residenziale, rispettano i requisiti di cui
all'articolo 1, comma 255, lettere b) e c), della legge 11
dicembre 2016, n. 232, e che non usufruiscono di altri
contributi pubblici per l'alloggio, nello stato di
previsione del Ministero dell'universita' e della ricerca
e' istituito un fondo con una dotazione di 15 milioni di
euro per l'anno 2021, finalizzato a corrispondere un
contributo per le spese di locazione abitativa sostenute
dai medesimi studenti fuori sede residenti in luogo diverso
rispetto a quello dove e' ubicato l'immobile locato. I
requisiti di cui all'articolo 1, comma 255, lettere b) e
c), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, non sono
richiesti per gli studenti di cui all'articolo 3, comma 1,
della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Non accedono al fondo
di cui al primo periodo gli studenti iscritti, per piu' di
una volta, al primo anno di corso universitario.
(Omissis.).».
 
((Art. 5

Riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica esistenti

1. Al fine di favorire il coordinamento della finanza pubblica e l'accesso alla proprieta' dell'abitazione, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, stabilisce, con decreto, le procedure con cui i comuni, gli enti pubblici, anche territoriali, nonche' le aziende territoriali per l'edilizia residenziale pubblica e sociale, comunque denominate, possono alienare gli immobili di loro proprieta' facenti parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale. Nell'ambito delle procedure di cui al primo periodo e' riconosciuto il diritto di opzione per l'acquisto dell'immobile in favore dell'assegnatario non moroso nel pagamento del canone di locazione o degli oneri accessori, purche' il soggetto interessato non sia proprietario di un'altra abitazione. Il decreto di cui al primo periodo individua altresi' i criteri per la selezione degli immobili che, in ragione del loro valore di mercato, possono essere sottoposti alle procedure di alienazione. Alla destinazione dei proventi derivanti dalle alienazioni di cui al presente articolo, da individuare in coerenza con il percorso della spesa netta di cui al regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, e fermo restando il rispetto degli equilibri di finanza pubblica, si provvede con specifico provvedimento. Qualora i proventi siano di competenza degli enti territoriali, il provvedimento e' adottato previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.))


Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante «Definizione ed
ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le
materie ed i compiti di interesse comune delle regioni,
delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
ed autonomie locali»:
«Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali
e Conferenza unificata). 1. La Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali e' unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita' montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione
nazionale dei comuni d'Italia - ANCI, il presidente
dell'Unione province d'Italia - UPI ed il presidente
dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani -
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall'ANCI cinque
rappresentano le citta' individuate dall'articolo 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche' rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici
3. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e'
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal
Ministro dell'interno.».
- Il regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2024, n. 2024/1263/UE, relativo al
coordinamento efficace delle politiche economiche e alla
sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il
regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, e' pubblicato
nella G.U.U.E. 30 aprile 2024, Serie L.
 
Art. 6
Edilizia residenziale sociale da destinare a locazione di lunga
durata con facolta' di riscatto predefinita

1. Al fine di concorrere alla realizzazione degli interventi di cui all'articolo 2 e, in particolare, al fine di fornire una risposta ai fabbisogni sociali dei giovani, delle giovani coppie e dei genitori separati, le risorse relative ai progetti di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico esistente, ivi compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione, senza consumo di suolo, ovvero di acquisto e trasformazione immobiliare di edifici o complessi di edifici di proprieta' unitaria composti da almeno 25 unita' immobiliari, possono essere destinate a progetti di edilizia sociale, inclusi i progetti realizzati ai sensi dell'articolo 2 per la concessione dell'abitazione principale degli assegnatari in locazione di lunga durata, con facolta' di riscatto progressiva, secondo scadenze predefinite.
2. Ai fini di cui al presente articolo, le unita' immobiliari sono assoggettate ad apposito atto d'obbligo da trascriversi a favore del comune in cui gli edifici sono ubicati, recante l'impegno a mantenerne la destinazione a locazione di lunga durata in base alle convenzioni sottoscritte con il comune di competenza. Le convenzioni di cui al primo periodo definiscono, in particolare, i vincoli relativi alla determinazione del prezzo di cessione in caso di vendita delle unita' immobiliari da parte dell'originario locatario all'esito del riscatto.
3. Gli immobili oggetto della disciplina del presente articolo devono rispondere a standard di elevata sostenibilita' ambientale ed efficienza energetica e tecnologica.
 
Art. 7

Istituzione dello strumento finanziario «Fondo housing coesione»

1. Al fine di contrastare il disagio abitativo ((nel territorio)) nazionale attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale, anche mediante la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e il contenimento del consumo di suolo, nonche' assicurare un impiego delle risorse pubbliche disponibili allo scopo secondo un approccio orientato al risultato, il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri e' autorizzato a sottoscrivere nell'anno 2026 quote per un importo pari a 100 milioni di euro di un apposito fondo denominato « Fondo housing coesione », istituito dalla societa' Investimenti immobiliari italiani - societa' di gestione del risparmio (INVIMIT SGR S.p.A((.))) ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 100 milioni di euro per l'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, di cui all'articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e attribuzione delle stesse ((ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della)) Presidenza del Consiglio dei ministri.
2. Il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri e' autorizzato, altresi', a sottoscrivere ulteriori quote del Fondo housing coesione istituito ai sensi del comma 1, a valere sulle risorse del Fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, derivanti dalla riduzione del cofinanziamento nazionale del Programma Nazionale Metro Plus e Citta' medie del Sud 2021-2027 ap provata con decisione della Commissione europea C(2025)9104 final del 17 dicembre 2025, nella misura determinata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) mediante apposita delibera adottata su proposta dell'Autorita' politica delegata in materia di politiche di coesione. In caso di sottoscrizione delle quote del fondo ai sensi del primo periodo, la ripartizione territoriale tra le citta' metropolitane delle relative politiche di investimento tiene conto anche dell'entita' della riduzione del cofinanziamento nazionale di ciascun piano operativo del citato Programma Nazionale Metro Plus e Citta' medie del Sud 2021-2027.
3. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri e' autorizzato a sottoscrivere il regolamento di gestione del fondo predisposto ((dalla societa' INVIMIT)) SGR S.p.A., d'intesa con il predetto Dipartimento, con il quale sono ((definiti)) le modalita' di adesione al fondo, le politiche di investimento, ((i tempi)) di realizzazione degli interventi, le procedure e le modalita' di verifica, di controllo e di rendicontazione degli stessi, nel rispetto del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nonche', ai fini dell'adesione al fondo da parte delle pubbliche amministrazioni di cui ai commi 4 e 5 ((del presente articolo)), del regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, e degli ulteriori regolamenti europei applicabili, dei criteri di selezione stabiliti nei programmi europei e dei vincoli territoriali previsti dalla normativa dell'Unione europea.
4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono sottoscrivere quote del fondo istituito ai sensi del comma 1, utilizzando le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, di cui all'articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ((a tale fine appositamente destinate)) negli accordi per la coesione sottoscritti ai sensi dell'articolo 1, comma 178, lettera d), della medesima legge n. 178 del 2020, nel rispetto dei cronoprogrammi finanziari previsti negli accordi medesimi. La sottoscrizione delle quote del fondo da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano puo' avvenire, altresi', utilizzando quote delle risorse dalle medesime destinate alla realizzazione di interventi in materia di politiche abitative pubbliche e sociali anche in attuazione dell'intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 29 dicembre 2025 (( (rep. atti n. 261/CSR) )), afferenti alla politica di coesione europea del ciclo 2021-2027, nella misura autonomamente determinata da ciascuna regione e provincia autonoma di Trento e di Bolzano, nel rispetto del regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, e degli altri regolamenti ((dell'Unione europea)) in materia di politiche di coesione, nonche' dei criteri di selezione dei programmi e dei vincoli territoriali. ((Ai fini)) della sottoscrizione delle quote del fondo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano stipulano con ((la societa' INVIMIT SGR S.p.A.)) gli accordi di finanziamento di cui all'articolo 59((, paragrafo 5,)) del citato regolamento (UE) 2021/1060.
5. Possono sottoscrivere quote del fondo istituito ai sensi del comma 1 le amministrazioni centrali titolari di Programmi nazionali che hanno destinato nei rispettivi programmi risorse alle priorita' relative all'edilizia abitativa sostenibile e a prezzi accessibili, nel rispetto del regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, e degli altri regolamenti ((dell'Unione europea)) in materia di politiche di coesione, nonche' dei criteri di selezione dei programmi e dei vincoli territoriali. ((Ai fini)) della sottoscrizione delle quote del fondo, le amministrazioni centrali di cui al primo periodo stipulano con ((la societa')) INVIMIT SGR S.p.A. gli accordi di finanziamento di cui all'articolo 59((, paragrafo 5,)) del citato regolamento (UE) 2021/1060.
6. In caso di sottoscrizione delle quote del fondo ((istituito ai sensi del comma 1)) anche da parte delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi del comma 4, ovvero da parte delle amministrazioni centrali, ai sensi del comma 5, nell'ambito del fondo sono istituiti comparti dedicati al Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonche' a ciascuna regione, provincia autonoma o amministrazione centrale sottoscrittrice, idonei a garantire una adeguata ((separazione)) contabile relativa alle risorse europee e nazionali.
7. I proventi derivanti dall'alienazione delle quote sottoscritte ai sensi dei commi 1 e 2 sono versati ad apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato; ((quelli derivanti dall'alienazione delle quote sottoscritte ai sensi del comma 4, primo periodo, sono destinati)) alla riduzione anticipata del debito delle Regioni e delle Province autonome e, in assenza di debito o per la parte eccedente lo stesso, previo versamento ad apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato, al fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.
8. Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione rende una informativa annuale sull'applicazione delle disposizioni del presente articolo, nell'ambito della relazione sugli interventi realizzati nelle aree sottoutilizzate allegata al Documento di economia e finanza e presentata alle Camere ai sensi dell'articolo 10, comma 7, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 33, commi 1, 2 e 4,
del citato decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito,
con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come
modificato dalla presente legge:
Art. 33 (Disposizioni in materia di valorizzazione
del patrimonio immobiliare). - 1. Con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze e' costituita una societa' di
gestione del risparmio avente capitale sociale pari ad
almeno un milione di euro per l'anno 2012, per
l'istituzione di uno o piu' fondi d'investimento al fine di
partecipare in fondi d'investimento immobiliari chiusi
promossi o partecipati da regioni, provincie, comuni anche
in forma consorziata o associata ai sensi del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ed altri enti pubblici
ovvero da societa' partecipate dai predetti enti in misura
non inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle
societa' medesime, al fine di valorizzare o dismettere il
proprio patrimonio immobiliare disponibile. Per le stesse
finalita' di cui al primo periodo e' autorizzata la spesa
di 6 milioni di euro per l'anno 2013. La pubblicazione del
suddetto decreto fa luogo ad ogni adempimento di legge. Il
capitale della societa' di gestione del risparmio di cui al
primo periodo del presente comma e' detenuto interamente
dal Ministero dell'economia e delle finanze, fatto salvo
quanto previsto dal successivo comma 8-bis. I fondi
istituiti dalla societa' di gestione del risparmio
costituita dal Ministro dell'economia e delle finanze
partecipano a quelli di cui al comma 2 mediante la
sottoscrizione di quote da questi ultimi offerte su base
competitiva a investitori qualificati al fine di conseguire
la liquidita' necessaria per la realizzazione degli
interventi di valorizzazione. I fondi istituiti dalla
societa' di gestione del risparmio costituita dal Ministro
dell'economia e delle finanze ai sensi del presente comma
investono anche direttamente al fine di acquisire immobili
in locazione passiva alle pubbliche amministrazioni. Con
successivo decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze possono essere stabilite le modalita' di
partecipazione del suddetto fondo a fondi titolari di
diritti di concessione o d'uso su beni indisponibili e
demaniali, che prevedano la possibilita' di locare in tutto
o in parte il bene oggetto della concessione.
2. Ai fondi comuni di investimento immobiliare
promossi o partecipati da regioni, provincie, comuni anche
in forma consorziata o associata ai sensi del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, da altri enti pubblici
e da societa' partecipate dai predetti enti in misura non
inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle
societa' medesime, ai sensi del comma 1 possono essere
apportati a fronte dell'emissione di quote del fondo
medesimo, ovvero trasferiti, beni immobili e diritti reali
immobiliari, con le procedure dell'articolo 58 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nonche'
quelli trasferiti ai sensi del decreto legislativo 28
maggio 2010, n. 85. Tali apporti o trasferimenti devono
avvenire sulla base di progetti di utilizzo o di
valorizzazione approvati con delibera dell'organo di
governo dell'ente, previo esperimento di procedure di
selezione della Societa' di gestione del risparmio tramite
procedure di evidenza pubblica. Possono presentare proposte
di valorizzazione anche soggetti privati secondo le
modalita' di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163. Nel caso dei beni individuati sulla base di quanto
previsto dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo
28 maggio 2010, n. 85, la domanda prevista dal comma 4,
dell'articolo 3 del citato decreto legislativo puo' essere
motivata dal trasferimento dei predetti beni ai fondi di
cui al presente comma. E' abrogato l'articolo 6 del decreto
legislativo 28 maggio 2010, n. 85. I soggetti indicati
all'articolo 4, comma 1 del decreto-legge 25 settembre
2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
novembre 2001, n. 410, possono apportare beni ai suddetti
fondi.
Omissis.
4. La destinazione funzionale dei beni oggetto di
conferimento o trasferimento ai fondi di cui ai commi 2,
8-ter e 8-quater puo' essere conseguita mediante il
procedimento di cui all'articolo 34 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, e delle corrispondenti disposizioni
previste dalla legislazione regionale. Il procedimento si
conclude entro il termine perentorio di 180 giorni dalla
data della delibera con cui viene promossa la costituzione
dei fondi. Con la medesima procedura si procede alla
regolarizzazione edilizia ed urbanistica degli immobili
conferiti. L'apporto o il trasferimento ai fondi di cui ai
commi 2, 8-ter e 8-quater e' sospensivamente condizionato
al completamento delle procedure amministrative di
valorizzazione e di regolarizzazione. Fino a quando la
valorizzazione dei beni trasferiti al fondo non sia
completata, secondo le valutazioni effettuate dalla
relativa societa' di gestione del risparmio, i soggetti
