| Gazzetta n. 120 del 26 maggio 2026 (vai al sommario) |
| PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA |
| DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 aprile 2026 |
| Scioglimento del consiglio comunale di Arienzo. |
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Considerato che nel Comune di Arienzo (Caserta) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020; Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale; Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale; Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un commissariamento di adeguata durata per rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale; Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 21 aprile 2026;
Decreta:
Art. 1
Il consiglio comunale di Arienzo (Caserta) e' sciolto. |
| | Allegato
Al Presidente della Repubblica
Nel Comune di Arienzo (Caserta), i cui organi elettivi sono stati rinnovati all'esito delle consultazioni amministrative tenutesi il 20 e 21 settembre 2020, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione, nonche' il buon andamento ed il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell'ordine e della sicurezza pubblica. In relazione a risultanze di natura investigative e giudiziarie, dalle quali sono emersi collegamenti tra l'amministrazione comunale di Arienzo e ambienti prossimi alla criminalita' organizzata, e' sorta l'esigenza di acquisire ulteriori elementi di valutazione anche tramite una specifica attivita' di monitoraggio. Pertanto, il prefetto di Caserta, con decreto del 18 settembre 2025, il cui termine e' stato prorogato per ulteriori tre mesi, ha disposto l'accesso presso il Comune di Arienzo, ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Si ha notizia che sin dall'ottobre 2023 vi fossero delle indagini che riguardassero il sindaco di Arienzo, il quale, all'attualita', e' indagato del delitto di corruzione aggravata dall'agevolazione mafiosa, unitamente ad un imprenditore ritenuto contiguo alla criminalita' organizzata, procedimento giudiziario nel quale e' stato emesso l'avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis del codice di procedura penale, in data 4 febbraio 2026. L'inchiesta si colloca in una piu' ampia indagine condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha disvelato un articolato sistema affaristico-criminale preordinato alla illecita aggiudicazione degli appalti pubblici indetti da alcune amministrazioni comunali e da altri enti regionali. Risulta inoltre che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, in data 2 settembre 2025, su richiesta dell'autorita' indagante ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del primo cittadino di Arienzo, a seguito della quale il prefetto di Caserta, con provvedimento del 9 settembre 2025, ha sospeso dalla carica il predetto amministratore, ai sensi dell'art. 11 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, detto provvedimento di sospensione poi revocato il 19 settembre 2025, data in cui la misura cautelare e' venuta meno per l'annullamento disposto dal tribunale del riesame di Napoli. Per meglio delineare la figura del sindaco di Arienzo e' altresi' utile precisare che il medesimo ha ricoperto la carica di consigliere comunale in precedenti consiliature e che dal 1° marzo 2026 e' stato rieletto alla carica di consigliere provinciale di Caserta; egli, inoltre, e' rappresentante dell'unione delle province d'Italia (UPI) nell'ambito del comitato europeo delle regioni (CdR). In relazione a tali risultanze di natura investigativa e giudiziaria, dalle quali sono emersi collegamenti tra l'amministrazione comunale di Arienzo e ambienti prossimi alla criminalita' organizzata, e' sorta l'esigenza di acquisire ulteriori elementi di valutazione anche tramite una specifica attivita' di monitoraggio. Pertanto, il prefetto di Caserta, con decreto del 18 settembre 2025, il cui termine e' stato prorogato per ulteriori tre mesi, ha disposto l'accesso presso il Comune di Arienzo, ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Al termine dell'indagine ispettiva, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto di Caserta, sentito nella seduta del 23 marzo 2026 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica - consesso integrato con la partecipazione del procuratore aggiunto della Repubblica della direzione distrettuale antimafia di Napoli e del procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria di Capua Vetere - ha trasmesso l'allegata relazione