apportanti non possono alienare la maggioranza delle quote
del fondo. A seguito dell'apporto ai fondi di cui al comma
8-ter da parte di regioni, provincie, comuni anche in forma
consorziata o associata ai sensi del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, e di altri enti pubblici ovvero di
societa' partecipate dai predetti enti in misura non
inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle
societa' medesime, oggetto di preventiva comunicazione da
parte di ciascuno di detti soggetti alla societa' di
gestione del risparmio di cui al comma 1 e al Ministero
dell'economia e delle finanze, e' riconosciuto in favore
dell'ente conferente un ammontare pari almeno al 70 per
cento del valore di apporto dei beni in quote del fondo;
compatibilmente con la pianificazione economico-finanziaria
dei fondi gestiti dalla societa' di gestione del risparmio
di cui al comma 1, la restante parte del valore e'
corrisposta in denaro.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 1, commi 177 e 178,
della citata legge 30 dicembre 2020, n. 178:
«Art. 1 (Risultati differenziali. Norme in materia di
entrata e di spesa e altre disposizioni. Fondi speciali). -
(Omissis.)
177. In attuazione dell'articolo 119, quinto comma,
della Costituzione e in coerenza con le disposizioni di cui
all'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 31 maggio
2011, n. 88, nonche' con quanto previsto nel Documento di
economia e finanza per l'anno 2020 - Sezione III -
Programma nazionale di riforma, e' disposta una prima
assegnazione di dotazione aggiuntiva a favore del Fondo per
lo sviluppo e la coesione, per il periodo di programmazione
2021-2027, nella misura di 50.000 milioni di euro.
178. Il complesso delle risorse di cui al comma 177
e' destinato a sostenere esclusivamente interventi per lo
sviluppo, ripartiti nella proporzione dell'80 per cento
nelle aree del Mezzogiorno e del 20 per cento nelle aree
del Centro-Nord, secondo la seguente articolazione annuale:
4.000 milioni di euro per l'anno 2021, 5.000 milioni di
euro annui dal 2022 al 2029 e 6.000 milioni di euro per
l'anno 2030. Al completamento delle risorse da destinare
alla suddetta programmazione si provvede ai sensi
dell'articolo 23, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n.
196. Per l'utilizzo delle risorse del Fondo per lo sviluppo
e la coesione per il periodo di programmazione 2021-2027 e
nell'ambito della normativa vigente sugli aspetti generali
delle politiche di coesione, si applicano le seguenti
disposizioni:
a) la dotazione finanziaria del Fondo per lo
sviluppo e la coesione e' impiegata per iniziative e misure
afferenti alle politiche di coesione, come definite dal
Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di
coesione e il PNRR, nonche' per l'attuazione degli Accordi
per la coesione di cui alle lettere c) e d). La dotazione
finanziaria e' altresi' impiegata in coerenza con le
politiche settoriali, con gli obiettivi e le strategie dei
fondi strutturali europei del periodo di programmazione
2021-2027 e con le politiche di investimento e di riforma
previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza
(PNRR), secondo principi di complementarita' e di
addizionalita';
b) con una o piu' delibere del Comitato
interministeriale per la programmazione economica e lo
sviluppo sostenibile (CIPESS), adottate su proposta del
Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di
coesione e il PNRR, sentita la Cabina di regia del Fondo
per lo sviluppo e la coesione istituita con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2016,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo
2016, sono imputate in modo programmatico, nel rispetto
delle percentuali previste dal primo periodo dell'alinea
del presente comma e tenuto conto delle assegnazioni gia'
disposte:
1) le risorse del Fondo eventualmente destinate
alle Amministrazioni centrali, con l'indicazione di
ciascuna Amministrazione beneficiaria e dell'entita' delle
risorse per ciascuna di esse, assicurando una quota
prevalente per gli interventi infrastrutturali;
2) le risorse del Fondo eventualmente destinate
alle regioni e alle province autonome, con l'indicazione
dell'entita' delle risorse per ciascuna di esse;
c) sulla base della delibera di cui alla lettera
b), numero 1), dato atto dei risultati dei precedenti cicli
di programmazione, il Ministro per gli affari europei, il
Sud, le politiche di coesione e il PNRR e ciascun Ministro
interessato definiscono d'intesa un accordo, sentito il
Ministro dell'economia e delle finanze, denominato "Accordo
per la coesione", con il quale vengono individuati gli
obiettivi di sviluppo da perseguire attraverso la
realizzazione di specifici interventi, anche con il
concorso di piu' fonti di finanziamento. In particolare,
ciascun Accordo per la coesione di cui alla presente
lettera contiene:
1) la specificazione degli interventi e delle
eventuali linee d'azione suscettibili di finanziamento,
selezionati all'esito dell'istruttoria espletata,
congiuntamente al Ministero interessato, dal Dipartimento
per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio
dei ministri ai fini della loro coerenza con i documenti di
programmazione europea e nazionale, nonche' l'indicazione
delle diverse fonti di finanziamento previste;
2) il cronoprogramma procedurale e finanziario di
ciascun intervento o linea d'azione;
3) l'indicazione del contenuto degli impegni
reciprocamente assunti;
4) il piano finanziario dell'Accordo per la
coesione, articolato per annualita', definito in
considerazione dei cronoprogrammi finanziari di cui al
numero 2);
5) i principi per la definizione del sistema di
gestione e controllo dell'accordo, nonche' di monitoraggio
dello stesso;
6) l'indicazione degli interventi gia'
finanziati, a valere sulla dotazione finanziaria del Fondo,
mediante anticipazioni o assegnazioni specifiche disposte
con delibera del CIPESS; compatibilmente con i vincoli
previsti dalla delibera di assegnazione, a detti interventi
si applicano le modalita' di attuazione e di monitoraggio
dell'Accordo per la coesione;
d) sulla base della delibera di cui alla lettera
b), numero 2), dato atto dei risultati dei precedenti cicli
di programmazione, il Ministro per gli affari europei, il
Sud, le politiche di coesione e il PNRR e ciascun
Presidente di regione o di provincia autonoma definiscono
d'intesa un accordo, denominato "Accordo per la coesione",
con il quale vengono individuati gli obiettivi di sviluppo
da perseguire attraverso la realizzazione di specifici
interventi, anche con il concorso di piu' fonti di
finanziamento. Sullo schema di Accordo per la coesione e'
sentito il Ministro dell'economia e delle finanze.
L'elaborazione dei suddetti Accordi per la coesione avviene
con il coinvolgimento e il ruolo proattivo delle
Amministrazioni centrali interessate, con particolare
riferimento al tema degli interventi infrastrutturali e
alla loro coerenza con gli interventi nazionali,
nell'ottica di una collaborazione interistituzionale
orientata alla verifica della compatibilita' delle scelte
allocative delle regioni con le priorita' programmatiche
nazionali e con quelle individuate dai fondi strutturali
europei del periodo di programmazione 2021-2027. In
particolare, ciascun Accordo per la coesione di cui alla
presente lettera contiene:
1) la specificazione degli interventi e delle
eventuali linee d'azione suscettibili di finanziamento,
selezionati all'esito dell'istruttoria espletata,
congiuntamente alla regione o alla provincia autonoma
interessata, dal Dipartimento per le politiche di coesione
della Presidenza del Consiglio dei ministri ai fini della
loro coerenza con i documenti di programmazione europea e
nazionale nonche' l'indicazione delle diverse fonti di
finanziamento previste;
2) il cronoprogramma procedurale e finanziario di
ciascun intervento o linea d'azione;
3) in caso di presenza di citta' metropolitane
nel territorio regionale, l'entita' delle risorse ad esse
destinate, ivi comprese quelle di cui all'articolo 53 del
decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 aprile 2023, n. 41;
4) l'indicazione del contenuto degli impegni
reciprocamente assunti;
5) l'entita' delle risorse del Fondo
eventualmente destinate al finanziamento della quota
regionale di cofinanziamento dei programmi regionali e
provinciali europei ai sensi dell'articolo 1, comma 52,
della presente legge, nei limiti previsti dall'articolo 23,
comma 1-ter, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre
2021, n. 233;
6) il piano finanziario dell'Accordo per la
coesione articolato per annualita' definito in
considerazione del cronoprogramma finanziario degli
interventi;
7) i principi per la definizione del sistema di
gestione e controllo dell'Accordo per la coesione, nonche'
di monitoraggio dello stesso;
8) l'indicazione degli interventi gia'
finanziati, a valere sulla dotazione finanziaria del Fondo,
mediante anticipazioni o assegnazioni specifiche disposte
con delibera del CIPESS; compatibilmente con i vincoli
previsti dalla delibera di assegnazione, a detti interventi
si applicano le modalita' di attuazione e di monitoraggio
dell'Accordo per la coesione;
e) con delibera del CIPESS, adottata su proposta
del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche
di coesione e il PNRR, si provvede all'assegnazione in
favore di ciascuna Amministrazione centrale ovvero di
ciascuna regione o provincia autonoma, sulla base degli
accordi definiti e sottoscritti ai sensi delle lettere c) o
d), delle risorse finanziarie a valere sulle disponibilita'
del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di
programmazione 2021-2027; con delibera del CIPESS, si
provvede, altresi', all'assegnazione, a valere sulle
disponibilita' del citato Fondo, delle risorse afferenti
alle iniziative e alle misure relative alle politiche di
coesione di cui alla lettera a);
f) a seguito della registrazione da parte degli
organi di controllo della delibera del CIPESS di
assegnazione delle risorse, ciascuna Amministrazione
assegnataria delle risorse e' autorizzata ad avviare le
attivita' occorrenti per l'attuazione degli interventi
ovvero delle linee d'azione strategiche previste
nell'Accordo per la coesione, nonche' per l'attuazione
delle iniziative e delle misure afferenti alle politiche di
coesione di cui alla lettera a);
g) il Ministro per gli affari europei, il Sud, le
politiche di coesione e il PNRR puo' individuare i casi nei
quali per gli interventi, finanziati con le risorse del
Fondo, di valore complessivo non inferiore a quello
previsto dall'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo
31 maggio 2011, n. 88, ovvero, a prescindere dal loro
valore complessivo, per quelli di notevole complessita' o
per quelli di sviluppo integrati relativi a particolari
ambiti territoriali, si debba procedere alla sottoscrizione
del contratto istituzionale di sviluppo ai sensi e per gli
effetti di cui al citato articolo 6 del decreto legislativo
n. 88 del 2011 e all'articolo 9-bis del decreto-legge 21
giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 agosto 2013, n. 98;
h) il Ministro per gli affari europei, il Sud, le
politiche di coesione e il PNRR presenta al CIPESS, entro
il 10 settembre di ogni anno, una relazione sullo stato di
avanzamento degli interventi relativi alla programmazione
2021-2027, ai fini della definizione della Nota di
aggiornamento del Documento di economia e finanza e del
disegno di legge del bilancio di previsione;
i) le risorse assegnate ai sensi della lettera e)
sono trasferite dal Fondo per lo sviluppo e la coesione,
nei limiti degli stanziamenti annuali di bilancio, in
apposita contabilita' del Fondo di rotazione di cui
all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183. Il
Ministero dell'economia e delle finanze assegna le risorse
trasferite alla suddetta contabilita' in favore delle
amministrazioni di cui agli Accordi per la coesione,
secondo l'articolazione temporale indicata dai medesimi
accordi, ed effettua i pagamenti a valere sulle medesime
risorse in favore delle suddette amministrazioni, secondo
le procedure stabilite dalla citata legge n. 183 del 1987 e
dal regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 29 dicembre 1988, n. 568, nonche' da altre
disposizioni di legge, sulla base delle richieste
presentate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri -
Dipartimento per le politiche di coesione. Ai fini della
verifica dello stato di avanzamento della spesa riguardante
gli interventi finanziati con le risorse del Fondo per lo
sviluppo e la coesione, le amministrazioni titolari degli
interventi comunicano i relativi dati al sistema di
monitoraggio unitario di cui all'articolo 1, comma 245,
della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sulla base di un
apposito protocollo di colloquio telematico. Per far fronte
a eventuali carenze di liquidita', le risorse del Fondo per
lo sviluppo e la coesione di cui al decreto legislativo 31
maggio 2011, n. 88, assegnate per un intervento e non
ancora utilizzate, possono essere riassegnate per un
intervento di titolarita' di altra amministrazione, la cui
realizzazione presenti carattere di urgenza. In tal caso,
la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per
le politiche di coesione, d'intesa con l'Ispettorato
generale per i rapporti finanziari con l'Unione europea del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del
Ministero dell'economia e delle finanze, dispone la
riassegnazione delle risorse per il nuovo intervento,
sentita l'amministrazione titolare dell'intervento
definanziato;
l) sono trasferite al Fondo di rotazione di cui
alla lettera i) anche le altre risorse del Fondo per lo
sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione
2021-2027 assegnate a diverso titolo, nonche' le risorse
del Fondo per lo sviluppo e la coesione gia' iscritte in
bilancio per i precedenti periodi di programmazione, che
sono gestite secondo le modalita' indicate nella medesima
lettera i).
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 5 della legge 16
aprile 1987, n. 183, recante «Coordinamento delle politiche
riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle comunita'
europee ed adeguamento dell'ordinamento interno agli atti
normativi comunitari»:
«Art. 5 (Fondo di rotazione). - 1. E' istituito,
nell'ambito del Ministero del tesoro - Ragioneria generale
dello Stato, un fondo di rotazione con amministrazione
autonoma e gestione fuori bilancio, ai sensi dell'art. 9
della legge 25 novembre 1971, n. 1041.
2. Il fondo di rotazione di cui al comma 1 si avvale
di un apposito conto corrente infruttifero, aperto presso
la tesoreria centrale dello Stato denominato "Ministero del
tesoro - fondo di rotazione per l'attuazione delle
politiche comunitarie", nel quale sono versate:
a) le disponibilita' residue del fondo di cui alla
legge 3 ottobre 1977, n. 863, che viene soppresso a
decorrere dalla data di inizio della operativita' del fondo
di cui al comma 1;
b) le somme erogate dalle istituzioni delle
Comunita' europee per contributi e sovvenzioni a favore
dell'Italia;
c) le somme da individuare annualmente in sede di
legge finanziaria, sulla base delle indicazioni del
comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE) ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera c),
nell'ambito delle autorizzazioni di spesa recate da
disposizioni di legge aventi le stesse finalita' di quelle
previste dalle norme comunitarie da attuare;
d) le somme annualmente determinate con la legge di
approvazione del bilancio dello Stato, sulla base dei dati
di cui all'art. 7.
3. Restano salvi i rapporti finanziari direttamente
intrattenuti con le Comunita' europee dalle amministrazioni
e dagli organismi di cui all'art. 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 16 aprile 1971, n. 321, ed alla
legge 26 novembre 1975, n. 748.».
- Il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,
recante «Testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21
della legge 6 febbraio 1996, n. 52», e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 26 marzo 1998, n. 71.
- Il regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le
disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di
sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo
di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo
europeo per gli affari marittimi, la pesca e
l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali
fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo
Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario
per la gestione delle frontiere e la politica dei visti, e'
pubblicato nella G.U.U.E. 30 giugno 2021, n. L 231.
- Si riporta il testo dell'articolo 10, comma 7, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, recante «Legge di
contabilita' e finanza pubblica»:
«Art. 10 (Documento di economia e finanza). -
(Omissis.)
7. Il Ministro dello sviluppo economico presenta alle
Camere, entro il 10 aprile dell'anno successivo a quello di
riferimento, in allegato al DEF, un'unica relazione di
sintesi sugli interventi realizzati nelle aree
sottoutilizzate, evidenziando il contributo dei fondi
nazionali addizionali, e sui risultati conseguiti, con
particolare riguardo alla coesione sociale e alla
sostenibilita' ambientale, nonche' alla ripartizione
territoriale degli interventi.
(Omissis.).».
 
Art. 8

Disposizioni di semplificazione e di coordinamento

1. Agli interventi di ristrutturazione ((urbanistica o edilizia)) o di demolizione e ricostruzione di cui al presente ((capo si)) applicano le disposizioni di cui all'articolo 10, comma 7-ter, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120.
2. Ai fini dell'approvazione degli atti necessari alla realizzazione degli interventi di cui al comma 1, il soggetto attuatore convoca una conferenza di servizi semplificata ai sensi dell'articolo 14-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, alla quale partecipano tutte le amministrazioni interessate, comprese le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, del patrimonio culturale, del paesaggio e della salute. La conferenza di servizi si conclude nel termine di trenta giorni dalla sua convocazione ovvero, per i casi in cui siano presenti amministrazioni preposte alla tutela degli interessi di cui all'articolo 14-quinquies, comma 1, della citata legge n. 241 del 1990, nel termine di quaranta giorni. Si considera acquisito l'assenso delle amministrazioni che non si sono espresse nel termine di conclusione della conferenza, di quelle assenti o che abbiano espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza. La determinazione conclusiva della conferenza di servizi, da adottarsi nei cinque giorni successivi alla scadenza del termine di cui al secondo periodo, approva il progetto e consente la realizzazione di tutte le opere e attivita' previste nel progetto approvato.
3. Al mutamento di destinazione d'uso degli edifici, funzionale all'impiego di tali immobili per le finalita' previste dall'articolo 1 ((del presente decreto)), si applica la disciplina prevista dall'articolo 23-ter del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, per le singole unita' immobiliari, ferma restando la possibilita' per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche condizioni. Sono fatte salve le normative regionali e comunali che prevedono disposizioni di maggiore incentivazione e semplificazione nell'ambito della disciplina dei mutamenti di destinazione d'uso. In ogni caso, e' previsto un vincolo trentennale di destinazione d'uso((, da trascrivere nei registri immobiliari entro trenta giorni dal completamento dell'intervento)).
4. L'approvazione, in attuazione delle disposizioni del presente capo, di interventi di edilizia residenziale pubblica o sociale inseriti in programmi di ((contrasto del degrado)) urbanistico, edilizio, ambientale e sociale o di rigenerazione urbana, comunque denominati, comporta la dichiarazione di pubblica utilita' ai sensi di legge.
5. Gli enti territoriali interessati applicano le misure di semplificazione di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 nei limiti delle risorse disponibili nei rispettivi bilanci. Le regioni adeguano la propria legislazione in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale ((agli obiettivi di semplificazione di cui al primo periodo)). Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ((agli obiettivi di semplificazione di cui al primo periodo)) secondo le disposizioni contenute nei rispettivi statuti e nelle relative norme di attuazione.
6. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2023, n. 213, il comma 283 e' abrogato.
7. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207((,)) sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 403, il secondo e il terzo periodo sono soppressi;
b) il comma 403-bis e' abrogato.
8. All'articolo 1, comma 782, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, le parole: «dai commi 282 e 283 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2023, n. 213, in materia di contrasto al disagio abitativo, dal comma 402 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, per le iniziative del Piano casa Italia, e» sono soppresse.
9. I progetti relativi agli alloggi di edilizia residenziale sociale di cui al presente decreto devono soddisfare almeno i requisiti dimensionali di cui all'articolo 24, comma 5-bis, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 10, comma 7-ter,
del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 «Misure urgenti per
la semplificazione e l'innovazione digitale», convertito,
con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120:
«Art. 10 (Semplificazioni e altre misure in materia
edilizia). - (Omissis.)
7-ter. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7
del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,
n. 380, le opere edilizie finalizzate a realizzare o
qualificare edifici esistenti da destinare ad
infrastrutture sociali, strutture scolastiche e
universitarie, residenze per studenti, strutture e
residenze sanitarie o assistenziali, ostelli, strutture
sportive di quartiere ed edilizia residenziale sociale
comunque denominata, realizzate da pubbliche
amministrazioni, da societa' controllate o partecipate da
pubbliche amministrazioni o enti pubblici ovvero da
investitori istituzionali di cui all'articolo 1, comma 1,
lettere k), l), o) e r), del testo unico di cui al decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono sempre consentite
con SCIA, purche' iniziate entro il 31 dicembre 2023 e
realizzate, sotto controllo pubblico, mediante interventi
di ristrutturazione urbanistica o edilizia o di demolizione
e ricostruzione. Tali interventi possono prevedere un
incremento fino a un massimo del 20 per cento della
volumetria o della superficie lorda esistente. I diritti
edificatori di cui al presente comma non sono trasferibili
su aree diverse da quella di intervento. I predetti
interventi sono sempre consentiti sugli edifici che
rientrano nelle categorie funzionali di cui all'articolo
23-ter, comma 1, lettere a), a-bis), b) e c), del decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,
ferme restando le disposizioni di cui al decreto del
Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. Le
regioni adeguano la propria legislazione ai principi di cui
al presente articolo entro sessanta giorni; decorso tale
termine trovano applicazione diretta le disposizioni del
presente articolo. Restano comunque ferme le disposizioni
del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 14-bis della citata
legge 7 agosto 1990, n. 241:
«Art. 14-bis (Conferenza semplificata). - 1. La
conferenza decisoria di cui all'articolo 14, comma 2, si
svolge in forma semplificata e in modalita' asincrona,
salvo i casi di cui ai commi 6 e 7. Le comunicazioni
avvengono secondo le modalita' previste dall'articolo 47
del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
2. La conferenza e' indetta dall'amministrazione
procedente entro cinque giorni lavorativi dall'inizio del
procedimento d'ufficio o dal ricevimento della domanda, se
il procedimento e' ad iniziativa di parte. A tal fine
l'amministrazione procedente comunica alle altre
amministrazioni interessate:
a) l'oggetto della determinazione da assumere,
l'istanza e la relativa documentazione ovvero le
credenziali per l'accesso telematico alle informazioni e ai
documenti utili ai fini dello svolgimento dell'istruttoria;
b) il termine perentorio, non superiore a quindici
giorni, entro il quale le amministrazioni coinvolte possono
richiedere, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, integrazioni
documentali o chiarimenti relativi a fatti, stati o
qualita' non attestati in documenti gia' in possesso
dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili
presso altre pubbliche amministrazioni;
c) il termine perentorio, comunque non superiore a
trenta giorni, entro il quale le amministrazioni coinvolte
devono rendere le proprie determinazioni relative alla
decisione oggetto della conferenza, fermo restando
l'obbligo di rispettare il termine finale di conclusione
del procedimento. Se tra le suddette amministrazioni vi
sono amministrazioni preposte alla tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, della
salute dei cittadini o dell'incolumita' pubblica, il
suddetto termine e' fissato in sessanta giorni, fatti salvi
i maggiori termini previsti dalle disposizioni del diritto
dell'Unione europea;
d) la data della eventuale riunione in modalita'
telematica di cui al comma 6, da tenersi entro dieci giorni
dalla scadenza del termine di cui alla lettera c), fermo
restando l'obbligo di rispettare il termine finale di
conclusione del procedimento.
3. Entro il termine di cui al comma 2, lettera c), le
amministrazioni coinvolte rendono le proprie
determinazioni, relative alla decisione oggetto della
conferenza. Tali determinazioni, congruamente motivate,
sono formulate in termini di assenso o dissenso e indicano
le prescrizioni e le misure mitigatrici che rendano
possibile l'assenso, quantificando altresi', ove possibile,
i relativi costi. Tali prescrizioni sono determinate
conformemente ai principi di proporzionalita', efficacia e
sostenibilita' finanziaria dell'intervento risultante dal
progetto originariamente presentato. Le disposizioni di cui
al presente comma si applicano, senza deroghe, a tutte le
amministrazioni comunque partecipanti alla conferenza di
servizi, comprese quelle competenti in materia urbanistica,
paesaggistica, archeologica e di tutela del patrimonio
culturale e ambientale, della salute dei cittadini e
dell'incolumita' pubblica.
4. Fatti salvi i casi in cui disposizioni del diritto
dell'Unione europea richiedono l'adozione di provvedimenti
espressi, la mancata comunicazione della determinazione
entro il termine di cui al comma 2, lettera c), ovvero la
comunicazione di una determinazione priva dei requisiti
previsti dal comma 3, equivalgono ad assenso senza
condizioni. Restano ferme le responsabilita'
dell'amministrazione, nonche' quelle dei singoli dipendenti
nei confronti dell'amministrazione, per l'assenso reso,
ancorche' implicito.
5. Scaduto il termine di cui al comma 2, lettera c),
l'amministrazione procedente adotta, entro cinque giorni
lavorativi, la determinazione motivata di conclusione
positiva della conferenza, con gli effetti di cui
all'articolo 14-quater, qualora abbia acquisito
esclusivamente atti di assenso non condizionato, anche
implicito, ovvero qualora ritenga, sentiti i privati e le
altre amministrazioni interessate, che le condizioni e
prescrizioni eventualmente indicate dalle amministrazioni
ai fini dell'assenso o del superamento del dissenso possano
essere accolte senza necessita' di apportare modifiche
sostanziali alla decisione oggetto della conferenza.
Qualora abbia acquisito uno o piu' atti di dissenso che non
ritenga superabili, l'amministrazione procedente adotta,
entro il medesimo termine, la determinazione di conclusione
negativa della conferenza che produce l'effetto del rigetto
della domanda. Nei procedimenti a istanza di parte la
suddetta determinazione produce gli effetti della
comunicazione di cui all'articolo 10-bis. L'amministrazione
procedente trasmette alle altre amministrazioni coinvolte
le eventuali osservazioni presentate nel termine di cui al
suddetto articolo e procede ai sensi del comma 2.
Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni e'
data ragione nell'ulteriore determinazione di conclusione
della conferenza.
6. Fuori dei casi di cui al comma 5,
l'amministrazione procedente, ai fini dell'esame
contestuale degli interessi coinvolti, svolge nella data
fissata ai sensi del comma 2, lettera d), e con le
modalita' di cui all'articolo 14-ter, comma 4, una riunione
telematica di tutte le amministrazioni coinvolte, nella
quale prende atto delle rispettive posizioni e procede
senza ritardo alla stesura della determinazione motivata
conclusiva della conferenza di servizi sulla base delle
posizioni prevalenti espresse dalle amministrazioni
partecipanti tramite i rispettivi rappresentanti, avverso
la quale puo' essere proposta opposizione dalle
amministrazioni di cui all'articolo 14-quinquies, ai sensi
e nei termini ivi indicati. Si considera in ogni caso
acquisito l'assenso senza condizioni delle amministrazioni
che non abbiano partecipato alla riunione ovvero, pur
partecipandovi, non abbiano espresso la propria posizione,
ovvero abbiano espresso un dissenso non motivato ai sensi
del comma 3 o riferito a questioni che non costituiscono
oggetto della conferenza.
7. Ove necessario, in relazione alla particolare
complessita' della determinazione da assumere,
l'amministrazione procedente puo' comunque procedere
direttamente in forma simultanea e in modalita' sincrona,
ai sensi dell'articolo 14-ter. In tal caso indice la
conferenza comunicando alle altre amministrazioni le
informazioni di cui alle lettere a) e b) del comma 2 e
convocando la riunione entro i successivi trenta giorni.
L'amministrazione procedente puo' altresi' procedere in
forma simultanea e in modalita' sincrona su richiesta
motivata delle altre amministrazioni o del privato
interessato avanzata entro il termine perentorio di cui al
comma 2, lettera b). In tal caso la riunione e' convocata
nei successivi trenta giorni 2.».
- Per il testo dell'articolo 14-quinquies della legge 7
agosto 1990, n. 241, si veda nei riferimenti normativi
all'articolo 3.
- Si riporta il testo dell'articolo 23-ter del decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,
recante «Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia»:
«Art. 23-ter (Mutamento d'uso urbanisticamente
rilevante). - 1. Ai fini del presente articolo, il
mutamento della destinazione d'uso di un immobile o di una
singola unita' immobiliare si considera senza opere se non
comporta l'esecuzione di opere edilizie ovvero se le opere
da eseguire sono riconducibili agli interventi di cui
all'articolo 6. Salva diversa previsione da parte delle
leggi regionali, costituisce mutamento rilevante della
destinazione d'uso ogni forma di utilizzo dell'immobile o
della singola unita' immobiliare diversa, da quella
originaria, ancorche' non accompagnata dall'esecuzione di
opere edilizie, purche' tale da comportare l'assegnazione
dell'immobile o dell'unita' immobiliare considerati ad una
diversa categoria funzionale tra quelle sotto elencate:
a) residenziale;
a-bis) turistico-ricettiva;
b) produttiva e direzionale;
c) commerciale;
d) rurale.
1-bis. Il mutamento della destinazione d'uso della
singola unita' immobiliare all'interno della stessa
categoria funzionale e' sempre consentito, nel rispetto
delle normative di settore, ferma restando la possibilita'
per gli strumenti urbanistici comunali di fissare
specifiche condizioni.
1-ter. Sono, altresi', sempre ammessi il mutamento di
destinazione d'uso tra le categorie funzionali di cui al
comma 1, lettere a), a-bis), b) e c), di una singola unita'
immobiliare ubicata in immobili ricompresi nelle zone A),
B) e C) di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro dei
lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, ovvero nelle zone
equipollenti come definite dalle leggi regionali in
materia, nel rispetto delle condizioni di cui al comma
1-quater e delle normative di settore e ferma restando la
possibilita' per gli strumenti urbanistici comunali di
fissare specifiche condizioni.
1-quater. Per le singole unita' immobiliari, il
mutamento di destinazione d'uso di cui al comma 1-ter e'
sempre consentito, ferma restando la possibilita' per gli
strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche
condizioni, inclusa la finalizzazione del mutamento alla
forma di utilizzo dell'unita' immobiliare conforme a quella
prevalente nelle altre unita' immobiliari presenti
nell'immobile. Nei casi di cui al comma 1-ter, il mutamento
di destinazione d'uso non e' assoggettato all'obbligo di
reperimento di ulteriori aree per servizi di interesse
generale previsto dal decreto del Ministro dei lavori
pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e dalle disposizioni di
legge regionale, ne' al vincolo della dotazione minima
obbligatoria di parcheggi previsto dalla legge 17 agosto
1942, n. 1150. Resta fermo, nei limiti di quanto stabilito
dalla legislazione regionale, ove previsto, il pagamento
del contributo richiesto per gli oneri di urbanizzazione
secondaria. Per le unita' immobiliari poste al primo piano
fuori terra o seminterrate il cambio di destinazione d'uso
e' disciplinato dalla legislazione regionale, che prevede i
casi in cui gli strumenti urbanistici comunali possono
individuare specifiche zone nelle quali le disposizioni dei
commi da 1-ter a 1-quinquies si applicano anche alle unita'
immobiliari poste al primo piano fuori terra o
seminterrate.
1-quinquies. Ai fini di cui ai commi 1-bis e 1-ter,
il mutamento di destinazione d'uso e' soggetto al rilascio
dei seguenti titoli:
a) nei casi di cui al primo periodo del comma 1, la
segnalazione certificata di inizio attivita' di cui
all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241;
b) nei restanti casi, il titolo richiesto per
l'esecuzione delle opere necessarie al mutamento di
destinazione d'uso, fermo restando che, per i mutamenti
accompagnati dall'esecuzione di opere riconducibili
all'articolo 6-bis, si procede ai sensi della lettera a).
2. La destinazione d'uso dell'immobile o dell'unita'
immobiliare e' quella stabilita dalla documentazione di cui
all'articolo 9-bis, comma 1-bis.
3. Le regioni adeguano la propria legislazione ai
principi di cui al presente articolo, che trovano in ogni
caso applicazione diretta, fatta salva la possibilita' per
le regioni medesime di prevedere livelli ulteriori di
semplificazione. Salva diversa previsione da parte delle
leggi regionali e degli strumenti urbanistici comunali, il
mutamento della destinazione d'uso di un intero immobile
all'interno della stessa categoria funzionale e' consentito
subordinatamente al rilascio dei titoli di cui al comma
1-quinquies.».
- Il comma 283 dell'articolo 1, della citata legge 30
dicembre 2023, n. 213, abrogato dalla presente legge,
recava indicazioni in materia di finanziamenti per edilizia
residenziale e sociale.
- Per il testo dell'articolo 1, comma 403, della legge
30 dicembre 2024, n. 207, come modificato dalla presente
legge, si veda nei riferimenti normativi all'articolo 2.
- Il comma 403-bis dell'articolo 1, della citata legge
30 dicembre 2024, n. 207, abrogato dalla presente legge,
trattava iniziative finanziarie nell'ambito del Piano casa
Italia.
- Si riporta il testo dell'articolo 1, comma 782, della
legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante «Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e
bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028», come
modificato dalla presente legge:
«Art. 1 (Risultati differenziali del bilancio dello
Stato). - (Omissis.)
782. Le risorse per l'attuazione del piano sociale
per il clima di cui al regolamento (UE) 2023/955 possono
essere utilizzate per le finalita' previste dai commi da
613 a 615 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n.
232, per le iniziative rientranti nell'ambito del Piano
strategico nazionale della mobilita' sostenibile, e per
interventi in materia di poverta' energetica per le
famiglie vulnerabili.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 24, comma 5-bis,
del citato decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380:
«Art. 24 (L) (Agibilita'). - (Omissis.)
5-bis. Nelle more della definizione dei requisiti di
cui all'articolo 20, comma 1-bis, ai fini della
certificazione delle condizioni di cui al comma 1 del
presente articolo e dell'acquisizione dell'assenso da parte
dell'amministrazione competente, fermo restando il rispetto
degli altri requisiti igienico-sanitari previsti dalla
normativa vigente, il progettista abilitato e' autorizzato
ad asseverare la conformita' del progetto alle norme
igienico-sanitarie nelle seguenti ipotesi:
a) locali con un'altezza minima interna inferiore a
2,70 metri fino al limite massimo di 2,40 metri;
b) alloggio monostanza, con una superficie minima,
comprensiva dei servizi, inferiore a 28 metri quadrati,
fino al limite massimo di 20 metri quadrati, per una
persona, e inferiore a 38 metri quadrati, fino al limite
massimo di 28 metri quadrati, per due persone.
(Omissis.).».
 
Art. 9

Programmi infrastrutturali di edilizia integrata

1. Al fine di assicurare un'offerta abitativa coerente con le disponibilita' ((economiche)) dei soggetti per i quali, senza potere accedere a programmi di edilizia residenziale pubblica in considerazione della ((loro condizione)) economica e patrimoniale, l'accesso al libero mercato abitativo in locazione o in acquisto per il conseguimento della casa di abitazione principale rappresenta comunque un onere non sostenibile, tenuto conto della condizione sociale ed economica attestata dal relativo ((indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) )), dell'eta', della composizione del nucleo familiare e degli altri elementi identificati con il decreto di cui al comma 9, sono realizzati programmi infrastrutturali di edilizia integrata, anche su aree urbane diverse, che si articolano nell'intero periodo di realizzazione del programma di investimento complessivo, volti a consentire l'accesso a un'offerta sostenibile di alloggi a prezzi accessibili. I programmi infrastrutturali di cui al primo periodo sono realizzati con l'attrazione prevalente di investimenti privati e con le eventuali risorse pubbliche disponibili a legislazione vigente.
((1-bis. Possono presentare programmi infrastrutturali di edilizia integrata ai sensi del presente articolo i soggetti privati, anche costituiti in forma di societa' di progetto o di veicolo societario appositamente costituito, in possesso dei seguenti requisiti:
a) capacita' economica e finanziaria adeguata all'investimento programmato, da attestare mediante idonea documentazione rilasciata da un primario istituto di credito o da un fondo di investimento;
b) documentata esperienza nella realizzazione o nella gestione di programmi edilizi di dimensioni analoghe a quelle del programma proposto, da attestare mediante idonea documentazione tecnica;
c) impegno formale, da inserire nell'atto convenzionale con il comune di cui al comma 3, lettera e), a mantenere la destinazione convenzionata degli immobili oggetto dei programmi infrastrutturali per l'intero periodo di vincolo.))

2. Ai programmi infrastrutturali di edilizia integrata possono accedere anche studenti universitari fuori sede e lavoratori del settore privato per le relative esigenze abitative a carico del datore di lavoro che abbiano necessita' di trasferirsi in un'altra localita' rispetto a quella di abitazione principale, ivi ((compresi i)) lavoratori stagionali. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 1-bis della legge 14 novembre 2000, n. 338, in materia di nuovo housing universitario ai fini del perseguimento delle finalita' indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
3. I programmi infrastrutturali di edilizia integrata rispettano le seguenti condizioni:
a) sono strutturati unitariamente mediante l'integrazione funzionale, finalizzata al conseguimento dell'equilibrio e della sostenibilita' ((economici)) dell'investimento complessivo, di specifici interventi volti alla realizzazione congiunta nello stesso contesto territoriale di edilizia convenzionata e di edilizia residenziale libera non convenzionata, alla luce di criteri di elevata sostenibilita' ambientale, di contenimento del consumo di suolo secondo quanto previsto ai sensi del comma 4, nonche' di efficienza energetica e tecnologica, tenendo conto dell'effettivo bisogno abitativo presente nelle diverse realta' territoriali. ((Ai fini del presente articolo, per «contesto territoriale» si intende l'ambito fisicamente continuo o funzionalmente unitario, definito in sede di convenzione con il comune interessato, entro il quale e' realizzato il programma di investimento infrastrutturale, comprendente le componenti sia di edilizia convenzionata sia di edilizia residenziale libera non convenzionata e delimitato anche con riferimento a piu' comparti o sub-ambiti oggetto di trasformazione, purche' rientranti nella medesima unita' progettuale e nel medesimo atto convenzionale di cui alla lettera e);
a-bis) il contesto territoriale di cui alla lettera a) puo' essere individuato nell'ambito di un comparto di sviluppo di maggiori dimensioni che preveda l'insediamento di una pluralita' di destinazioni d'uso, residenziali e non residenziali. In tale ipotesi, la quota percentuale minima di cui alla lettera d) e' calcolata esclusivamente con riferimento all'importo dell'investimento complessivo destinato alla componente residenziale del comparto, ossia quella relativa alle unita' abitative di edilizia convenzionata e di edilizia residenziale libera di cui alle lettere b) e c), con esclusione degli investimenti riguardanti destinazioni d'uso non residenziali. L'atto convenzionale con il comune di cui alla lettera e) definisce il perimetro della componente residenziale e la relativa quota di investimento posta a base del calcolo;
a-ter) assicurano, per la componente di edilizia convenzionata, la presenza di spazi e servizi di prossimita', anche comuni, funzionali alla coesione sociale e al benessere della comunita' residente, con particolare riferimento a interventi di senior cohousing e cohousing intergenerazionale;))

b) gli interventi di edilizia convenzionata sono finalizzati ((alla)) locazione o alla vendita, rispettivamente a canone o a prezzo calmierati, di unita' abitative destinate ad abitazione principale, ((residenze per il personale delle Forze di polizia,)) residenze per studenti universitari fuori sede o alloggi per lavoratori del settore privato, ai sensi del comma 2((,)) in favore di soggetti in possesso di cittadinanza italiana o di altro Stato ((membro)) dell'Unione europea ovvero di permesso di soggiorno che consente l'attivita' lavorativa;
c) gli interventi di edilizia residenziale non convenzionata sono finalizzati alla realizzazione di edilizia residenziale destinata alla locazione o alla vendita a condizioni di mercato;
d) l'investimento occorrente per la realizzazione dei programmi infrastrutturali di cui al presente articolo e' destinato agli interventi di edilizia convenzionata di cui alla lettera b) in misura non inferiore al 70 per cento dell'importo dell'investimento complessivo per il medesimo contesto territoriale. L'equilibrio economico-finanziario dell'investimento deve essere garantito nel rispetto di tale misura minima con riferimento al programma di investimento complessivo e per ogni intervento previsto in ciascun ambito territoriale durante l'arco di tempo di attuazione del progetto integrato;
e) il prezzo e il canone calmierati di cui alla lettera b) sono determinati in apposito atto convenzionale con il comune interessato, anche in maniera differenziata per le diverse categorie di destinazione degli alloggi previste ai sensi del presente articolo e delle diverse zone territoriali interessate e deve in ogni caso garantire una riduzione di almeno il 33 per cento rispetto ai valori correnti di mercato nella stessa zona. A tal fine:
1) si fa riferimento ai valori ((risultanti dalle quotazioni immobiliari correnti pubblicate semestralmente dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle entrate per la stessa zona territoriale omogenea, per la stessa tipologia edilizia e per lo stesso stato di manutenzione e conservazione;
2) in caso di non corrispondenza con i dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare, i valori di riferimento sono determinati in sede di convenzione con il comune interessato applicando una riduzione non inferiore al 33 per cento sui valori effettivi di mercato degli immobili in vendita e locazione, desunti da atti pubblici e contratti registrati negli ultimi sei mesi per ciascuna zona territoriale omogenea, avuto riguardo alle diverse tipologie di contratti nonche' alle specifiche tipologie edilizie e al rispettivo stato di manutenzione e conservazione, cosi' oggettivamente documentati; a tal fine, il comune puo' avvalersi dei servizi estimativi svolti dall'Agenzia delle entrate ai sensi dell'articolo 64, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;))