che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto (nonostante l'annullamento del citato provvedimento cautelare) della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000. Su quel territorio comunale risulta, infatti, censita la presenza di diversi gruppi camorristici, in particolare anche di esponenti riconducibili al cartello «dei casalesi», le cui attivita' criminali tendono a condizionare la pubblica amministrazione, perseguendo i propri interessi soprattutto nel settore degli appalti pubblici e avvalendosi spesso di imprenditori ad essi contigui che fungono da collettori nel rapporto tra criminalita', imprenditoria e politica, come confermano le risultanze giudiziarie che interessano anche il Comune di Arienzo. Venendo a trattare piu' in dettaglio la vicenda processuale d'interesse - dalla quale sembra emergere un'inestricabile commistione tra l'esercizio delle pubbliche funzioni e l'interesse privato di amministratori comunali e consorterie mafiose -, si evince che il sindaco di Arienzo avrebbe accettato l'appoggio elettorale di un imprenditore, considerato figura di raccordo con i sodalizi imprenditoriali collegati al «clan dei Casalesi», in cambio della revoca dell'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani gia' aggiudicato ad una ditta e, cosi, consentire all'impresa seconda classificata nella procedura di gara di divenire l'effettiva aggiudicataria dell'incanto: ditta quest'ultima amministrata di fatto da un altro imprenditore anch'egli implicato nella stessa vicenda giudiziaria in quanto ritenuto consapevole del descritto legame corruttivo. Come rilevato dalla commissione di accesso, dal momento dell'insediamento dell'attuale amministrazione comunale, la prima societa' affidataria del servizio e' stata destinataria di una serie di pretestuose contestazioni a fronte delle quali veniva disposta l'applicazione di penali che determinavano dapprima il recesso dell'impresa e, successivamente, la risoluzione anticipata del rapporto contrattuale da parte del comune, con il subentro della ditta seconda classificata; cio' per le ingerenze esercitate dal primo cittadino sulle scelte amministrativo-gestionali attribuite ex lege ai responsabili dei competenti uffici comunali. L'accordo illecito tra il detto imprenditore e il sindaco di Arienzo sarebbe maturato in vista delle elezioni provinciali del dicembre 2023, e avrebbe garantito all'amministratore comunale di essere poi eletto consigliere provinciale. Peraltro, le attivita' info/investigative hanno dato riscontro dei rapporti e degli incontri avvenuti tra i due a conferma - come si rileva da risultanze di natura giudiziaria - dell'esistenza di uno stretto e, verosimilmente, non cristallino rapporto di frequentazione. Figura di rilievo delle vicende correttive in esame e rappresentata dal piu' volte menzionato uomo d'affari, ritenuto essere il punto di raccordo tra ambienti e interessi imprenditoriali, politici e camorristici nel settore degli appalti pubblici della Provincia di Caserta. Il predetto, gia' destinatario in passato di diversi provvedimenti cautelaci restrittivi, risulta condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso con sentenza della Corte di cassazione del 16 aprile 2015. Risulta, infatti, che sin dalla fine dell'anno 2000 ha prestato la propria opera di intermediazione tra gli amministratori locali e una cosca mafiosa del casertano, in modo da agevolare l'aggiudicazione degli appalti pubblici nel settore dei rifiuti ad imprese compiacenti, indirizzando ingenti flussi di denaro a beneficio di consorterie criminali. Peraltro, tali risultanze sono avvalorate anche da dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, confermative del fatto che il ruolo di collettore di interessi illeciti continua ad essere operato dal predetto imprenditore «(...) in un contesto contrassegnato (...) da legami e cointeressenze tra criminalita' organizzata, imprenditoria e politici locali», tra i quali anche il sindaco di Arienzo. La sussistenza di un rapporto intenso e continuo con il citato amministratore comunale e' tale da incidere sul buon andamento e sull'imparzialita' dell'apparato amministrativo dell'ente locale, interferenze e condizionamenti che trovano ulteriore conferma nelle illegittimita' che hanno contrassegnato tutta la procedura di assunzione nel Comune di Arienzo di uno stretto familiare del citato imprenditore. Il cennato procedimento, avviato per mobilita' ai sensi dell'art. 34-bis del decreto legislativo n. 