3) si procede ai sensi del numero 2) anche in caso di mancanza o insufficienza dei dati dell'Osservatorio di cui al numero 1) con riguardo alla specifica destinazione funzionale o tipologia di contratto oggetto della convenzione con il comune;
f) le unita' immobiliari di cui alla lettera b) sono destinate alla cessione in proprieta' o alla locazione, rispettivamente a prezzo o canone calmierati, esclusivamente in favore dei soggetti ivi indicati per i quali risultino i seguenti requisiti:
1) ((la loro condizione)) economica e patrimoniale attestata dal relativo ISEE ((e')) superiore ai limiti vigenti per l'accesso a programmi di edilizia residenziale pubblica o sovvenzionata;
2) gli oneri su base annua connessi all'acquisto in proprieta' o alla locazione a prezzo o canone in base ai correnti valori di mercato, anche in maniera differenziata per le diverse tipologie ((immobiliari)) previste ai sensi del presente articolo e delle diverse realta' territoriali interessate, come definiti ai sensi della lettera e), ((eccedono)) il 30 per cento del reddito medio disponibile personale o del nucleo familiare convivente;
3) ((il loro reddito)) medio disponibile personale o del nucleo familiare convivente su base annua non ((e')) superiore a cinque volte l'importo degli oneri su base annua di cui al numero 2);
g) in caso di accertamento dell'assenza dei requisiti soggettivi prescritti ai sensi della lettera f) al momento della ((stipulazione)), il contratto di compravendita o locazione eventualmente stipulato e' nullo. Fino allo scadere del vincolo di destinazione ad uso residenziale convenzionata a canone o a prezzo calmierato di cui al comma 5, in caso di superamento dei requisiti della condizione economica e patrimoniale successivamente alla ((stipulazione)) del contratto di locazione per due anni consecutivi, e' consentito alle parti optare per la risoluzione del contratto o la conversione del canone ai valori correnti di mercato. Tale facolta' puo' essere esercitata entro sei mesi dalla comunicazione da parte del conduttore della variazione dei requisiti economici e patrimoniali di cui alla lettera f) ovvero da parte dell'amministrazione comunale, anche ((all'esito dello)) scambio informativo con l'amministrazione finanziaria di cui alla lettera i), ((numero 2), quarto periodo)). In mancanza, il contratto e' risolto di diritto ai sensi dell'articolo 1456 del codice civile;
h) nell'atto convenzionale di cui alla lettera e) sono definite ((le)) modalita' di applicazione, anche prevedendone l'espresso recepimento nei contratti di locazione, delle seguenti previsioni:
1) specifico obbligo in capo al conduttore di comunicazione tempestiva al locatore e all'amministrazione comunale, secondo termini e modalita' appositamente ((definiti)), delle eventuali variazioni dei requisiti economici e patrimoniali di cui alla lettera f), con la previsione espressa della risoluzione di diritto del contratto ai sensi dell'articolo 1456 del codice civile in caso di inadempimento di tale obbligo da parte del conduttore;
2) nei casi di omissione dell'obbligo di cui al numero 1) ovvero di mancata conversione del canone di locazione ai valori correnti di mercato nei termini di cui alla lettera g), ferma restando la risoluzione di diritto del contratto, il conduttore e' altresi' obbligato a versare in favore del comune interessato, con vincolo di destinazione esclusivo al potenziamento delle politiche abitative, la differenza tra l'importo del canone ai valori correnti di mercato e il canone calmierato applicato per tutto il periodo oggetto di contestazione, oltre le spese di accertamento e gli interessi al tasso legale. Nei contratti di locazione e' chiaramente evidenziato che alla riscossione dei predetti importi si provvede a mezzo ruolo e si applicano l'articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602((, e l'articolo 144 del testo unico in materia di versamenti e di riscossione, di cui al decreto legislativo 24 marzo 2025,)) n. 33;
3) termini e modalita' per assicurare la comunicazione costante e tempestiva ai fini del rispetto dell'obbligo di cui al numero 1), nonche' il monitoraggio e controllo da parte dell'amministrazione comunale sul rispetto dell'obbligo di comunicazione del conduttore di cui al numero 1), a fini di dissuasione dall'inadempimento;
i) con l'atto convenzionale di cui alla lettera e), sulla base di linee guida approvate dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, sono definite modalita' omogenee per:
1) la documentazione del possesso dei requisiti di cui alla lettera f);
2) il monitoraggio e il controllo da parte dell'amministrazione comunale interessata, senza nuovi o maggiori oneri a carico delle finanze dell'ente territoriale, sulla destinazione effettiva delle unita' residenziali realizzate ai sensi della lettera b) esclusivamente in favore dei soggetti in possesso dei requisiti di cui alla lettera f), nonche' sulle fattispecie di cui alla lettera g), nel rispetto delle disposizioni in materia di tutela dei dati personali. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate((,)) da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalita' tecniche per la trasmissione all'amministrazione finanziaria dei contratti registrati di compravendita, mutuo ((fondiario e locazione)) delle unita' residenziali di cui alla lettera b). L'amministrazione finanziaria provvede, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ai controlli di competenza avvalendosi dei poteri e delle facolta' consentite dalla normativa vigente e con la formazione di apposite liste selettive. Con lo stesso provvedimento sono stabilite altresi' le modalita' tecniche per la comunicazione ai comuni interessati degli esiti delle attivita' di controllo anche ai fini del rispetto dei requisiti di cui alle lettere f) e g) e per l'applicazione delle relative disposizioni;
3) soddisfare le esigenze abitative di lavoratori stagionali anche attraverso la possibilita' che unita' abitative realizzate ai sensi del comma 3, lettera b)((,)) siano destinate a piu' finalita' nell'ambito di quelle previste ai sensi del comma 2, primo periodo, in caso di utilizzo per ciascuna destinazione per una durata inferiore ai dodici mesi continuativi nell'arco di un anno;
4) assicurare una adeguata dotazione di servizi pubblici a servizio ((delle unita' abitative)) oggetto degli interventi di cui al comma 3, lettera b), con particolare riferimento alla presenza di esercizi commerciali di vicinato ((e di attivita' artigianali di produzione di beni o di prestazione di servizi)), nel rispetto delle esigenze delle realta' territoriali interessate e ((sentiti le associazioni di categoria maggiormente rappresentative nonche' le reti e gli enti del Terzo settore operanti in ambito sociosanitario e di comunita', ove presenti;
i-bis) una quota compresa tra il 5 per cento e il 15 per cento della superficie utile complessiva puo' essere destinata a start-up, microimprese, attivita' lavorative svolte in postazioni condivise (coworking), commercio di prossimita', artigianato urbano e a servizi di quartiere mediante convenzioni a canone calmierato;))

l) fino allo scadere del vincolo di destinazione ad uso residenziale convenzionata a canone o a prezzo calmierato di cui al comma 5, le unita' residenziali vendute a prezzo calmierato ai sensi della lettera b) possono essere ulteriormente rivendute ad un prezzo di vendita non superiore a quello stabilito ai sensi della lettera e), oltre rivalutazione annuale secondo l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ai sensi dell'((articolo 81)) della legge 27 luglio 1978, ((n. 392; per)) lo stesso periodo, per i contratti di compravendita o locazione di cui alla lettera b), non e' consentita la cessione del contratto, la locazione a terzi, anche parziale, o altro atto dispositivo volto a costituire o trasferire a terzi diritti in contrasto con la destinazione esclusiva dell'unita' residenziale alle finalita' di cui alla lettera b), tenuto conto di quanto previsto ai sensi della lettera i)((,)) numero 3).
4. Al fine di limitare il consumo di suolo, ((assicurando)) la tutela ambientale e dell'ecosistema, la salvaguardia del paesaggio, la prevenzione di rischi naturali e la sicurezza del territorio, gli interventi di cui al comma 3 ((sono attuati)) prioritariamente attraverso programmi di rigenerazione urbana, riuso di aree gia' urbanizzate o degradate, riqualificazione del patrimonio edilizio esistente ovvero per le esigenze specifiche di lavoratori stagionali in agricoltura((, nell'edilizia, nell'impiantistica)) e nel turismo, ivi ((compresi)) gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di cui all'articolo 5 della legge 25 agosto 1991, n. 287, e il settore termale, e ((per la)) ristrutturazione di immobili esistenti in zone agricole. Per tali programmi possono essere previsti incrementi della superficie utile, anche in misura differenziata per gli interventi di cui al comma 3, lettere b) e c) , e comunque in misura non superiore al limite previsto all'articolo 1-quater, comma 7, della legge 14 novembre 2000, n. 338, per gli interventi di cui al comma 3, lettera b), e ferma restando la disciplina ordinaria per quelli di cui alla lettera c) del citato comma 3, e gli stessi devono riguardare aree urbanizzate ovvero urbanizzabili ai sensi ((degli strumenti urbanistici vigenti)), fatta salva la disciplina di cui all'articolo 10 e la possibilita' di ristrutturazione di edifici esistenti in zone agricole per le esigenze specifiche di lavoratori stagionali in agricoltura.
5. Il soggetto attuatore e' tenuto, mediante sottoscrizione di apposito atto d'obbligo da trascrivere nei registri immobiliari entro trenta giorni dal completamento dell'intervento, a mantenere la destinazione d'uso residenziale convenzionata a canone o a prezzo calmierato per gli interventi di cui al comma 3, lettera b), per un periodo non inferiore a trenta anni dalla data ((della fine dei lavori)). Inoltre, il soggetto attuatore si impegna a garantire, per la parte degli interventi di cui alla ((lettera b) del)) comma 3 e per una durata non inferiore a trenta anni dalla data ((della fine dei lavori)), un prezzo di vendita e un canone di locazione di importo non superiore a quello fissato ai sensi del comma 3, lettera e), oltre rivalutazione annuale secondo l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ai sensi dell'((articolo 81)) della legge 27 luglio 1978, n. 392.
6. Prima del completamento dell'intervento, ferma restando la misura minima di interventi di edilizia convenzionata di cui al comma 3, lettera d), resta in ogni caso salva la facolta' di convenire un'articolazione funzionale diversa tra le diverse tipologie edilizie di cui al citato comma 3, previa sottoscrizione di apposita convenzione urbanistica con il comune competente, che preveda anche la realizzazione di adeguate attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale.
7. Per la realizzazione di interventi di cui al presente articolo mediante specifici grandi programmi di investimento ((nel territorio)) italiano di cui all'articolo 13 del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136, la facolta' di ricorrere alla disciplina di cui al citato articolo 13 del decreto-legge n. 104 del 2023 e' consentita con riferimento all'ammontare degli investimenti durante l'intero arco temporale di realizzazione degli interventi infrastrutturali nei quali e' articolato il programma.
8. Nell'ipotesi di cui al comma 7, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa delibera del Consiglio dei ministri, d'intesa con il Presidente della regione territorialmente interessata, si provvede a dichiarare il preminente interesse strategico nazionale ((del programma di investimento)) e alla nomina del Commissario straordinario di Governo ai sensi dell'articolo 13, comma 3, del citato decreto-legge n. 104 del 2023, con i poteri previsti dai commi 4, 5, 6 e 7 del medesimo articolo, per assicurare il coordinamento e l'azione amministrativa necessari per la tempestiva ed efficace realizzazione del programma di investimento individuato e dichiarato di preminente interesse strategico nazionale. Con la medesima procedura di cui al primo periodo, l'incarico di Commissario straordinario puo' essere revocato, in conseguenza di gravi inadempienze occorse nello svolgimento delle funzioni commissariali. Per l'esercizio dei compiti assegnati, che ((comprendono)) anche le funzioni di monitoraggio e controllo sul rispetto del programma di investimento e delle relative fasi di attuazione, il Commissario straordinario puo' avvalersi di una struttura di supporto posta alle sue dirette dipendenze, costituita con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al presente comma, che opera sino alla data di cessazione dell'incarico del Commissario e ((che e' composta da non piu' di)) dieci unita' di personale non dirigenziale delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con oneri a carico delle amministrazioni di appartenenza. A tale personale, collocato ((fuori ruolo o in posizione di comando o di distacco)), e' riconosciuta l'indennita' di amministrazione del personale della Presidenza del Consiglio dei ministri. All'atto del collocamento fuori ruolo e' reso indisponibile, nella dotazione organica dell'amministrazione di provenienza, per tutta la durata del collocamento fuori ruolo, un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario. Il Commissario puo' avvalersi fino ad un massimo di cinque esperti individuati ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, cui e' riconosciuto un compenso massimo annuo di euro 80.000 al lordo dei contributi previdenziali e degli oneri fiscali a carico dell'amministrazione per singolo incarico. In deroga all'articolo 13, comma 3, del suddetto decreto legge n.104 del 2023, con il decreto di cui al primo periodo ((del presente comma)) e' stabilito il compenso del Commissario straordinario anche in deroga all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e comunque nel limite massimo di cui all'articolo 23-ter, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il Commissario puo' altresi' avvalersi su base convenzionale, ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, delle competenti strutture delle amministrazioni territoriali interessate, sulla base di apposita intesa con l'Associazione Nazionale dei Comuni italiani e la Conferenza delle regioni e delle province autonome. Agli oneri derivanti dal presente comma, nei limiti del rimborso dei costi emergenti, e comunque non oltre l'importo complessivo di euro 572.148 per l'anno 2026 e di 980.824 euro annui a decorrere ((dall'anno 2027)), si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
9. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, senza in ogni caso precludere, nelle more, la possibilita' di avviare l'applicazione della disciplina di cui ai commi 7 e 8, sono adottate le disposizioni occorrenti per l'individuazione dei criteri soggettivi per l'accesso ai programmi infrastrutturali di cui al comma 3, lettera b), ai sensi del comma 1, nonche' le ulteriori misure di attuazione del presente articolo((, ivi comprese quelle concernenti le modalita' di verifica dei requisiti, anche con riferimento a quelli previsti dalla normativa antimafia e ai controlli sull'origine dei capitali investiti.))