165/2000, si e' concluso con l'assunzione di un soggetto non idoneo a rivestire la qualifica professionale richiesta con l'avviso pubblico, in quanto privo del titolo di studio specificamente richiesto, a pena di esclusione, dalla procedura di selezione. Inoltre, sempre nell'intento di favorire il candidato prescelto, non e' stato dato il necessario risalto ai requisiti di onorabilita' necessari per poter svolgere quelle pubbliche funzioni, essendo la persona assunta, gia' alla data di pubblicazione dell'avviso di selezione, raggiunta da una misura di prevenzione patrimoniale della confisca di beni, ex art. 24 del codice antimafia, disposto con decreto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel settembre 2020, provvedimento definitivo emesso su beni riferibili ai profitti del predetto imprenditore «(...) riconducibili a posizioni economico-politiche da questi conseguite anche grazie alla contiguita' al clan (...)». Nonostante cio', il Comune di Arienzo, in data 24 aprile 2023, ha proceduto alla stipula del contratto di lavoro che e' da ritenersi inficiato non soltanto per la mancanza dei requisiti di cui sopra ma anche per l'evidente conflitto di interesse e/o incompatibilita' del presidente della commissione esaminatrice dal momento che la stessa ricopriva contemporaneamente anche l'incarico di responsabile del procedimento, avendo firmato tutti gli atti di avvio della procedura nonche' la determina di nomina della commissione giudicatrice. L'influenza di detto imprenditore si rileva anche dalle risultanze emerse da fonti tecniche di prova che dimostrano l'esistenza di un rapporto diretto con almeno parte dell'apparato politico/amministrativo dell'ente locale, e in particolare con i responsabili di alcuni degli uffici comunali, specialmente di area tecnica. A questo riguardo, come piu' dettagliatamente descritto nella relazione prefettizia, viene richiamata la vicenda concernente il rilascio da parte dell'ufficio tecnico comunale di permessi a costruire di dubbia legittimita' in favore di soggetti con legami di parentela con il piu' volte citato imprenditore, nonche' la questione relativa all'indebita fruizione da parte del sindaco di Arienzo di un c.d. superbonus connesso a pratiche edilizie. Oltre alle rilevate interferenze sull'andamento gestionale del Comune di Arienzo, il lavoro della commissione d'indagine ha fatto emergere molte e ricorrenti anomalie procedurali negli affidamenti diretti di lavori e di servizi, procedure spesso caratterizzate da gravi violazioni del principio di rotazione di cui all'art. 49, decreto legislativo n. 36/2023, dal ricorso frequente alle proroghe degli affidamenti, dalla mancanza degli atti di programmazione degli acquisiti di beni e servizi in violazione dell'art. 37, decreto legislativo n. 36/2023, dall'ingerenza di amministratori comunali nelle attivita' squisitamente gestionali in violazione del principio di separazione delle competenze tra gli organi elettivi e l'apparato burocratico. Cio' e' stato riscontrato, in particolare, nell'ambito delle competenze dell'ufficio tecnico i cui affidamenti sono stati spesso indirizzati alle imprese legate da una rete di cointeressenze economiche con una ditta direttamente riconducibile allo stesso sindaco di Arienzo, benche' formalmente intestata ad un suo stretto familiare; impresa che ha iniziato ad essere operativa dal febbraio 2022 dopo l'avvenuta elezione alla carica sindacale. In realta', la ditta in questione sembra essere «il fulcro di un sistema attorno al quale gravitano una serie di imprese che hanno beneficiato nel corso del mandato di sindaco di affidamenti diretti, di valore significativo, da parte del Comune di Arienzo...». Di fatto, le verifiche ispettive hanno accertato l'esistenza di un vero e proprio sistema di affidamenti pubblici dal quale avrebbero tratto giovamento le societa' legate da rapporti economici con la menzionata societa'. In sostanza, i dati raccolti dal lavoro ispettivo e dalle indagini delle forze di polizia portano tutti ad ipotizzare l'esistenza di societa' interposte, «vuote» o strumentali in quanto prive di adeguata struttura aziendale o organizzativa, alle quali aggiudicare o affidare direttamente i lavori o i servizi comunali, la cui reale esecuzione viene pero' effettuata da altra impresa «attraverso opachi (...) e non autorizzati meccanismi di subappalto o sub affidamenti (...)»; a tali commesse segue poi la cessione del credito alla societa' interponente, che e' la vera beneficiaria degli affidamenti