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 1-bis della legge
14 novembre 2000, n. 338, recante «Disposizioni in materia
di alloggi e residenze per studenti universitari»:
«Art. 1-bis (Nuovo housing universitario). - 1. Le
risorse previste dalla riforma 1.7 della missione 4,
componente 1, del Piano nazionale di ripresa e resilienza
(PNRR) sono destinate all'acquisizione della disponibilita'
di nuovi posti letto presso alloggi o residenze per
studenti delle istituzioni della formazione superiore, ai
fini del perseguimento delle finalita' previste dalla
medesima riforma.
2. Le risorse destinate ai sensi del comma 1 sono
assegnate alle imprese, agli operatori economici di cui
all'articolo 1, comma 1, lettera l), dell'allegato I.1 al
codice dei contratti pubblici, di cui al decreto
legislativo 31 marzo 2023, n. 36, agli altri soggetti
privati di cui all'articolo 1, comma 1, della presente
legge e agli altri soggetti pubblici, sulla base delle
proposte selezionate da una commissione istituita presso il
Ministero dell'universita' e della ricerca, secondo le
procedure definite dal decreto di cui al comma 7. Ai
componenti della commissione non spettano compensi, gettoni
di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque
denominati.
3. La ripartizione delle risorse tra le proposte
selezionate ai sensi del comma 2 e' effettuata, con decreto
del Ministro dell'universita' e della ricerca, sulla base
del numero dei posti letto previsti in base a ciascuna
proposta e tenuto conto dei fabbisogni espressi dalla
ricognizione effettuata con le modalita' indicate dal
decreto di cui al comma 7, nonche' della quota da riservare
alle regioni del Mezzogiorno, ai sensi dell'articolo 2,
comma 6-bis, secondo periodo, del decreto-legge 31 maggio
2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
luglio 2021, n. 108. L'erogazione delle risorse di cui al
presente comma e' effettuata in esito alla effettiva messa
a disposizione, anche tramite appositi bandi, dei posti
letto relativi alle proposte ammesse a finanziamento.
4. Le risorse assegnate ai sensi del comma 3 sono
destinate al pagamento del corrispettivo, o parte di esso,
dovuto per il godimento dei posti letto resi disponibili ai
sensi del presente articolo presso alloggi o residenze per
i primi tre anni dalla effettiva fruibilita' degli stessi.
E' possibile erogare anticipatamente il contributo relativo
ai primi tre anni di gestione dell'immobile, in un'unica
soluzione, a fronte di idonea garanzia bancaria o
assicurativa volta ad assicurare il rispetto del vincolo di
destinazione nel periodo di riferimento del contributo di
gestione.
5. I soggetti aggiudicatari ai sensi del comma 3
assicurano la destinazione d'uso prevalente degli immobili
utilizzati per le finalita' del presente articolo ad
alloggio o residenza per studenti con possibilita' di
destinazione ad altra finalita', anche a titolo oneroso,
delle parti della struttura eventualmente non utilizzate,
ovvero degli stessi alloggi o residenze in relazione ai
periodi non correlati allo svolgimento delle attivita'
didattiche.
6. La riduzione della disponibilita' di posti letto
rispetto al numero degli stessi indicato in sede di
proposta comporta la riduzione delle somme erogate e dei
benefici di cui ai commi 9 e 10 in misura proporzionale
alla riduzione della disponibilita' prevista. In caso di
mutamento della destinazione d'uso prevalente ad alloggio o
residenza per studente degli immobili utilizzati per le
finalita' del presente articolo, il soggetto aggiudicatario
decade dai benefici di cui ai commi 9, 10 e 11.
7. Con decreto del Ministro dell'universita' e della
ricerca, sentite la Conferenza dei rettori delle
universita' italiane e la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, da adottare entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, sono definiti:
a) la composizione della commissione di valutazione
di cui al comma 2;
b) le procedure per la ricognizione dei fabbisogni
territoriali di posti letto;
c) le procedure per la presentazione delle proposte
di intervento e per la loro valutazione, nonche' il numero
minimo di posti letto per intervento;
d) le procedure e i criteri volti ad individuare il
corrispettivo unitario per i posti letto, tenendo conto
dell'ambito territoriale, dei valori di mercato di
riferimento, delle tipologie degli immobili e del livello
dei servizi offerti agli studenti nonche' della riduzione
del 15 per cento in ragione della finalita' sociale delle
misure di cui al presente articolo;
e) le garanzie patrimoniali minime per accedere
alle misure di cui al presente articolo, anche al fine di
assicurare un vincolo di destinazione, pari ad almeno nove
anni successivi al terzo anno, con decorrenza
dall'acquisizione della disponibilita' degli alloggi o
delle residenze per l'utilizzo previsto;
f) gli standard minimi qualitativi degli alloggi o
delle residenze e degli ulteriori servizi offerti, in
relazione sia allo spazio comune per studente che alle
relative dotazioni strumentali, fermo restando il rispetto
del principio di non arrecare danno significativo
all'ambiente (DNSH).
8. I posti letto ottenuti con le misure di cui al
presente articolo sono destinati agli studenti fuori sede
individuati sulla base delle graduatorie del diritto allo
studio, ovvero di quelle di merito.
9. Con decorrenza dall'anno di imposta 2024, le somme
corrisposte ai sensi del comma 4 non concorrono alla
formazione del reddito ai fini dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle
societa', nonche' alla formazione del valore netto della
produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive. I redditi derivanti dalla messa a disposizione
di posti letto presso alloggi o residenze per studenti
universitari di cui al presente articolo, salvo quanto
previsto al primo periodo, non concorrono alla formazione
del reddito ai fini dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche e dell'imposta sul reddito delle societa', nonche'
alla formazione del valore della produzione netta ai fini
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, nella
misura del 40 per cento, a condizione che tali redditi
rappresentino piu' della meta' del reddito complessivamente
derivante dall'immobile.
10. Gli atti aventi ad oggetto gli immobili destinati
ad alloggi o residenze per studenti universitari stipulati
in relazione alle proposte ammesse al finanziamento di cui
al presente articolo sono esenti dall'imposta di bollo di
cui decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 642, e dall'imposta di registro prevista dal testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26
aprile 1986, n. 131. Ferma restando la decadenza dal
beneficio prevista dal comma 6, qualora a seguito della
stipula degli atti di cui al primo periodo non venga dato
seguito, entro i termini previsti, agli interventi
finalizzati alla realizzazione e messa a disposizione degli
alloggi o delle residenze universitarie, si determina la
decadenza dal beneficio fiscale di cui al presente comma.
11. Ai soggetti aggiudicatari ai sensi del comma 3
ovvero ai proprietari dei relativi immobili, ove non
coincidenti con i primi, come risultanti dalla domanda di
partecipazione alle procedure per la presentazione delle
proposte di intervento, e' riconosciuto un contributo sotto
forma di credito d'imposta, per una quota massima pari
all'importo versato a titolo di imposta municipale propria
di cui all'articolo 1, comma 738, della legge 27 dicembre
2019, n. 160, in relazione agli immobili, o a parte di
essi, destinati ad alloggio o residenza per studenti ai
sensi del presente articolo. Il credito d'imposta e'
utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi
dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241. Con decreto del Ministro dell'universita' e della
ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione, sono
definite le disposizioni attuative della misura, con
particolare riguardo alle procedure di concessione e di
fruizione del contributo, sotto forma di credito d'imposta,
anche al fine del rispetto del limite di spesa di cui al
presente comma, nonche' alle condizioni di revoca e
all'effettuazione dei controlli. Agli oneri derivanti
dall'attuazione del presente comma si provvede nel limite
di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2024.
12. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 9,
secondo periodo, valutati in 19,1 milioni di euro per
l'anno 2025 e in 10,8 milioni di euro a decorrere dall'anno
2026, e del comma 11, pari a 5 milioni di euro annui a
decorrere dall'anno 2024, si provvede:
a) quanto a 5 milioni di euro per l'anno 2024 e
12,1 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025,
mediante riduzione per 12,1 milioni di euro annui a
decorrere dall'anno 2024 delle proiezioni dello
stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,
ai fini del bilancio triennale 2022-2024, nell'ambito del
programma "Fondi di riserva e speciali" della missione
"Fondi da ripartire" dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2022,
allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al Ministero dell'universita' e della ricerca;
b) quanto a 12 milioni di euro per l'anno 2025 e
3,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026
mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui
all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n.
190.
13.».
- Si riporta il testo dell'articolo 64, comma 3-bis,
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
«Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma
dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»:
«Art. 64 (Ulteriori funzioni dell'agenzia delle
entrate). - (Omissis.)
3-bis. Ferme le attivita' di valutazione immobiliare
per le amministrazioni dello Stato di competenza
dell'Agenzia del demanio, l'Agenzia delle entrate e'
competente a svolgere le attivita' di valutazione
immobiliare e tecnico-estimative richieste dalle
amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dagli enti
ad esse strumentali. Le predette attivita' sono
disciplinate mediante accordi, secondo quanto previsto
dall'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni. Tali accordi prevedono il
rimborso dei costi sostenuti dall'Agenzia, la cui
determinazione e' stabilita nella Convenzione di cui
all'articolo 59.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 1456 del Codice
civile, approvato con Regio decreto 16 marzo 1942, n. 262:
«Art. 1456 (Clausola risolutiva espressa). - I
contraenti possono convenire espressamente che il contratto
si risolva nel caso che una determinata obbligazione non
sia adempiuta secondo le modalita' stabilite.
In questo caso, la risoluzione si verifica di diritto
quando la parte interessata dichiara all'altra che intende
valersi della clausola risolutiva.».
- Si riporta il testo dell'articolo 48-bis del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602,
recante «Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul
reddito»:
«Art. 48-bis (Disposizioni sui pagamenti delle
pubbliche amministrazioni). - 1.A decorrere dalla data di
entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2, le
amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e le
societa' a prevalente partecipazione pubblica, prima di
effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo
superiore a cinquemila euro, verificano, anche in via
telematica, se il beneficiario e' inadempiente all'obbligo
di versamento derivante dalla notifica di una o piu'
cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari
almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono
al pagamento e segnalano la circostanza all'agente della
riscossione competente per territorio, ai fini
dell'esercizio dell'attivita' di riscossione delle somme
iscritte a ruolo. La presente disposizione non si applica
alle aziende o societa' per le quali sia stato disposto il
sequestro o la confisca ai sensi dell'articolo 12-sexies
del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, ovvero
della legge 31 maggio 1965, n. 575 423, ovvero che abbiano
ottenuto la dilazione del pagamento ai sensi dell'articolo
19 del presente decreto nonche' ai risparmiatori di cui
all'articolo 1, comma 494, della legge 30 dicembre 2018, n.
145, che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di
banche e loro controllate aventi sede legale in Italia,
poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16
novembre 2015 e prima del 16 gennaio 2018.
1-bis. Limitatamente alle somme dovute a titolo di
stipendio, di salario o di altre indennita' relative al
rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a
causa di licenziamento, le disposizioni di cui al comma 1
si applicano anche al pagamento di importi superiori a
duemilacinquecento euro; in tal caso, i soggetti di cui al
medesimo comma 1 verificano se il beneficiario e'
inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla
notifica di una o piu' cartelle di pagamento per un
ammontare complessivo pari almeno a cinquemila euro.
1-ter. Relativamente alle somme di cui all'articolo
54 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, dovute agli esercenti arti e professioni per
l'attivita' professionale dai medesimi svolta, anche in
favore di persone ammesse al patrocinio a spese dello
Stato, le disposizioni di cui al comma 1 del presente
articolo si applicano, a decorrere dal 15 giugno 2026,
anche al pagamento di importi fino a 5.000 euro; in tal
caso, i soggetti di cui allo stesso comma 1 verificano se
il beneficiario e' inadempiente all'obbligo di versamento
derivante dalla notifica di una o piu' cartelle di
pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a
cinquemila euro e, in caso affermativo, sono tenuti a
procedere, direttamente in base all'esito della verifica,
al pagamento in favore:
a) dell'agente della riscossione, fino a
concorrenza del debito risultante dalla verifica;
b) del beneficiario, nei limiti delle somme
eventualmente eccedenti l'ammontare del predetto debito.
2. Con regolamento del Ministro dell'economia e delle
finanze, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le
modalita' di attuazione delle disposizioni di cui al comma
1.
2-bis. Con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze, l'importo di cui al
comma 1 puo' essere aumentato, in misura comunque non
superiore al doppio, ovvero diminuito.».
- Si riporta il testo dell'articolo 144 del decreto
legislativo 24 marzo 2025, n. 33, recante «Testo unico in
materia di versamenti e di riscossione»:
«Art. 144 (Disposizioni sui pagamenti delle pubbliche
amministrazioni). - 1.A decorrere dalla data di entrata in
vigore del regolamento di cui al comma 4, le
amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e le
societa' a prevalente partecipazione pubblica, prima di
effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo
superiore a 5.000 euro, verificano, anche in via
telematica, se il beneficiario e' inadempiente all'obbligo
di versamento derivante dalla notifica di una o piu'
cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari
almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono
al pagamento e segnalano la circostanza all'agente della
riscossione competente per territorio, ai fini
dell'esercizio dell'attivita' di riscossione delle somme
iscritte a ruolo. La presente disposizione non si applica
alle aziende o societa' per le quali sia stato disposto il
sequestro o la confisca ai sensi dell'articolo 240-bis del
codice penale o del decreto legislativo 6 settembre 2011,
n. 159, ovvero che abbiano ottenuto la dilazione del
pagamento ai sensi dell'articolo 105 nonche' ai
risparmiatori di cui all'articolo 1, comma 494, della legge
30 dicembre 2018, n. 145, che hanno subito un pregiudizio
ingiusto da parte di banche e loro controllate aventi sede
legale in Italia, poste in liquidazione coatta
amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 16
gennaio 2018.
2. Limitatamente alle somme dovute a titolo di
stipendio, di salario o di altre indennita' relative al
rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a
causa di licenziamento, le disposizioni di cui al comma 1
si applicano anche al pagamento di importi superiori a
2.500 euro; in tal caso, i soggetti di cui al medesimo
comma 1 verificano se il beneficiario e' inadempiente
all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o
piu' cartelle di pagamento per un ammontare complessivo
pari almeno a 5.000 euro.
3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano con
riferimento ai pagamenti da effettuare a titolo di
stipendio, di salario o di altre indennita' relative al
rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a
causa di licenziamento, a decorrere dal 1° gennaio 2026.
4. Con regolamento del Ministro dell'economia e delle
finanze, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le
modalita' di attuazione delle disposizioni di cui al comma
1.
5. Con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze, l'importo di cui al
comma 1 puo' essere aumentato, in misura comunque non
superiore al doppio, ovvero diminuito.».
- Si riporta il testo dell'articolo 81 della legge 27
luglio 1978, n. 392, recante «Disciplina delle locazioni
diimmobili urbani»:
«Art. 81 (Pubblicazione dei dati ISTAT nella Gazzetta
Ufficiale). - Le variazioni dell'indice dei prezzi al
consumo per le famiglie di operai e impiegati accertate
dall'ISTAT sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.».
- Si riporta il testo dell'articolo 5 della legge 25
agosto 1991, n. 287, recante «Aggiornamento della normativa
sull'insediamento e sull'attivita' dei pubblici esercizi»:
«Art. 5 (Tipologia degli esercizi). - 1. Anche ai
fini della determinazione del numero delle autorizzazioni
rilasciabili in ciascun comune e zona, i pubblici esercizi
di cui alla presente legge sono distinti in:
a) esercizi di ristorazione, per la
somministrazione di pasti e di bevande, comprese quelle
aventi un contenuto alcoolico superiore al 21 per cento del
volume, e di latte (ristoranti, trattorie, tavole calde,
pizzerie, birrerie ed esercizi similari);
b) esercizi per la somministrazione di bevande,
comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, nonche'
di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticceria e
gelateria, e di prodotti di gastronomia (bar, caffe',
gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari);
c) esercizi di cui alle lettere a) e b), in cui la
somministrazione di alimenti e di bevande viene effettuata
congiuntamente ad attivita' di trattenimento e svago, in
sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti
balneari ed esercizi similari;
d) esercizi di cui alla lettera b), nei quali e'
esclusa la somministrazione di bevande alcoliche di
qualsiasi gradazione.
2. La somministrazione di bevande aventi un contenuto
alcoolico superiore al 21 per cento del volume non e'
consentita negli esercizi operanti nell'ambito di impianti
sportivi, fiere, complessi di attrazione dello spettacolo
viaggiante installati con carattere temporaneo nel corso di
sagre o fiere, e simili luoghi di convegno, nonche' nel
corso di manifestazioni sportive o musicali all'aperto. Il
sindaco, con propria ordinanza, sentita la commissione
competente ai sensi dell'art. 6, puo' temporaneamente ed
eccezionalmente estendere tale divieto alle bevande con
contenuto alcolico inferiore al 21 per cento del volume.
3. Il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, di concerto con il Ministro dell'interno,
con proprio decreto, adottato ai sensi dell'art. 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentite le
organizzazioni nazionali di categoria nonche' le
associazioni dei consumatori e degli utenti maggiormente
rappresentative a livello nazionale, puo' modificare le
tipologie degli esercizi di cui al comma 1, in relazione
alla funzionalita' e produttivita' del servizio da rendere
ai consumatori.
4. Gli esercizi di cui al presente articolo hanno
facolta' di vendere per asporto le bevande nonche', per
quanto riguarda gli esercizi di cui al comma 1, lettera a),
i pasti che somministrano e, per quanto riguarda gli
esercizi di cui al medesimo comma 1, lettera b), i prodotti
di gastronomia e i dolciumi, compresi i generi di gelateria
e di pasticceria. In ogni caso l'attivita' di vendita e'
sottoposta alle stesse norme osservate negli esercizi di
vendita al minuto.
5. Negli esercizi di cui al presente articolo il
latte puo' essere venduto per asporto a condizione che il
titolare sia munito dell'autorizzazione alla vendita
prescritta dalla legge 3 maggio 1989, n. 169, e vengano
osservate le norme della medesima.
6. E' consentito il rilascio, per un medesimo locale,
di piu' autorizzazioni corrispondenti ai tipi di esercizio
di cui al comma 1, fatti salvi i divieti di legge. Gli
esercizi possono essere trasferiti da tale locale ad altra
sede anche separatamente, previa la specifica
autorizzazione di cui all'art. 3.».
- Si riporta il testo dell'articolo 1-quater, comma 7,
della citata legge 14 novembre 2000, n. 338:
«Art. 1-quater (Semplificazioni in tema di cambi di
destinazione d'uso degli immobili da destinare a residenze
universitarie). - (Omissis.)
7. Nel caso di interventi di ristrutturazione
edilizia ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera d), del
testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 relativi ad immobili da
destinare ad alloggi o residenze per studenti delle
istituzioni di formazione superiore, gli interventi di cui
al comma 1 possono determinare incrementi di volumetria non
superiori al 35 per cento della volumetria originaria,
legittima o legittimata.
Resta fermo quanto previsto dall'ultimo periodo della
lettera d) del citato all'articolo 3, comma 1 del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
380 del 2001.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 13 del
decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104 («Disposizioni urgenti
a tutela degli utenti, in materia di attivita' economiche e
finanziarie e investimenti strategici.»), convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136:
«Art. 13 (Realizzazione di programmi di investimento
di interesse strategico nazionale). - 1. Il Consiglio dei
ministri puo' con propria deliberazione, su proposta del
Ministro delle imprese e del made in Italy, dichiarare il
preminente interesse strategico nazionale di grandi
programmi d'investimento sul territorio italiano, che
richiedono, per la loro realizzazione, procedimenti
amministrativi integrati e coordinati di enti locali,
regioni, province autonome, amministrazioni statali e altri
enti o soggetti pubblici di qualsiasi natura.
2. Per grandi programmi d'investimento si intendono
programmi di investimento diretto, anche esteri, a
eccezione dei programmi concernenti opere pubbliche, sul
territorio italiano dal valore complessivo non inferiore
all'importo di un miliardo di euro.
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri e' nominato, d'intesa con il Presidente della
regione territorialmente interessata, un commissario
straordinario di Governo per assicurare il coordinamento e
l'azione amministrativa necessari per la tempestiva ed
efficace realizzazione del programma d'investimento
individuato e dichiarato di preminente interesse strategico
ai sensi del comma 1. Al commissario non sono corrisposti
gettoni, compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti,
comunque denominati. Il commissario si avvale, senza nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,
dell'Unita' di missione "attrazione e sblocco degli
investimenti" di cui al comma 1-bis dell'articolo 30 del
decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91.
4. Ai fini dell'esercizio dei propri compiti, il
commissario straordinario, ove necessario, puo' provvedere,
a mezzo di ordinanza, sentite le amministrazioni
competenti, in deroga a ogni disposizione di legge diversa
da quella penale, fatto salvo il rispetto delle
disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle
misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159, e del decreto-legge 15 marzo 2012,
n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio
2012, n. 56, nonche' dei vincoli inderogabili derivanti
dall'appartenenza all'Unione europea. Le amministrazioni di
cui al primo periodo si esprimono entro il termine di
quindici giorni dalla richiesta, decorso il quale si
procede anche in mancanza dei pareri. Le ordinanze adottate
dal commissario straordinario sono immediatamente efficaci
e sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana. Nel caso in cui la deroga riguardi la
legislazione regionale, l'ordinanza e' adottata previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281.
5. Fermo restando l'esercizio dei poteri di cui al
comma 4, gli atti amministrativi necessari alla
realizzazione del programma d'investimento dichiarato di
preminente interesse strategico ai sensi del comma 1 sono
rilasciati nell'ambito di un procedimento unico di
autorizzazione. L'autorizzazione unica, nella quale
confluiscono tutti gli atti di concessione, autorizzazione,
assenso, intesa, parere e nulla osta comunque denominati,
previsti dalla vigente legislazione in relazione alle opere
da eseguire per la realizzazione del programma e alle
attivita' da intraprendere, e' rilasciata dal commissario
straordinario di cui al comma 3, in esito ad apposita
conferenza di servizi, convocata dal medesimo commissario,
in applicazione degli articoli 14-bis e seguenti della
legge 7 agosto 1990, n. 241. Alla conferenza di servizi
sono convocate tutte le amministrazioni competenti, ivi
comprese quelle per la tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, della
salute e della pubblica incolumita' dei cittadini.
6. Il rilascio dell'autorizzazione unica di cui al
comma 5 sostituisce ad ogni effetto tutti i provvedimenti e
ogni altra determinazione, concessione, autorizzazione,
approvazione, assenso, intesa, nulla osta e parere comunque
denominati e consente la realizzazione di tutte le opere,
prestazioni e attivita' previste nel programma.
L'autorizzazione unica ha effetto di variante degli
strumenti urbanistici vigenti e tiene luogo dei pareri, dei
nulla osta e di ogni eventuale ulteriore autorizzazione,
comunque denominata, anche ambientale, igienico-sanitaria o
antincendio, necessari ai fini della realizzazione degli
interventi previsti nel programma d'investimento di cui al
comma 1 e della loro conformita' urbanistica, paesaggistica
e ambientale. Il rilascio dell'autorizzazione unica
equivale a dichiarazione di pubblica utilita',
indifferibilita' e urgenza delle opere necessarie alla
realizzazione del programma, anche ai fini
dell'applicazione delle procedure del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, e costituisce titolo per la localizzazione delle
opere, che avviene sentito il Presidente della Giunta
regionale interessata, e per la costituzione volontaria o
coattiva di servitu' connesse alla realizzazione delle
attivita' e delle opere, fatto salvo il pagamento della
relativa indennita', e per l'apposizione di vincolo
espropriativo.
7. Rimane ferma in ogni caso l'applicazione, nei casi
previsti, delle previsioni del regolamento (UE) 2019/452
del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 marzo 2019,
nonche' del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito,
con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56.».
- Si riporta il testo dell'articolo 1, comma 2 e
dell'articolo 7, comma 6, del citato decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165:
«Art. 1 (Finalita' ed ambito di applicazione). -
(Omissis.)
2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte
le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e
scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,
le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento
autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita'
montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni
universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e
loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici
nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le
aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,
l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione
organica della disciplina di settore, le disposizioni di
cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al
CONI.
(Omissis.).»
«Art. 7 (Gestione delle risorse umane). - (Omissis.)
6. Fermo restando quanto previsto dal comma 5-bis,
per specifiche esigenze cui non possono far fronte con
personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono
conferire esclusivamente incarichi individuali, con
contratti di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e
comprovata specializzazione anche universitaria, in
presenza dei seguenti presupposti di legittimita':
a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere
alle competenze attribuite dall'ordinamento
all'amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti
specifici e determinati e deve risultare coerente con le
esigenze di funzionalita' dell'amministrazione conferente;
b) l'amministrazione deve avere preliminarmente
accertato l'impossibilita' oggettiva di utilizzare le
risorse umane disponibili al suo interno;
c) la prestazione deve essere di natura temporanea
e altamente qualificata; non e' ammesso il rinnovo;
l'eventuale proroga dell'incarico originario e' consentita,
in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto
e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma
restando la misura del compenso pattuito in sede di
affidamento dell'incarico;
d) devono essere preventivamente determinati
durata, oggetto e compenso della collaborazione.
Si prescinde dal requisito della comprovata
specializzazione universitaria in caso di stipulazione di
contratti di collaborazione per attivita' che debbano
essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi o
con soggetti che operino nel campo dell'arte, dello
spettacolo, dei mestieri artigianali o dell'attivita'
informatica nonche' a supporto dell'attivita' didattica e
di ricerca, per i servizi di orientamento, compreso il
collocamento, e di certificazione dei contratti di lavoro
di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
purche' senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica, ferma restando la necessita' di accertare la
maturata esperienza nel settore.
Il ricorso ai contratti di cui al presente comma per
lo svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei
soggetti incaricati ai sensi del medesimo comma come
lavoratori subordinati e' causa di responsabilita'
amministrativa per il dirigente che ha stipulato i
contratti. Il secondo periodo dell'articolo 1, comma 9, del
decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, e'
soppresso. Si applicano le disposizioni previste
dall'articolo 36, comma 3, del presente decreto e, in caso
di violazione delle disposizioni di cui al presente comma,
fermo restando il divieto di costituzione di rapporti di
lavoro a tempo indeterminato, si applica quanto previsto
dal citato articolo 36, comma 5-quater.
(Omissis.).».
- Per il testo dell'articolo 15, comma 3, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, si veda
nei riferimenti normativi all'articolo 3.
- Per il testo dell'articolo 23-ter, comma 1, del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, si
veda nei riferimenti normativi all'articolo 3.
- Si riporta il testo dell'articolo 15 della citata
legge 7 agosto 1990, n. 241:
«Art. 15 (Accordi fra pubbliche amministrazioni). -
1. Anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo
14, le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere
tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in
collaborazione di attivita' di interesse comune.
2. Per detti accordi si osservano, in quanto
applicabili, le disposizioni previste dall'articolo 11,
commi 2 e 3.
2-bis. A fare data dal 30 giugno 2014 gli accordi di
cui al comma 1 sono sottoscritti con firma digitale, ai
sensi dell'articolo 24 del decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, con firma elettronica avanzata, ai sensi
dell'articolo 1, comma 1, lettera q-bis), del decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ovvero con altra firma
elettronica qualificata, pena la nullita' degli stessi.
Dall'attuazione della presente disposizione non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello
Stato. All'attuazione della medesima si provvede
nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
previste dalla legislazione vigente.».
- Si riporta il testo del comma 200 dell'articolo 1,
della citata legge 23 dicembre 2014, n. 190:
«(Omissis.)
200. Nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze e' istituito un Fondo per far
fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel
corso della gestione, con la dotazione di 27 milioni di
euro per l'anno 2015 e di 25 milioni di euro annui a
decorrere dall'anno 2016. Il Fondo e' ripartito annualmente
con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di
bilancio.
(Omissis.).».
- Per il testo dell'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, si veda nei riferimenti normativi
all'articolo 5.
 
((Art. 9 bis

Misure relative agli alloggi di servizio dell'Arma dei carabinieri

1. Al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 295:
1) al comma 1, dopo la lettera b) e' aggiunta la seguente:
«b-bis) alloggi di servizio per esigenze temporanee»;
2) dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente:
«3-bis. Gli alloggi di cui al comma 1, lettera b-bis), sono concessi prioritariamente al personale dell'Arma dei carabinieri nell'interesse dell'amministrazione, per motivate esigenze di carattere temporaneo connesse al servizio, individuate con determinazione del Comandante generale dell'Arma dei carabinieri. Per eccezionali e documentate esigenze connesse alle attivita' istituzionali dell'Arma dei carabinieri, gli alloggi possono essere concessi anche al personale appartenente alle Forze armate nazionali e alle Forze armate e di polizia estere, ovvero al personale appartenente ad altre amministrazioni dello Stato»;
b) al libro secondo, titolo II, capo VII, sezione II, dopo l'articolo 296 e' aggiunto il seguente:
«Art. 296-bis. - (Criteri di concessione degli alloggi di servizio per esigenze temporanee dell'Arma dei carabinieri e determinazione della retta) - 1. I concessionari degli alloggi di cui all'articolo 295, comma 1, lettera b-bis), corrispondono una retta giornaliera commisurata ai costi di gestione dei servizi e per l'uso della mobilia.
2. La concessione degli alloggi di cui al comma 1 non rileva ai fini dell'applicazione delle norme relative al trattamento economico di trasferimento del personale appartenente alle Forze armate.
3. I criteri per le concessioni degli alloggi di cui al comma 1 e per la determinazione delle rispettive rette a carico dei concessionari sono stabiliti con il regolamento.
4. Al fine di garantire l'efficienza e il miglioramento delle condizioni infrastrutturali degli alloggi di servizio dell'Arma dei carabinieri di cui alla presente sezione, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme derivanti dalla concessione dei medesimi alloggi, versate all'entrata del bilancio dello Stato, sui pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero della difesa».
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, lettera b), valutati in 61.000 euro annui a decorrere dall'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2026, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della difesa.))


Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 295 decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante «Codice
dell'ordinamento militare», come modificato dalla presente
legge:
«Art. 295 (Criteri di classificazione degli alloggi).
- 1. Il Ministro della difesa di concerto con quello
dell'interno stabilisce, con il regolamento, sulla base
delle esigenze rappresentate dal Comando generale dell'Arma
dei carabinieri, i criteri per la classificazione degli
alloggi di servizio nelle seguenti categorie:
a) alloggi di servizio gratuiti connessi
all'incarico;
b) alloggi di servizio in temporanea concessione.
b-bis) alloggi di servizio per esigenze temporanee.
2. La concessione dell'alloggio di servizio di cui al
comma 1, lettera a) e' autorizzata dal Comando generale
dell'Arma dei carabinieri e decade con la cessazione
dell'incarico.
3. I criteri per la determinazione dei canoni di
concessione degli alloggi di cui alla lettera b) del comma
1 sono stabiliti con il regolamento sulla base delle
disposizioni di legge vigenti in materia di definizione
dell'equo canone; sulle relative norme e' acquisito il
concerto con il Ministro dell'interno. Il canone e'
aggiornato, annualmente, in misura pari al 75 per cento
della variazione accertata dall'Istituto nazionale di
statistica dell'ammontare dei prezzi al consumo per le
famiglie degli operai e impiegati, verificatasi nell'anno
precedente, con decreto del Ministro della difesa, d'intesa
con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il
Ministro dell'interno.
Gli alloggi di cui al comma 1, lettera b-bis), sono
concessi prioritariamente al personale dell'Arma dei
carabinieri nell'interesse dell'amministrazione, per
motivate esigenze di carattere temporaneo connesse al
servizio, individuate con determinazione del Comandante
generale dell'Arma dei carabinieri. Per eccezionali e
documentate esigenze connesse alle attivita' istituzionali
dell'Arma dei carabinieri, gli alloggi possono essere
concessi anche al personale appartenente alle Forze armate
nazionali e alle Forze armate e di polizia estere, ovvero
al personale appartenente ad altre amministrazioni dello
Stato.
3-bis. Gli alloggi di cui al comma 1, lettera b-bis),
sono concessi prioritariamente al personale dell'Arma dei
carabinieri nell'interesse dell'amministrazione, per
motivate esigenze di carattere temporaneo connesse al
servizio, individuate con determinazione del Comandante
generale dell'Arma dei carabinieri. Per eccezionali e
documentate esigenze connesse alle attivita' istituzionali
dell'Arma dei carabinieri, gli alloggi possono essere
concessi anche al personale appartenente alle Forze armate
nazionali e alle Forze armate e di polizia estere, ovvero
al personale appartenente ad altre amministrazioni dello
Stato.».
 
((Art. 9 ter
Modifiche all'articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, in
materia di investimenti per l'ulteriore valorizzazione del
patrimonio immobiliare pubblico e per l'acquisizione di immobili in
locazione passiva alla pubblica amministrazione

1. All'articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, le parole: «interamente partecipate dai predetti enti» sono sostituite dalle seguenti: «partecipate dai predetti enti in misura non inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle societa' medesime»;
b) al comma 2, primo periodo, le parole: «ed da altri enti pubblici ovvero da societa' interamente partecipate dai predetti enti» sono sostituite dalle seguenti: «da altri enti pubblici e da societa' partecipate dai predetti enti in misura non inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle societa' medesime»;
c) al comma 4, sesto periodo, le parole: «interamente partecipate dai predetti enti» sono sostituite dalle seguenti: «partecipate dai predetti enti in misura non inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle societa' medesime».))


Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 33, commi 1, 2, 3,
3-bis, 4 e 5, del citato decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111, come modificato dalla presente legge:
«Art. 33 (Disposizioni in materia di valorizzazione
del patrimonio immobiliare). - 1. Con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze e' costituita una societa' di
gestione del risparmio avente capitale sociale pari ad
almeno un milione di euro per l'anno 2012, per
l'istituzione di uno o piu' fondi d'investimento al fine di
partecipare in fondi d'investimento immobiliari chiusi
promossi o partecipati da regioni, provincie, comuni anche
in forma consorziata o associata ai sensi del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ed altri enti pubblici
ovvero da societa' partecipate dai predetti enti in misura
non inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle
societa' medesime, al fine di valorizzare o dismettere il
proprio patrimonio immobiliare disponibile. Per le stesse
finalita' di cui al primo periodo e' autorizzata la spesa
di 6 milioni di euro per l'anno 2013. La pubblicazione del
suddetto decreto fa luogo ad ogni adempimento di legge. Il
capitale della societa' di gestione del risparmio di cui al
primo periodo del presente comma e' detenuto interamente
dal Ministero dell'economia e delle finanze, fatto salvo
quanto previsto dal successivo comma 8-bis. I fondi
istituiti dalla societa' di gestione del risparmio
costituita dal Ministro dell'economia e delle finanze
partecipano a quelli di cui al comma 2 mediante la
sottoscrizione di quote da questi ultimi offerte su base
competitiva a investitori qualificati al fine di conseguire
la liquidita' necessaria per la realizzazione degli
interventi di valorizzazione. I fondi istituiti dalla
societa' di gestione del risparmio costituita dal Ministro
dell'economia e delle finanze ai sensi del presente comma
investono anche direttamente al fine di acquisire immobili
in locazione passiva alle pubbliche amministrazioni. Con
successivo decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze possono essere stabilite le modalita' di
partecipazione del suddetto fondo a fondi titolari di
diritti di concessione o d'uso su beni indisponibili e
demaniali, che prevedano la possibilita' di locare in tutto
o in parte il bene oggetto della concessione.
2. Ai fondi comuni di investimento immobiliare
promossi o partecipati da regioni, provincie, comuni anche
in forma consorziata o associata ai sensi del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, da altri enti pubblici
e da societa' partecipate dai predetti enti in misura non
inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle
societa' medesime, ai sensi del comma 1 possono essere
apportati a fronte dell'emissione di quote del fondo
medesimo, ovvero trasferiti, beni immobili e diritti reali
immobiliari, con le procedure dell'articolo 58 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nonche'
quelli trasferiti ai sensi del decreto legislativo 28
maggio 2010, n. 85. Tali apporti o trasferimenti devono
avvenire sulla base di progetti di utilizzo o di
valorizzazione approvati con delibera dell'organo di
governo dell'ente, previo esperimento di procedure di
selezione della Societa' di gestione del risparmio tramite
procedure di evidenza pubblica. Possono presentare proposte
di valorizzazione anche soggetti privati secondo le
modalita' di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163. Nel caso dei beni individuati sulla base di quanto
previsto dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo
28 maggio 2010, n. 85, la domanda prevista dal comma 4,
dell'articolo 3 del citato decreto legislativo puo' essere
motivata dal trasferimento dei predetti beni ai fondi di
cui al presente comma. E' abrogato l'articolo 6 del decreto
legislativo 28 maggio 2010, n. 85. I soggetti indicati
all'articolo 4, comma 1 del decreto-legge 25 settembre
2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
novembre 2001, n. 410, possono apportare beni ai suddetti
fondi.
3. L'investimento nei fondi di cui ai commi 1, 8-ter
e 8-quater, e' compatibile con le vigenti disposizioni in
materia di attivita' di copertura delle riserve tecniche
delle compagnie di assicurazione di cui al decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive
modificazioni, e ai provvedimenti ISVAP nn. 147 e 148 del
1996 e n. 36 del 2011, e successive modificazioni, nei
limiti ed alle condizioni ivi contenuti. Il venti per cento
del piano di impiego dei fondi disponibili previsto
dall'articolo 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153, per
gli enti pubblici, di natura assicurativa o previdenziale,
per gli anni 2012, 2013 e 2014 e' destinato alla
sottoscrizione delle quote dei fondi di cui al comma 1. Il
venti per cento del piano di impiego di cui al precedente
periodo e' destinato, per gli anni 2012, 2013 e 2014, alla
sottoscrizione delle quote dei fondi di cui ai successivi
commi 8-ter e 8-quater. La Cassa depositi e prestiti,
secondo le modalita' di cui all'articolo 3, comma 4-bis del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, puo'
partecipare ai fondi di cui ai commi 1, 8-ter e 8-quater.
3-bis. Per gli anni 2025, 2026 e 2027, gli enti
pubblici che gestiscono forme di previdenza e assistenza
sociale destinano fino al quaranta per cento del piano di
impiego dei fondi disponibili previsto dall'articolo 65
della legge 30 aprile 1969, n. 153 alla sottoscrizione
delle quote dei fondi di cui ai commi 1, 8-ter e 8-quater,
di cui una quota non superiore al venti per cento per la
sottoscrizione dei fondi di cui al comma 1. Fermo restando
il complessivo limite del quaranta per cento, la
percentuale di cui al primo periodo puo' essere rimodulata
su proposta della societa' di gestione del risparmio di cui
al comma 1, tenuto conto delle esigenze di finanziamento
dei diversi fondi.
4. La destinazione funzionale dei beni oggetto di
conferimento o trasferimento ai fondi di cui ai commi 2,
8-ter e 8-quater puo' essere conseguita mediante il
procedimento di cui all'articolo 34 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, e delle corrispondenti disposizioni
previste dalla legislazione regionale. Il procedimento si
conclude entro il termine perentorio di 180 giorni dalla
data della delibera con cui viene promossa la costituzione
dei fondi. Con la medesima procedura si procede alla
regolarizzazione edilizia ed urbanistica degli immobili
conferiti. L'apporto o il trasferimento ai fondi di cui ai
commi 2, 8-ter e 8-quater e' sospensivamente condizionato
al completamento delle procedure amministrative di
valorizzazione e di regolarizzazione. Fino a quando la
valorizzazione dei beni trasferiti al fondo non sia
completata, secondo le valutazioni effettuate dalla
relativa societa' di gestione del risparmio, i soggetti
apportanti non possono alienare la maggioranza delle quote
del fondo. A seguito dell'apporto ai fondi di cui al comma
8-ter da parte di regioni, provincie, comuni anche in forma
consorziata o associata ai sensi del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, e di altri enti pubblici ovvero di
societa' partecipate dai predetti enti in misura non
inferiore alla maggioranza del capitale sociale delle
societa' medesime, oggetto di preventiva comunicazione da
parte di ciascuno di detti soggetti alla societa' di
gestione del risparmio di cui al comma 1 e al Ministero
dell'economia e delle finanze, e' riconosciuto in favore
dell'ente conferente un ammontare pari almeno al 70 per
cento del valore di apporto dei beni in quote del fondo;
compatibilmente con la pianificazione economico-finanziaria
dei fondi gestiti dalla societa' di gestione del risparmio
di cui al comma 1, la restante parte del valore e'
corrisposta in denaro.
5. Per gli immobili sottoposti alle norme di tutela
di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,
recante Codice dei beni culturali e del paesaggio, si
applicano gli articoli 12 e 112 del citato decreto
legislativo, nonche' l'articolo 5, comma 5, del decreto
legislativo 28 maggio 2010, n. 85.
(Omissis.).».
 