pubblici e che si identifica, appunto, nell'impresa riconducibile al primo cittadino di Arienzo. Occorre precisare che sebbene la cessione del credito sia uno strumento consentito, esso puo' rivelarsi sospetto laddove le societa' sono riconducibili agli stessi soggetti, potendo essere utilizzato per schermare il beneficiario effettivo dei pagamenti; inoltre, tale sistema integra nel caso specifico (quantomeno) una situazione di conflitto di interesse, vietata dal codice degli appalti, in quanto compromette l'imparzialita' della stazione appaltante e altera la libera concorrenza. A cio' si aggiungono le gravi e ripetute anomalie sottese alle procedure di affidamento diretto a tali societa'. A questo proposito la commissione d'accesso ha rilevato che alcune commesse pubbliche sono state assegnate a imprese non iscritte nelle white list operanti in settori di attivita' per le quali, invece, e' obbligatoria tale iscrizione; cio' e' avvenuto nel caso di lavori comunali concernenti la realizzazione di pavimentazioni in cemento armato, tipologia di interventi che richiede l'iscrizione nelle predette «liste pulite»; peraltro, risulta che l'impresa assegnataria e' stata costituita subito dopo l'elezione del sindaco di Arienzo e che il titolare della stessa e' un dipendente della societa' c.d. «interponente» di cui si e' detto sopra. Allo stesso modo anomalie molto gravi hanno segnato l'aggiudicazione dei servizi cimiteriali, attivita' tra le piu' esposte al rischio di infiltrazione mafiosa. A tal riguardo viene segnalato che all'operatore economico scelto non e' stata richiesta l'iscrizione nelle white list ne' il comune ha verificato l'esistenza di detto requisito, condizione necessaria e imprescindibile per l'assegnazione di tale servizio pubblico; solo tardivamente e' stata chiesta detta certificazione che pero' non sana la menzionata irregolarita'. E' altresi' emblematico e significativo di una gestione propensa al mancato rispetto delle disposizioni normative che la commessa sia stata ulteriormente prorogata di due anni e sei mesi - durata della proroga disposta fino al 6 aprile 2026 e per un tempo superiore all'originario affidamento - a favore delle stessa societa', e cio' in violazione dell'art. 120, decreto legislativo n. 36/2023 che ammette la proroga solo in casi eccezionali e con il precipuo scopo di assicurare la continuita' del servizio in presenza di una nuova gara in corso di svolgimento. Viene rilevato, altresi', che anche un affidamento diretto del servizio di vigilanza risulta palesemente contra legem, in quanto assegnato ad una societa' priva dell'autorizzazione prefettizia richiesta dall'art. 134 TULPS; inoltre, rispetto a tali procedure di carattere squisitamente tecnico-gestionale, sono emerse prepotentemente le ingerenze del sindaco e di assessori comunali - come, peraltro, confermato alla commissione d'indagine in sede di audizione dallo stesso responsabile dell'ufficio comunale competente in materia - dai quali proveniva direttamente la scelta di chi potesse beneficiare delle commesse e delle proroghe contrattuali. Rileva al riguardo il fatto che le societa' che hanno svolto quel servizio si sono sempre avvalse della prestazione di un soggetto controindicato vicino agli ambienti malavitosi del territorio e avente indiretti rapporti parentali con il sindaco di Arienzo. Ulteriori irregolarita' sono state evidenziate dall'organo ispettivo che ha accertato affidamenti disposti in favore di ditte non iscritte alla cassa edile, requisito necessario in caso di specifiche tipologie di lavori. Elementi significativi del «sistema» operante presso il Comune di Arienzo si evincono, altresi', dal contenuto di alcune determine che hanno attribuito ad una ditta incarichi di collaborazione tecnica nonostante nella stessa non figurassero figure professionali idonee ai compiti affidati. Dai contenuti della relazione prefettizia emerge pertanto l'esistenza di una fitta rete di cointeressenze economiche e intrecci contabili tra le imprese affidatarie, alcune delle quali riconducibili di fatto allo stesso sindaco di Arienzo o ad altri amministratori comunali, che lascia ipotizzare - unitamente all'opacita' e alle anomalie delle procedure praticate - l'esistenza di «un sistema in cui, attraverso un meccanismo articolato di cessioni di credito e fatturazioni, si favoriva un gruppo ristretto di operatori economici collegati, in via diretta o indiretta, al primo cittadino». Peraltro, risulta che anche la gestione contabile e