Art. 10

Disposizioni procedimentali

1. Per la realizzazione di tutte le tipologie di unita' immobiliari di cui all'articolo 9, comma 3, lettera b), realizzate ai sensi dell'articolo 9, commi 7 e 8, si applicano le seguenti disposizioni:
a) quando la conclusione positiva del procedimento e' subordinata all'acquisizione di piu' pareri, intese, concerti, nulla osta o altri atti di assenso, comunque denominati, resi da diverse amministrazioni, ((compresi)) i gestori di beni o servizi pubblici, si applica la disciplina di cui agli articoli 3, comma 4, lettera a), e 8, comma 2, del presente decreto;
b) si applica la disciplina di cui all'articolo 1-quater della legge 14 novembre 2000, n. 338, con esclusione dei commi 2, 3, 6 e 8, anche per interventi diversi rispetto alla realizzazione di alloggi e residenze per studenti;
c) la superficie direttamente interessata dall'intervento di edilizia residenziale convenzionata non concorre al conteggio della superficie lorda dell'intervento;
d) e' consentito l'avvio o la prosecuzione in parallelo degli interventi edilizi ((e delle)) attivita' di bonifica di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i cui costi, con decisione del comune interessato o in via convenzionale tra il comune e il soggetto attuatore, possono essere portati a scomputo dell'importo dovuto a titolo di oneri di urbanizzazione, ove ((cio' sia)) compatibile con la messa in sicurezza del sito e nel rispetto delle condizioni di tutela della salute dei lavoratori, nei limiti delle risorse disponibili nel bilancio del comune e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. In tale caso, la presentazione del titolo edilizio relativo agli interventi edilizi deve essere accompagnata da specifica relazione tecnica avente ad oggetto la risoluzione delle eventuali interferenze e il coordinamento delle attivita' edilizie con quelle di bonifica;
e) gli onorari notarili relativi a tutti gli atti stipulati in relazione agli interventi di cui all'articolo 9, comma 3, lettera b), sono ridotti alla meta'.
2. Il Commissario di cui all'articolo 9, comma 8, attesta la attuabilita' degli interventi di cui all'articolo 9, comma 3, lettera b), compresi nel programma di investimento riconosciuto di rilevante interesse strategico nazionale dal Consiglio dei ministri nei termini dell'apposito cronoprogramma presentato dal soggetto proponente e provvede ad adottare tutte le misure necessarie per garantire l'attuazione degli stessi interventi nel rispetto dei tempi previsti nel medesimo cronoprogramma, ferme restando le esigenze di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, dell'ambiente, del paesaggio e dei beni di rilevante interesse storico, culturale e artistico, di sicurezza statica dell'intervento, delle opere realizzate e da realizzare nonche' delle aree interessate. A tal fine, ove occorrente, puo' provvedere anche in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi ovvero in assenza di pianificazione urbanistica, secondo le previsioni di cui all'articolo 13 del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136, comunque senza utilizzo di aree precedentemente destinate ad utilizzazione diversa da quella edificatoria.
3. Per interventi di dimensione pari o superiore a 100 unita' abitative ((compresi)) in grandi progetti di investimento per i quali sia stato dichiarato il preminente interesse strategico nazionale ai sensi dell'articolo 9, comma 8, in ogni caso il Commissario all'uopo nominato provvede quanto alla valutazione dell'impatto urbanistico, avuto riguardo a mobilita', servizi sociosanitari, scuole, ((asili e sottoservizi)), per le determinazioni riguardanti i limiti di densita' edilizia, altezza e distanza tra i fabbricati, anche ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, nonche' per le destinazioni d'uso ammissibili, fermo restando il rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza
4. Nel caso in cui il Commissario, nell'esercizio delle funzioni di monitoraggio e controllo sul rispetto del programma di investimento e delle relative fasi di attuazione ai sensi dell'articolo 9, comma 8, accerti il mancato rispetto del cronoprogramma degli interventi di cui al comma 2 ((del presente articolo)), per fatto imputabile al soggetto attuatore, cessa di applicarsi la disciplina di cui al presente capo.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 1-quater della
citata legge 14 novembre 2000, n. 338:
«Art. 1-quater (Semplificazioni in tema di cambi di
destinazione d'uso degli immobili da destinare a residenze
universitarie). - 1. Al fine di favorire la dotazione di
alloggi e residenze per studenti mediante l'utilizzo del
patrimonio edilizio esistente, nell'ambito della Riforma
1.7 della Missione 4, Componente 1, del PNRR, e' sempre
ammesso il mutamento di destinazione d'uso funzionale
all'impiego di tali immobili quali residenze universitarie
anche in deroga alle eventuali prescrizioni e limitazioni
previste dagli strumenti urbanistici o dalle specifiche
normative regionali e statali, fermo restando il rispetto
della normativa in materia di sicurezza e di requisiti
igienico-sanitari.
2. Gli interventi connessi al mutamento della
destinazione d'uso, di cui al comma 1, sono realizzabili
mediante la segnalazione certificata di inizio di attivita'
(SCIA) di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.
241. Tali interventi, qualora debbano essere eseguiti in
aree sottoposte a tutela ai sensi della parte terza del
codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, se implicano
modifiche di sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche
planivolumetriche e tipologiche dell'edificio preesistente
e incrementi di volumetria, sono realizzabili secondo
quanto previsto dal testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.
380; ove richiesta nei casi previsti dall'articolo 146 del
citato codice di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004
e dall'allegato B al regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31, in
luogo dell'autorizzazione paesaggistica e' presentata una
segnalazione alla soprintendenza, la quale, in caso di
accertata carenza dei requisiti, nel termine di trenta
giorni dal ricevimento della segnalazione, adotta i
motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione
dell'attivita' e di rimozione degli eventuali effetti
dannosi di essa. L'attivita' oggetto della segnalazione
puo' essere iniziata, anche nei casi di cui al secondo
periodo, dalla data della presentazione della segnalazione
all'amministrazione competente. Decorso il termine per
l'adozione dei provvedimenti di cui al secondo periodo, la
soprintendenza competente per territorio adotta comunque i
provvedimenti in presenza delle condizioni previste
dall'articolo 21-nonies della legge n. 241 del 1990. Nel
caso di attestazioni false e non veritiere, la
soprintendenza competente puo' inibire la prosecuzione dei
lavori e ordinare l'eliminazione delle opere gia' eseguite
e il ripristino dello stato dei luoghi anche dopo la
scadenza del termine di cui al secondo periodo, fatta salva
l'applicazione delle sanzioni penali nonche' delle sanzioni
previste dal capo VI del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di documentazione
amministrativa, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
2-bis. Ai fini della realizzazione di alloggi e
residenze per studenti nell'ambito della Riforma 1.7 della
Missione 4, Componente 1, del PNRR, sono di interesse
pubblico gli interventi finalizzati alla riconversione di
aree gia' interamente impermeabilizzate, per cui e'
consentito il rilascio del permesso di costruire in deroga
agli strumenti urbanistici, ai sensi dell'articolo 14 del
testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. Le disposizioni del
presente comma non si applicano alle aree sottoposte a
tutela ai sensi della parte terza del codice dei beni
culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42.
2-ter. Per gli interventi edilizi di cui al presente
articolo non e' necessaria, laddove prevista dagli
strumenti urbanistici, la previa approvazione di un piano
attuativo o di un piano di secondo livello comunque
denominato. Gli interventi di cui al primo periodo possono
essere realizzati con permesso di costruire convenzionato
ai sensi dell'articolo 28-bis del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia
edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
6 giugno 2001, n. 380, qualora sia necessaria la
realizzazione di opere di urbanizzazione a potenziamento di
quelle gia' esistenti, funzionali all'intervento, da cedere
al comune.
3. Sugli edifici interessati dagli interventi di cui
ai commi 1 e 2 permane un vincolo di destinazione
funzionale per la durata prevista dal decreto di
finanziamento, o comunque per una durata non inferiore a
dodici anni.
4. Gli alloggi e le residenze per studenti,
rientranti nell'ambito della Riforma 1.7 della Missione 4,
Componente 1, del PNRR, non sono assoggettati al
reperimento di ulteriori aree per servizi di interesse
generale, previste dal decreto del Ministro dei lavori
pubblici n. 1444 del 2 aprile 1968, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e dalle
disposizioni di legge regionale, ne' sono soggetti al
vincolo della dotazione minima obbligatoria dei parcheggi
prevista dalla legge 17 agosto 1942, n. 1150.
5. Sono fatte salve le normative regionali e comunali
che prevedono disposizioni di maggiore incentivazione e
semplificazione nell'ambito della disciplina dei mutamenti
di destinazione d'uso.
6. Qualora, a seguito del mutamento della
destinazione d'uso di cui al comma 1, il valore della
rendita catastale dell'immobile dovesse variare in aumento,
tale incremento, nel periodo del finanziamento, non si
applica ai fini della determinazione della tassazione sugli
immobili nonche' delle imposte ipotecarie e catastali.
7. Nel caso di interventi di ristrutturazione
edilizia ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera d), del
testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 relativi ad immobili da
destinare ad alloggi o residenze per studenti delle
istituzioni di formazione superiore, gli interventi di cui
al comma 1 possono determinare incrementi di volumetria non
superiori al 35 per cento della volumetria originaria,
legittima o legittimata.
Resta fermo quanto previsto dall'ultimo periodo della
lettera d) del citato all'articolo 3, comma 1 del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
380 del 2001.
8. Al fine di assicurare il monitoraggio degli
immobili suscettibili di essere destinati a residenze
universitarie, fino al 30 giugno 2026, le universita'
statali comunicano al Ministro dell'universita' e della
ricerca, che si esprime con parere entro sessanta giorni
dalla ricezione, le ipotesi di acquisizione di diritti
reali o di godimento su immobili aventi durata
ultranovennale.».
- Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante
«Norme in materia ambientale» e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88, S.O. n. 96.
- Per il testo dell'articolo 13 del decreto-legge 10
agosto 2023, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 ottobre 2023, n. 136, si veda nei riferimenti
normativi all'articolo 9.
- Il decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 14441,
recante «Limiti inderogabili di densita' edilizia, di
altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi
tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e
produttivi e spazi pubblici o riservati alle attivita'
collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai
fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o
della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17
della L. 6 agosto 1967, n. 765» e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 16 aprile 1968, n. 97.
 
Art. 11

Ulteriori disposizioni in materia di edilizia residenziale

1. Ove non diversamente disposto, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate le disposizioni occorrenti per la realizzazione degli interventi di edilizia residenziale pubblica di cui al capo II e per l'attuazione del presente decreto nel rispetto dei criteri di elevata sostenibilita' ambientale, di contenimento del consumo di suolo, di miglioramento e adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente, di riqualificazione di aree urbane degradate, nonche' di efficienza energetica e tecnologica, tenendo conto dell'effettivo bisogno abitativo presente nelle diverse realta' territoriali.
2. Nelle more della conclusione del processo di dismissione del patrimonio immobiliare non strumentale dell'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) e della sua piena valorizzazione, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, l'INPS puo' destinare i beni immobili di sua proprieta' diversi da quelli strumentali allo svolgimento delle proprie attivita' istituzionali anche alla stipula di nuovi contratti di locazione ad uso abitativo e ad uso diverso da quello abitativo nell'ambito di specifici progetti di valorizzazione o finalizzati a dare concreta risposta all'emergenza abitativa inquadrati negli interventi di cui al capo II del presente decreto.
3. Le operazioni di conferimento o apporto di immobili non adibiti a finalita' istituzionali da parte degli enti territoriali in iniziative corrispondenti agli interventi di cui al capo III avvengono in ogni caso con le modalita' e le procedure di cui all'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, all'articolo 3, commi 18 e 19, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, all'articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e all'articolo 33, commi 4 e 5((,)) del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 4. Con il decreto di cui all'articolo 14, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, sono previste specifiche disposizioni per la promozione degli investimenti e la semplificazione del quadro regolatorio connesso, quanto alla partecipazione degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie di diritto privato di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, in interventi di programmi infrastrutturali di edilizia integrata, come disciplinati ai sensi del presente decreto, anche mediante apporto di beni immobili, nel rispetto della normativa vigente in materia di investimenti immobiliari degli enti di previdenza e assistenza sociale.
((4-bis. All'articolo 17 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
«1-bis. Nell'ambito delle attivita' finalizzate all'attuazione della legge 14 novembre 2000, n. 338, con riferimento agli immobili destinati ad alloggio o residenza per studenti universitari, il Ministero dell'universita' e della ricerca, a decorrere dall'anno 2026, puo' avvalersi del supporto tecnico e specialistico dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa - Invitalia S.p.A., sulla base di apposita convenzione. La commissione da corrispondere a favore della medesima Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa - Invitalia S.p.A. e' determinata, nell'ambito della convenzione di cui al primo periodo, nel limite dell'1 per cento, a valere sui fondi destinati annualmente alla realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari ai sensi della legge 14 novembre 2000, n. 338, depositati nel corrispondente conto di tesoreria del Ministero dell'universita' e della ricerca».))