fiscale di molte delle ditte assegnatarie di commesse comunali, tra cui anche quella riferibile al primo cittadino e al suo parente prossimo, siano curate dallo stesso professionista ritenuto contiguo, per rapporti di natura parentale e professionale, a soggetti controindicati per mafia. Viene altresi' segnalato che tra le ditte beneficiarie di commesse comunali ve n'e' una considerata espressione dell'imprenditoria camorrista, il cui titolare ha stretti rapporti parentali con soggetti controindicati contigui al locale contesto malavitoso e operanti in settori sensibili quali l'estrazione degli inerti e la produzione di calcestruzzo. Parimenti sintomatica della permeabilita' dell'amministrazione comunale a forme di condizionamento della criminalita' organizzata appare la vicenda, puntualmente delineata nella relazione della commissione d'indagine, connessa alla gestione di un impianto sportivo comunale affidato (con apposita convenzione ormai scaduta dal mese di aprile 2022) ad una associazione sportiva i cui organi direttivi, rinnovati a partire dal novembre 2022, risultano essere composti da soggetti controindicati, uno dei quali condannato in via definitiva per il delitto di cui all'art. 416-bis del codice penale. In conclusione, l'analisi degli elementi raccolti in sede ispettiva, corroborati dalle risultanze di natura investigativa e giudiziaria, fanno ipotizzare l'esistenza di un complesso sistema di affidamenti pubblici caratterizzato da un generalizzato conflitto di interessi, finalizzato ad avvantaggiare una cerchia ristretta di operatori economici controindicati nonche' legati da opache cointeressenze con il sindaco ed altri amministratori comunali, a detrimento dell'imparzialita', del buon andamento della pubblica amministrazione e della libera concorrenza. Peraltro, l'irregolare andamento dell'azione politico-amministrativa del Comune di Arienzo ha avuto effetti negativi anche sugli equilibri di bilancio dell'ente locale, che ha aderito alla procedura di riequilibrio finanziano pluriennale ex art. 247-bis del decreto legislativo, n. 267/2000, in conseguenza delle criticita' strutturali dovute alla incapacita' di riscuotere le morosita' e i canoni di utenza. Dall'esame della relazione della commissione di indagine e della relazione del prefetto di Caserta si evidenzia, oltre a una grave mala gestio della cosa pubblica, una evidente assenza di legalita' dell'azione amministrativa e uno stato di precarieta' degli uffici comunali, da cui conseguono le irregolarita' gestionali sopra menzionate e un preoccupante livello di compromissione dell'amministrazione comunale. In particolare, i contenuti di dette relazioni hanno evidenziato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti tra componenti dell'amministrazione locale ed esponenti della criminalita' organizzata di tipo mafioso. Tali elementi, come sopra evidenziato, sono stati oggetto di esame e valutazione nel corso del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che all'unanimita' si e' espresso sulla sussistenza di collegamenti diretti o indiretti tra singoli amministratori, dirigenti dell'ente e la criminalita' organizzata, e su forme di condizionamento degli stessi. Nella stessa riunione del citato comitato l'autorita' giudiziaria ha fatto rilevare che «la permeabilita' dell'ente alle logiche della criminalita' organizzata e' chiara come anche l'asservimento ad essa da parte del sindaco». Le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione prefettizia e in quella della commissione di indagine, hanno posto in rilievo una serie di condizionamenti dell'amministrazione comunale di Arienzo volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo necessario l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita'. Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Arienzo, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi. Roma, 13 aprile 2026
Il Ministro dell'interno: Piantedosi |
| | Art. 2
La gestione del Comune di Arienzo (Caserta) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da: dott. Aldo Aldi - viceprefetto a riposo; dott. Fabio Bernaudo - viceprefetto aggiunto; dott. Marco Serra - dirigente di II fascia Area 1. |
| | Art. 3
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche. Dato a Roma, addi' 23 aprile 2026
MATTARELLA Meloni, Presidente del Consiglio dei ministri
Piantedosi, Ministro dell'interno
Registrato alla Corte dei conti il 30 aprile 2026, registro n. 1237 |
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