Riferimenti normativi

- Per il testo dell'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, si veda nei riferimenti normativi
all'articolo 5.
- Si riporta il testo dell'articolo 8 del decreto-legge
6 luglio 2012, n. 95 «Disposizioni urgenti per la revisione
della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai
cittadini nonche' misure di rafforzamento patrimoniale
delle imprese del settore bancario» convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135:
«Art. 8 (Riduzione della spesa degli enti pubblici
non territoriali). - 1. Al fine di conseguire gli obiettivi
di razionalizzazione e contenimento della spesa per
l'acquisto di beni e servizi, e di riduzione della spesa
pubblica, gli enti pubblici non territoriali adottano ogni
iniziativa affinche':
a) in ottemperanza a quanto disposto dall'articolo
4 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, siano
utilizzate le carte elettroniche istituzionali, per
favorire ulteriore efficienza nei pagamenti e nei rimborsi
a cittadini e utenti;
b) nel caso di incorporazione di enti, sia
realizzato un unico sistema informatico per tutte le
attivita' anche degli enti soppressi, in termini di
infrastruttura hardware ed applicativi funzionali, sotto la
responsabilita' organizzativa e funzionale di un'unica
struttura;
c) siano immediatamente razionalizzate e ridotte le
comunicazioni cartacee verso gli utenti legate
all'espletamento dell'attivita' istituzionale, con
conseguente riduzione, entro l'anno 2013, delle relative
spese per un importo pari almeno al 50 per cento delle
spese sostenute nel 2011, in ragione delle nuove modalita'
operative connesse allo sviluppo della telematizzazione
della domanda e del progressivo aumento dell'erogazione di
servizi online;
d) siano ridotte le spese di telefonia mobile e
fissa attraverso una razionalizzazione dei contratti in
essere ed una diminuzione del numero degli apparati
telefonici;
e) siano razionalizzati nel settore pubblico
allargato i canali di collaborazione istituzionale, in modo
tale che lo scambio dati avvenga esclusivamente a titolo
gratuito e non oneroso;
f) sia razionalizzato il proprio patrimonio
immobiliare strumentale mediante l'attivazione immediata di
iniziative di ottimizzazione degli spazi da avviare
sull'intero territorio nazionale che prevedano
l'accorpamento del personale in forza nei vari uffici
territoriali ubicati nel medesimo comune e la riduzione
degli uffici stessi, in relazione ai criteri della domanda
potenziale, della prossimita' all'utenza e delle innovate
modalita' operative connesse all'aumento
dell'informatizzazione dei servizi;
g) si proceda progressivamente alla
dematerializzazione degli atti, riducendo la produzione e
conservazione dei documenti cartacei al fine di generare
risparmi connessi alla gestione della carta pari almeno al
30 per cento dei costi di conservazione sostenuti nel 2011.
2. L'INPS, in aggiunta a quanto previsto dal comma 1,
dovra' provvedere:
a) alla creazione, entro il 2014, di una
piattaforma unica degli incassi e dei pagamenti che
consenta di minimizzare il costo dei servizi finanziari di
incasso e pagamento;
b) ad una revisione qualitativa e quantitativa
dell'attivita' in convenzione con i centri di assistenza
fiscale, nell'ambito dei processi di razionalizzazione e
riduzione della spesa, validata dal Ministero vigilante, al
fine di indirizzare tali attivita' alla realizzazione degli
obiettivi definiti dallo stesso Ministero e contenuti nel
piano di sviluppo dell'Istituto e di conseguire
complessivamente risparmi in misura non inferiore al 20 per
cento dei costi sostenuti nel 2011;
c) alla completa dismissione del proprio patrimonio
immobiliare da reddito, nel rispetto dei vincoli di legge
ad esso applicabili, ivi compresi quelli derivanti dal
decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, anche
attraverso il conferimento di parte del patrimonio a fondi
di investimento immobiliare costituiti dalla societa' di
gestione del risparmio di cui all'articolo 33 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con
l'obiettivo di perseguire una maggiore efficacia operativa
ed una maggiore efficienza economica.
3. Ferme restando le misure di contenimento della
spesa gia' previste dalle vigenti disposizioni, al fine di
assicurare la riduzione delle spese per consumi intermedi,
i trasferimenti dal bilancio dello Stato agli enti e agli
organismi anche costituiti in forma societaria, dotati di
autonomia finanziaria, inseriti nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come
individuati dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT)
ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre
2009, n. 196 , nonche' alle autorita' indipendenti ivi
inclusa la Commissione nazionale per le societa' e la borsa
(Consob) con esclusione delle regioni, delle province
autonome di Trento e di Bolzano, degli enti locali, degli
enti del servizio sanitario nazionale, e delle universita'
e degli enti di ricerca di cui all'allegato n. 3, sono
ridotti in misura pari al 5 per cento nell'anno 2012 e al
10 per cento a decorrere dall'anno 2013 della spesa
sostenuta per consumi intermedi nell'anno 2010. Nel caso in
cui per effetto delle operazioni di gestione la predetta
riduzione non fosse possibile, per gli enti interessati si
applica la disposizione di cui ai periodi successivi. Gli
enti e gli organismi anche costituiti in forma societaria,
dotati di autonomia finanziaria, che non ricevono
trasferimenti dal bilancio dello Stato adottano interventi
di razionalizzazione per la riduzione della spesa per
consumi intermedi in modo da assicurare risparmi
corrispondenti alle misure indicate nel periodo precedente;
le somme derivanti da tale riduzione sono versate
annualmente ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio
dello Stato entro il 30 giugno di ciascun anno. Per l'anno
2012 il versamento avviene entro il 30 settembre. Il
presente comma non si applica agli enti e organismi
vigilati dalle regioni, dalle province autonome di Trento e
di Bolzano e dagli enti locali.
3-bis. Alla legge 12 giugno 1990, n. 146, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) all'articolo 4, comma 2, le parole: "a lire
5.000.000 e non superiore a lire 50.000.000" sono
sostituite dalle seguenti: "a euro 5.000 e non superiore a
euro 50.000";
b) all'articolo 4, comma 4, le parole: "da lire
5.000.000 a lire 50.000.000" sono sostituite dalle
seguenti: "da euro 5.000 a euro 50.000";
c) all'articolo 4, comma 4-bis, le parole: "da un
minimo di lire 5.000.000 a un massimo di lire 50.000.000"
sono sostituite dalle seguenti: "da un minimo di euro 5.000
a un massimo di euro 50.000";
d) all'articolo 4, comma 4-sexies, le parole: "da
lire 400.000 a lire 1.000.000" sono sostituite dalle
seguenti: "da euro 400 a euro 1.000";
e) all'articolo 9, comma 1, primo periodo, le
parole: "da un minimo di lire 500.000 a un massimo di lire
1.000.000" sono sostituite dalle seguenti: "da un minimo di
euro 500 a un massimo di euro 1.000";
f) all'articolo 9, comma 1, secondo periodo, le
parole: "da lire 5.000.000 a lire 50.000.000" sono
sostituite dalle seguenti: "da euro 5.000 a euro 50.000".
4. Per gli enti di ricerca indicati nell'allegato n.
3, si applicano le riduzioni dei trasferimenti dal bilancio
dello Stato ivi indicate. Nel caso in cui per effetto delle
operazioni di gestione la predetta riduzione non fosse
possibile, per gli enti interessati si applica quanto
previsto dal precedente comma 3.
4-bis. Per gli enti di ricerca vigilati dal Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, a
eccezione dell'Invalsi, di cui all'allegato 3, la
razionalizzazione della spesa per consumi intermedi e'
assicurata, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto
legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, da una riduzione del
Fondo ordinario per gli enti di ricerca di cui all'articolo
7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e
successive modificazioni, dell'importo di 51.196.499 euro a
decorrere dal 2013.
4-ter. Nel rispetto dei principi di autonomia
previsti dall'articolo 2 del decreto legislativo 30 giugno
1994, n. 509, l'Ente nazionale di previdenza e assistenza
della professione infermieristica provvede all'approvazione
di apposite delibere intese a coordinare il regime della
propria gestione separata previdenziale con quello della
Gestione separata INPS di cui all'articolo 2, comma 26,
della legge 8 agosto 1995, n. 335, modificando
conformemente la struttura della contribuzione, il riparto
della stessa tra lavoratore e committente, nonche'
l'entita' della medesima applicando, a decorrere dal 1°
gennaio 2012, aliquote non inferiori a quelle dei
collaboratori iscritti alla predetta gestione separata,
fermi restando gli obblighi contributivi eventualmente
previsti dalla vigente normativa nei confronti della
medesima gestione separata.».
- Si riporta il testo dell'articolo 34 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante «Testo unico
delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»:
«Art. 34 (Accordi di programma). - 1.Per la
definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di
programmi di intervento che richiedono, per la loro
completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di
comuni, di province e regioni, di amministrazioni statali e
di altri soggetti pubblici, o comunque di due o piu' tra i
soggetti predetti, il presidente della regione o il
presidente della provincia o il sindaco, in relazione alla
competenza primaria o prevalente sull'opera o sugli
interventi o sui programmi di intervento, promuove la
conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta
di uno o piu' dei soggetti interessati, per assicurare il
coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le
modalita', il finanziamento ed ogni altro connesso
adempimento.
2. L'accordo puo' prevedere altresi' procedimenti di
arbitrato, nonche' interventi surrogatori di eventuali
inadempienze dei soggetti partecipanti.
3. Per verificare la possibilita' di concordare
l'accordo di programma, il presidente della regione o il
presidente della provincia o il sindaco convoca una
conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni
interessate.
4. L'accordo, consistente nel consenso unanime del
presidente della regione, del presidente della provincia,
dei sindaci e delle altre amministrazioni interessate, deve
essere sottoscritto entro sessanta giorni dalla
comunicazione dell'esito positivo della conferenza di cui
al comma 3 ed e' approvato con atto formale del presidente
della regione o del presidente della provincia o del
sindaco e pubblicato nel Bollettino ufficiale della
regione. L'accordo, qualora adottato con decreto del
presidente della regione, produce gli effetti dell'intesa
di cui all'articolo 81 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, determinando le
eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti
urbanistici e sostituendo i permessi di costruire, sempre
che vi sia l'assenso del comune interessato.
5. Ove l'accordo comporti variazione degli strumenti
urbanistici, l'adesione del sindaco allo stesso deve essere
ratificata dal consiglio comunale entro trenta giorni a
pena di decadenza.
6. Per l'approvazione di progetti di opere pubbliche
comprese nei programmi dell'amministrazione e per le quali
siano immediatamente utilizzabili i relativi finanziamenti
si procede a norma dei precedenti commi. L'approvazione
dell'accordo di programma comporta la dichiarazione di
pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza delle
medesime opere; tale dichiarazione cessa di avere efficacia
se le opere non hanno avuto inizio entro tre anni.
7. La vigilanza sull'esecuzione dell'accordo di
programma e gli eventuali interventi sostitutivi sono
svolti da un collegio presieduto dal presidente della
regione o dal presidente della provincia o dal sindaco e
composto da rappresentanti degli enti locali interessati,
nonche' dal commissario del Governo nella regione o dal
prefetto nella provincia interessata se all'accordo
partecipano amministrazioni statali o enti pubblici
nazionali.
8. Allorche' l'intervento o il programma di
intervento comporti il concorso di due o piu' regioni
finitime, la conclusione dell'accordo di programma e'
promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a cui
spetta convocare la conferenza di cui al comma 3. Il
collegio di vigilanza di cui al comma 7 e' in tal caso
presieduto da un rappresentante della Presidenza del
Consiglio dei Ministri ed e' composto dai rappresentanti di
tutte le regioni che hanno partecipato all'accordo. La
Presidenza del Consiglio dei Ministri esercita le funzioni
attribuite dal comma 7 al commissario del Governo ed al
prefetto.».
- Si riporta il testo dell'articolo 3, commi 18 e 19,
del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, recante
«Disposizioni urgenti in materiadi privatizzazione e
valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e
disviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare»,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre
2001, n. 410:
«Art. 3 (Modalita' per la cessione degli immobili). -
(Omissis.)
18. Lo Stato e gli altri enti pubblici sono esonerati
dalla consegna dei documenti relativi alla proprieta' dei
beni e alla regolarita' urbanistica-edilizia e fiscale
nonche' dalle dichiarazioni di conformita' catastale
previste dall'articolo 19, commi 14 e 15, del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122. Restano fermi i vincoli
gravanti sui beni trasferiti. Con i decreti di cui al comma
1 puo' essere disposta in favore delle societa'
beneficiarie del trasferimento la garanzia di un valore
minimo dei beni ad esse trasferiti e dei canoni di affitto
o locazione.
19. Per la rivendita dei beni immobili ad esse
trasferiti, le societa' sono esonerate dalla garanzia per
vizi e per evizione e dalla consegna dei documenti relativi
alla proprieta' dei beni e alla regolarita'
urbanistica-edilizia e fiscale nonche' dalle dichiarazioni
di conformita' catastale previste dall'articolo 19, commi
14 e 15, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122. La garanzia per vizi e per evizione e' a carico
dello Stato ovvero dell'ente pubblico proprietario del bene
prima del trasferimento a favore delle societa'. Le
disposizioni di cui all'articolo 2, comma 59, della legge
23 dicembre 1996, n. 662, si applicano alle rivendite da
parte delle societa' di tutti i beni immobili trasferiti ai
sensi del comma 1. Gli onorari notarili relativi alla
vendita dei beni immobiliari di cui al presente articolo
sono ridotti alla meta'. La stessa riduzione si applica
agli onorari notarili per la stipulazione di mutui
collegati agli atti di vendita medesimi, anche fuori dalle
ipotesi disciplinate dal testo unico di cui al decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385. In caso di cessione
agli affittuari o ai conduttori detti onorari sono ridotti
al 25 per cento. I notai, in occasione degli atti di
rivendita, provvederanno a curare le formalita' di
trascrizione, di intavolazione e di voltura catastale
relative ai provvedimenti e agli atti previsti dai commi 1
e 2 dell'articolo 1 e dai commi 1 e 1-bis del presente
articolo se le stesse non siano state gia' eseguite.
(Omissis.).».
- Si riporta il testo dell'articolo 58 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante «Disposizioni
urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e
la perequazione tributaria», convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:
«Art. 58 (Ricognizione e valorizzazione del
patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti
locali). - 1.Per procedere al riordino, gestione e
valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni,
Province, Comuni e altri Enti locali, nonche' di societa' o
Enti a totale partecipazione dei predetti enti, ciascuno di
essi, con delibera dell'organo di Governo individua,
redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della
documentazione esistente presso i propri archivi e uffici,
i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di
competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie
funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione
ovvero di dismissione. Viene cosi' redatto il piano delle
alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al
bilancio di previsione nel quale, previa intesa, sono
inseriti immobili di proprieta' dello Stato individuati dal
Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia del
demanio tra quelli che insistono nel relativo territorio.
2. L'inserimento degli immobili nel piano ne
determina la conseguente classificazione come patrimonio
disponibile, fatto salvo il rispetto delle tutele di natura
storico-artistica, archeologica, architettonica e
paesaggistico-ambientale. Il piano e' trasmesso agli Enti
competenti, i quali si esprimono entro trenta giorni,
decorsi i quali, in caso di mancata espressione da parte
dei medesimi Enti, la predetta classificazione e' resa
definitiva. La deliberazione del consiglio comunale di
approvazione, ovvero di ratifica dell'atto di deliberazione
se trattasi di societa' o Ente a totale partecipazione
pubblica, del piano delle alienazioni e valorizzazioni
determina le destinazioni d'uso urbanistiche degli
immobili. Le Regioni, entro 60 giorni dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione, disciplinano
l'eventuale equivalenza della deliberazione del consiglio
comunale di approvazione quale variante allo strumento
urbanistico generale, ai sensi dell'articolo 25 della legge
28 febbraio 1985, n. 47, anche disciplinando le procedure
semplificate per la relativa approvazione. Le Regioni,
nell'ambito della predetta normativa approvano procedure di
copianificazione per l'eventuale verifica di conformita'
agli strumenti di pianificazione sovraordinata, al fine di
concludere il procedimento entro il termine perentorio di
90 giorni dalla deliberazione comunale. Trascorsi i
predetti 60 giorni, si applica il comma 2 dell'articolo 25
della legge 28 febbraio 1985, n. 47. Le varianti
urbanistiche di cui al presente comma, qualora rientrino
nelle previsioni di cui al paragrafo 3 dell'articolo 3
della direttiva 2001/42/CE e al comma 4 dell'articolo 7 del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. non sono
soggette a valutazione ambientale strategica.
3. Gli elenchi di cui al comma 1, da pubblicare
mediante le forme previste per ciascuno di tali enti, hanno
effetto dichiarativo della proprieta', in assenza di
precedenti trascrizioni, e producono gli effetti previsti
dall'articolo 2644 del codice civile, nonche' effetti
sostitutivi dell'iscrizione del bene in catasto.
4. Gli uffici competenti provvedono, se necessario,
alle conseguenti attivita' di trascrizione, intavolazione e
voltura.
5. Contro l'iscrizione del bene negli elenchi di cui
al comma 1 e' ammesso ricorso amministrativo entro sessanta
giorni dalla pubblicazione, fermi gli altri rimedi di
legge.
6. La procedura prevista dall'articolo 3-bis del
decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con
modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, per la
valorizzazione dei beni dello Stato si estende ai beni
immobili inclusi negli elenchi di cui al comma 1. In tal
caso, la procedura prevista al comma 2 dell'articolo 3-bis
del citato decreto-legge n. 351 del 2001 si applica solo
per i soggetti diversi dai Comuni e l'iniziativa e' rimessa
all'Ente proprietario dei beni da valorizzare. I bandi
previsti dal comma 5 dell'articolo 3-bis del citato
decreto-legge n. 351 del 2001 sono predisposti dall'Ente
proprietario dei beni da valorizzare.
7. I soggetti di cui al comma 1 possono in ogni caso
individuare forme di valorizzazione alternative, nel
rispetto dei principi di salvaguardia dell'interesse
pubblico e mediante l'utilizzo di strumenti competitivi,
anche per quanto attiene alla alienazione degli immobili di
cui alla legge 24 dicembre 1993, n. 560.
8. Gli enti proprietari degli immobili inseriti negli
elenchi di cui al comma 1 possono conferire i propri beni
immobili anche residenziali a fondi comuni di investimento
immobiliare ovvero promuoverne la costituzione secondo le
disposizioni degli articoli 4 e seguenti del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni
dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.
9. Ai conferimenti di cui al presente articolo,
nonche' alle dismissioni degli immobili inclusi negli
elenchi di cui al comma 1, si applicano le disposizioni dei
commi 18 e 19 dell'articolo 3 del decreto-legge 25
settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla
legge 23 novembre 2001, n. 410.
9-bis. In caso di conferimento a fondi di
investimento immobiliare dei beni inseriti negli elenchi di
cui al comma 1, la destinazione funzionale prevista dal
piano delle alienazioni e delle valorizzazioni, se in
variante rispetto alle previsioni urbanistiche ed edilizie
vigenti ed in itinere, puo' essere conseguita mediante il
procedimento di cui all'articolo 34 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, e delle corrispondenti disposizioni
previste dalla legislazione regionale. Il procedimento si
conclude entro il termine perentorio di 180 giorni
dall'apporto o dalla cessione sotto pena di retrocessione
del bene all'ente locale. Con la medesima procedura si
procede alla regolarizzazione edilizia ed urbanistica degli
immobili conferiti.».
- Per il testo dell'articolo 33, commi 4 e 5, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, si veda
nei riferimenti normativi all'articolo 9-ter.
- Si riporta l'articolo 17 della legge 16 gennaio 2003,
n. 3, recante «Disposizioni ordinamentali inmateria di
pubblica amministrazione», come modificato dalla presente
legge:
«Art. 17 (Gestione di fondi). - 1. Il Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca affida
alla Cassa depositi e prestiti la gestione dei fondi
relativi alla realizzazione di alloggi e residenze per
studenti universitari di cui alla legge 14 novembre 2000,
n. 338, corrispondendo a favore della stessa una
commissione sulle somme erogate, a valere sui medesimi
fondi, nella misura definita dalla convenzione tipo
approvata con decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze.
1-bis. Nell'ambito delle attivita' finalizzate
all'attuazione della legge 14 novembre 2000, n. 338, con
riferimento agli immobili destinati ad alloggio o residenza
per studenti universitari, il Ministero dell'universita' e
della ricerca, a decorrere dall'anno 2026, puo' avvalersi
del supporto tecnico e specialistico della societa'
dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti
e lo sviluppo d'impresa - Invitalia S.p.a., sulla base di
apposita convenzione. La commissione da corrispondere a
favore della medesima societa' dell'Agenzia nazionale per
l'attrazione degli investi menti e lo sviluppo d'impresa -
Invitalia S.p.a. e' determinata, nell'ambito della
convenzione di cui al primo periodo, nel limite dell'1 per
cento, a valere sui fondi destinati annualmente alla
realizzazione di alloggi e residenze per studenti
universitari ai sensi della legge 14 novembre 2000, n. 338,
depositati nel corrispondente conto di tesoreria del
Ministero dell'universita' e della ricerca.».
 
((Art. 11 bis
Potenziamento del patrimonio immobiliare del Ministero della difesa
per le esigenze delle Forze armate e del Corpo della guardia di
finanza

1. Al fine di assicurare la funzionalita' delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, e di migliorare le condizioni alloggiative del relativo personale, mediante la costruzione e l'acquisizione di nuovi immobili con le annesse pertinenze e l'acquisto dei relativi arredi nonche' mediante l'attuazione di interventi di ristrutturazione, di ampliamento, di completamento, di esecuzione di interventi straordinari, di incremento dell'efficienza energetica e di miglioramento antisismico degli immobili gia' esistenti, e' autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2026, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della difesa.
3. Al fine di assicurare la funzionalita' del Corpo della guardia di finanza e di migliorare le condizioni alloggiative del relativo personale, mediante la costruzione, la riqualificazione o la ristrutturazione edile e impiantistica di strutture edilizie, anche di imminente acquisizione, nonche' mediante l'attuazione di interventi di incremento dell'efficienza energetica e di miglioramento antisismico delle strutture gia' esistenti, e' autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro per l'anno 2026, di 3,9 milioni di euro per l'anno 2027 e di 3,1 milioni di euro per l'anno 2028.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 3, pari a 1,5 milioni di euro per l'anno 2026, a 3,9 milioni di euro per l'anno 2027 e a 3,1 milioni di euro per l'anno 2028, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2026, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.))

 
((Art. 11 ter

Clausola di salvaguardia

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 8, comma 5, le disposizioni del presente decreto si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.))


Riferimenti normativi

- La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
(Modifiche al titolo V della parte seconda della
Costituzione) e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24
ottobre 2001, n. 248.
 
Art. 12

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quella della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.